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Teatro

“Nato cinghiale”: guerra e pace tra un padre e un figlio
SPOLETO - “Com’è difficile restare padre quando i figli crescono e le mamme imbiancano” (Franco Battiato, “Bandiera bianca”).Cibo e teatro, incontro millenario, convivio che macera da sempre sotto la cenere. Panem et circenses dicevano al Colosseo. Una vicinanza mai scordata (anche se i pop corn del cinema o le caramelle scartate in un teatro all'italiana disturbano) che la rassegna Eat (Enogastronomia a Teatro organizzato da Andrea Castellani e Anna Setteposte) ha riportato in vita con una serie di performance legate al cibo e all'alta scuola culinaria. In quest'ottica (cenare a teatro è sempre un lusso) non potevano mancare le Ariette, il duo…
“Ago” il ritratto commovente di Ariele Vincenti per Agostino Di Bartolomei
ROMA – “Enjoy the silence”, cantavano i Depeche Mode, anche se qui, in questa storiaccia non soltanto romana, c'è poco da godere. Perché Agostino Di Bartolomei non era soltanto un giocatore e non era solo un calciatore della Roma, era un patrimonio del calcio e dell'Italia ma, ampliando lo sguardo e il respiro, un patrimonio delle brave persone, di quelle sensibili, di quelle schive e introverse, parole che oggi suonano quasi come offese perché dobbiamo essere tutti iperesposti, sovradimensionati, esageratamente, in foto, nei video, nelle pose sparate. Agostino era un ragazzo cresciuto a Roma, un ragazzo di quartiere che però…
Checco Zalone: amore e stereotipi per ridere di noi
FIRENZE – O lo ami o lo odi. E se lo odi non affolli i palazzetti da tutto esaurito. E se lo ami allora applaudi e ridi e aspetti la battuta triviale e tutto quel bagaglio di politicamente scorretto (ampiamente sdoganato e superato) che è un respiro, finalmente un lasciarsi andare dopo i mille divieti, le parole boldriniane da non usare, quelle al femminile, quelle con l'asterisco. Certo il mondo è cambiato ma la sana ironia non morirà mai, basta il buon senso per capire che Checco Zalone è un fenomeno proprio perché schietto, proprio perché riesce (come fu per…
“Invettiva Inopportuna”: un uomo nella rete, clausura e fuga
BOLOGNA – C'è un uomo, solo e disperso e disperato e abbandonato, dentro un labirinto di ragnatele. Forse ha costruito da solo questo suo eremo dal quale non riesce ad uscire, intrappolato salta, si muove confuso e concentrico cercando balzi per trovare la via d'uscita in questo puzzle di fili e morsetti, in questa gigantesca tenda da campeggio, in questo recinto da zoo dai confini certi, in questo steccato dove può correre tra cavi e corde da eludere, schivare, zigzagare. Febo Del Zozzo, nella sua tuta nera da rapinatore di banche, una sorta di Arsenio Lupin o aspirante alla Casa…
"That's Life": Maria Cassi, Firenze, la Vita e inevitabilmente Fabio Picchi
FIRENZE – E' la vita, già. Anche la sua conclusione, anche l'amarezza della perdita, anche lo strazio della scomparsa fanno parte del viaggio, del percorso. “That's Life” canta The Voice in apertura e in chiusura. Ed è proprio così, è il passaggio delle stagioni, è la notte che segue al giorno, è la Natura che non possiamo fermare e di fronte alla quale non possiamo fare niente se non accettare e accogliere, sentirci fortunati per ogni giorno su questo Pianeta, grati per i sorrisi, per le persone vicine, per la felicità che possiamo ritagliarci. E' l'ultimo spettacolo di Maria Cassi…
Umbria Factory: Il “Doppelganger” nella “Home” di “Sergio”
FOLIGNO – Un tempo si diceva che Foligno fosse al centro del mondo. Non è così ma almeno per un paio di giorni è stata al centro delle arti performative italiane con la rassegna “Umbria Factory Festival” organizzata dai tipi svegli dello Spazio Zut! che hanno dislocato e sparso e spacciato arte tra Spoleto e appunto Foligno per due settimane abbondanti di appuntamenti carichi e densi. Spazio giovane come gli spettatori che hanno popolato i luoghi della città, dall'Auditorium San Domenico al Santa Caterina, lo stesso Zut (ha un ristorante delizioso sopra il teatro di stampo francese dal quale si…
Primavera dei Teatri: Father and son, Dammi un attimo, Mario Perrotta, Oscenica, Baglioni/Bellani
CASTROVILLARI – Altri spettacoli ci hanno coinvolto, accerchiato, spostato. E noi li abbiamo annusati, digeriti, abbracciati. Perché a Primavera dei Teatri tutto è subbuglio, un felice calderone organizzato, uno sturm und drang razionale, un pensiero che si fa azione, un gesto che ritorna ad essere parola e scambio, genuino e generoso, soprattutto generatore e generante. Scena Verticale in questi anni ha fatto conoscere la cittadina calabrese sotto al Monte Pollino in tutta Italia, divenendo faro e punto di riferimento teatrale, circoletto rosso in una immaginaria cartina italica. Qui si vedono Maestri assodati come nuove compagnie che tra qualche anno potranno…

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