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Teatro

La condizione del veterano da Shakespeare alla guerra in Iraq: “Cry Havoc” di Stephan Wolfert inaugura l’OnStage! Festival
ROMA - L’orrore della guerra e il suo tremendo impatto sull’individuo hanno sempre avuto uno spazio rilevante nell’arte e nel teatro, in epoche e luoghi differenti, e in tanti hanno mirato a riprodurre e a mettere in scena sentimenti, esperienze e traumi spesso al limite dell’indicibile. Cry Havoc, opera d’apertura della prima edizione dell’OnStage! Festival all'Off Off Theatre, si pone questo ambizioso obiettivo e si concentra sul dramma dei veterani e sulle difficoltà, non di rado insormontabili, del loro reintegro nella società civile. A rendere speciale e a suo modo unico lo spettacolo è senz’altro la figura dell’autore e interprete…
Riccardo è perso dentro i fantasmi della sua memoria
VERONA – Ultimamente ne abbiamo visti per tutti i gusti: c'è stato l'“RIII”, quasi un acronimo, di Alessandro Gassmann che tanto somigliava alla Famiglia Addams, quello intimista e criptico, essenziale e minimalista di Michele Sinisi, il recente “Riccardo 3”, alla terza, di Francesco Niccolini per la messinscena di Vetrano/Randisi. Insomma il testo shakespeariano si presta alla rivisitazione in chiave contemporanea, allo smembramento, alla dissoluzione nella fedeltà delle parole che appaiono scritte oggi. Ed è indubbio che il Re Riccardo si sia inevitabilmente perduto tra le spire del potere, tra i meandri dell'invidia, tra i miasmi della cupidigia, tra i gorghi…
“Animali da bar” assetati di sogni e speranze
Si aggirano come bestie ferite, randagie e allo sbando, tra il bancone e i tavoli di un locale di periferia, quasi dimenticato, sorseggiando e assaporando birre, fiumi di alcool ed enormi fragilità, i protagonisti di “Animali da bar” in scena al Piccolo Eliseo. Alcuni sono più feroci, ringhiano e graffiano, altri più mansueti, docili e sottomessi, ma tutti assetati di amore e di speranza.Nel secondo appuntamento della trilogia dedicata alla compagnia Carrozzeria Orfeo, si respira la stessa dimensione borderline del precedente “Cous Cous Klan”, si riscontra lo stesso stile crudo e ammaliante che li caratterizza, si incontrano le stesse anime…
Le Serve, eterno gioco delle parti. Gli allievi della “Silvio d’Amico” portano Jean Genet al Teatro Studio Uno
ROMA - Un macabro gioco, un desiderio profondo e a lungo immaginato, gesti rituali, ossessioni e psicosi. Questi sono gli elementi che caratterizzano l’opera "Le Serve", testo di Jean Genet, in scena dal 17 al 20 gennaio presso il Teatro "Studio Uno" di Roma. Adattamento e regia sono frutto della prima collaborazione fra Michele Eburnea e Caterina Dazzi, allievi dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”, capaci di interpretare il testo, spogliarlo della sua costruzione tradizionale e offrire al pubblico un lavoro innovativo e ottimamente elaborato. L’adattamento, ricco di novità, mantiene fermo l’obiettivo originario di Genet, ossia offrire la rappresentazione di…
La famiglia ti frustra solo "Per il tuo bene"
MODENA – “La prima metà della nostra vita è rovinata dai genitori, la seconda metà dai figli”, (Clarence Darrow). Lasciamo da parte Tolstoj e l'originalità delle famiglie infelici. Dalla famiglia tutto nasce, tutto torna, niente si distrugge ma tutto si trasforma. E' un nucleo, un atomo che si dissolve fino a formarne altri, una massa fatta per alimentarsi, crescere fino a scoppiare come un follicolo per diventare nuovamente terreno fertile e potenzialmente esplosivo. Ma la famiglia è anche quelle mura chiuse, quell'alveolo gestito da dinamiche uniche, di relazioni incastonate in regole restrittive non scritte. La famiglia è un ricatto affettivo continuo…
«C’ho la capacità de’ sogna’. Sono un uomo» Scampoli di “Scampoli” di Civica
In tantissimi hanno provato a riflettere su cosa sia il teatro e il senso profondo che da sempre custodisce; il fatto di avere ogni volta trovato il modo per descriverlo e raccontarlo in maniera sempre diversa, permette di comprendere che si tratta davvero di una fonte inesauribile di temi, immagini e fantasie. Si potrebbe continuare anche solo con una serie di aggettivi a descrivere il teatro, potremmo concentrarci su tutto quello che insieme è e non è, sui contrasti, le sfumature o i confronti e troveremmo sempre il modo per parlare di Lui e di raccontare la sua natura. La conferenza…
Le serve di Jean Genet: dal 17 al 20 gennaio al Teatro Studio Uno
Le serve di Jean Genet – adattato e diretto da Michele Eburnea e Caterina Dazzi – è un testo ispirato da un fatto di cronaca nera realmente accaduto nella Francia del 1933. È lo spettacolo vincitore del Premio Nazionale delle Arti 2018 – sezione regia. Prodotto da mat-off sarà in scena al Teatro Studio Uno (Via Carlo della Rocca, 6 – Roma) dal 17 al 20 gennaio, alle ore 21.00 (domenica 20 gennaio alle ore 18.00); in scena: Michele Eburnea, Sara Mafodda e Mersila Sokoli In un appartamento borghese, le serve Claire e Solange meditano l’assassinio della padrona. Attraverso lettere anonime fanno arrestare l’amante…

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