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Cinema

Torna in sala "Enamorada", leggendario capolavoro del cinema messicano
Diretta emanazione de Il Cinema Ritrovato, festival-cult dove i cinefili di tutto il mondo si danno appuntamento per scoprire o riscoprire film del passato, Il Cinema Ritrovato al Cinema è l’iniziativa con cui la benemerita Cineteca di Bologna provvede a riportare in sala alcuni dei più importanti restauri dell’annata. Non solo: in questa stagione ha avuto l’intuizione di distribuire anche “Roma” di Alfonso Cuarón, raggiungendo un accordo con Netflix pressoché unico nel panorama mondiale. E sempre dal Messico arriva “Enamorada”, nelle sale italiane da lunedì 8 aprile e per tutto il mese. Capolavoro del 1946 mai uscito da noi, è…
5 cm al secondo: l'impalpabile pesantezza della distanza
Dieci anni prima del successo internazionale di Your Name. nel 2017 Makoto Shinkai aveva realizzato 5 cm al secondo. Approdato in Italia inizialmente solo per il mercato dell’home video, arriverà ora nei cinema italiani dal 13 al 15 maggio, distribuito da Dynit e Nexo Digital. La scelta non è casuale. 5 cm al secondo non è l’opera prima del regista giapponese ma un filo rosso lo lega al lungometraggio che tanto successo gli ha portato. In entrambi i casi abbiamo una storia di distanze apparentemente incolmabili e di due anime che si rincorrono. Lì dove Your Name. era venato di…
The Hate U Give: Il coraggio della verità
Starr è una ragazza di 16 anni, colleziona Nike, ha un nome che non passa inosservato (scelto da suo padre, con una “r” extra per brillare di più) e vive due vite parallele: una con la sua famiglia nel quartiere popolare di Garden Heights, un ghetto impenetrabile per la gente di colore, l’altra nella prestigiosa scuola privata di Williamson Prep, dove è una delle poche ragazze afroamericane e per questo nasconde una parte di sé per mantenere un profilo basso e non spiccare tra gli altri.  Le due realtà devono rimanere separate; è un’abitudine ormai ridimensionare l’uso dello slang, abbassare…
L'uomo fedele: un dramma a tre voci
E’ caleidoscopio in tre tempi, innesto impercettibile quanto eruttante di condizionamenti emotivi, traiettorie interrotte.Tutto ha origine da uno strappo nell'ultimo film di Louis Garrel, una verità che increspa il silenzio: laddove l’uomo è oggetto conteso; il centro è donna, il suo gioco; l’ironia efferata che ne rivela lo sforzo, il dolore.E’ sulla diacronia alternata che si origina “L’uomo fedele”, opera a tre voci dove la soggettività fuoriesce sapida, declinata a turno attraverso le voci off dei suoi personaggi; mantenendosi infatti nella forma trasversale della narrazione indiretta ci troviamo dinanzi ad una stessa storia raccontata dalle differenti percezioni di coloro che vi…
"Noi": il ritorno e la conferma di Jordan Peele nell'horror contemporaneo
Appena terminata la stagione dei premi, il cinema statunitense riparte ad alta velocità, con l’incredibile successo dell’horror Noi (Us) di Jordan Peele, in arrivo nelle sale italiane dal 4 aprile. Se già nel 2017 Peele aveva dimostrato con un unico e piccolo film indipendente (Scappa - Get Out) una visionarietà tale da rivoluzionare tanto il black film politico quanto il cinema di genere, con la sua opera seconda ribadisce e consacra definitivamente un riconoscibile stile di regia e un grande potenziale di innovazione nel cinema contemporaneo. Senza spiegare troppi dettagli di una trama che fa della rivelazione graduale il suo…
cafarnao still
''Quest’uomo merita solo il più profondo disprezzo'' sentenziava Jacques Rivette dall’alto dei Cahiers du cinéma (n. 120, giugno 1961) parlando di Gillo Pontecorvo, in particolare della sua scelta di filmare il suicidio di una prigioniera di Auschwitz con un carrello molto elaborato nel film Kapò (1959). La tesi che sosteneva Rivette, in buona sostanza, era che non si può ricercare il virtuosismo di una composizione esteticamente aggraziata quando si filma un dramma come quello della morte in un campo di concentramento. Il tentativo di muovere lo spettatore a compassione in maniera forzata, quindi, degrada l’intento altrimenti nobile di voler mostrare…
Nove David di Donatello a "Dogman", niente alle donne registe
Dopo la breve grandeur con SKY, i David di Donatello sono tornati su Raiuno, in una prima serata condotta per la seconda volta consecutiva da Carlo Conti, ormai cerimoniere ufficiale del servizio pubblico. Per quanto vi sia stato un indubbio sforzo nel rendere l’evento più attraente, i problemi sono sempre gli stessi: i limiti di un sistema che non è una vera industria in grado di promuoversi, la fragilità di uno show zeppo di momenti evitabili (imbarazzante l’unico pezzo comico, un po’ troppo improvvisato il coro del cast di “A casa tutti bene”, poco appropriata l’esibizione dei Bocelli), la scarsa…

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