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Teatro

"Estate in dicembre": Tre sorelle in un livoroso "Tutto su mia madre"
GENOVA – Cercare l'“Estate in dicembre” è come dire essere sempre fuori fase, fuori giri, in fuorigioco, perennemente fuori contesto, implacabilmente fuori fuoco. Essere sbilanciato, scoordinato, incoerente nel cercare quello che non c'è, ciò che non esiste, all'inseguimento di sogni e farfalle. Così come le cinque protagoniste di questo “Albero di Antonia” alla spagnola. Cinque i personaggi in scena ma molti di più quelli evocati, tirati in ballo, che fanno capolino come Godot inafferrabili per vivere nel ricordo, nella nostalgia, in quello che sarebbe potuto essere e purtroppo non è stato. In un'atmosfera di rammarico continuo, di frustrazioni esplicite come…
PdT, quarantene diverse: il lockdown degli Oyes, la tenda post terremoto di La Ruina
CASTROVILLARI – Lockdown maledetto lockdown. Tremenda sciagura la quarantena. Il teatro non può non riflettere sui mesi appena passati e, forse, purtroppo, su quelli che verranno. Chiusi, lontani dalla socialità, lo streaming dal divano da casa, adesso con i posti in teatro ridotti, le prenotazioni, le prove senza contatto. Un mondo stravolto, quello degli attori, delle compagnie, degli organizzatori, dal punto di vista esistenziale ed economico, di possibilità e di visione futura. Un muro improvviso ha chiuso il panorama, serrato le aperture. E così il titolo già di per sé incisivo “Vivere è un'altra cosa” (prod. Corte Ospitale e Olinda)…
A Castrovillari la "Primavera" tarda ad arrivare
CASTROVILLARI – Sembra che in questi ultimi vent'anni poco o niente si sia mosso a Castrovillari. Le scritte stinte e stanche sono al loro posto, nessuno ha tinteggiato nuovamente il muro o la facciata del palazzo, nessun altro ragazzo ha vergato frasi inneggianti ai successi recenti, limpidi o meno, della Juventus. Tutto pare fermo, cristallizzato, immobile. Cambiano soltanto i necrologi e i manifesti elettorali. Le cose inevitabili. Le stesse buche, le stesse crepe, gli stessi marciapiedi rialzati dalle radici degli alberi. Che niente cambi. Neanche gattopardesco. Nessun scossone, nessun stravolgimento. Le solite fontane secche, i giardinetti aridi e incolori, spogli,…
Forever Young '20 finisce in "Gloria"
RUBIERA – Nella campagna che si apre tra Modena e Reggio Emilia c'è un chiostro che si fa teatro e un teatro che è racchiuso tra colonne e volte secolari. Incute rispetto e silenzio, passeggiare lenti e l'ascolto più del brusio. Ma c'è anche la festa del sole che cade a strapiombo nel quadrato al centro che illumina e abbaglia. Nebbia, zanzare e, in alcuni periodo dell'anno, anche quell'odore acre di allevamenti che sale su dalla terra. Il contatto con la concretezza qui è fondamantale: il terreno e il materiale accanto alle nuvole e ai voli pindarici artistici. Le zolle…
"Mercurio Festival": a Palermo il teatro in tutte le sue forme
PALERMO – Esiste un fil rouge, neanche troppo nascosto, che lega Palermo a Napoli. Sarà l'aleggiare del Regno delle Due Sicilie ancora presente e vivo, sarà la musica neomelodica (ma anche Gigi D'Alessio va ancora forte) che rimbalza e sfonda le casse di piccole utilitarie lanciate con i finestrini abbassati per far sentire meglio “la potenza della lirica dove ogni dramma è un falso”. Palermo la città dei calcinacci e delle transenne che ormai fanno parte del paesaggio immutato, e immutabile, “na carta sporca e niscuno se ne importa”. Le cose più pericolose da fare a Palermo sono camminare sui…
"Mattia" senza Pascal: da Fornasari agli allievi dello Stabile del Veneto
PADOVA – Negli ultimi anni ho avuto la possibilità di vedere quasi tutti i lavori firmati da Bruno Fornasari, sempre con il fidato Tommaso Amadio al suo fianco, e targati Filodrammatici di Milano. Appunto quasi: da “Nerds” fino a “S.U.S.” passando per “La Prova” o “Martiri”. Una scorpacciata alla quale mancava all'appello proprio questo “Mattia”, primo testo che li aveva proposti alla ribalta e che adesso è stato ripreso da due differenti cast (dieci componenti per gruppo) di giovani come prova d'esame della triennale Accademia Teatrale Carlo Goldoni dello Stabile del Veneto. Mattia, dal “Fu Mattia Pascal” pirandelliano, è sì…
Ad Arsoli Giulia Trippetta è "La moglie perfetta"
ARSOLI – Ci vuole sensibilità, intelligenza e tatto artistico per poter parlare di temi caldi, purtroppo ancora contemporanei, come la questione della donna all'interno della società attuale occidentale. Con il lavoro “La moglie perfetta”, Giulia Trippetta, partendo da un reale decalogo, un volantino che veniva distribuito nel dopoguerra, è riuscita a creare un parallelo, tra parodia e profondità d'indagine, con ironia e in maniera diretta, tra gli anni '50 (favolosi fino ad un certo punto) e questi primi decenni del Terzo Millennio. Sembra che sia cambiata la facciata e la forma, nella sostanza poco. Avevamo visto dieci minuti di questo…

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