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Teatro

Il Mito diventa contemporaneo con "Interpretare l'Antico"
GIARDINI NAXOS – La polvere di granelli di lava nera sono arrivati, portati dal vento, fino a qua dall'Etna, ad annerire le pietre bianche del lungomare, ad affumicare quelle di magma ruvide al tatto che sanno di mare. Una statua della vittoria traforata, alata come le migliaia di formiche giganti che svolazzano tra gli scogli scuri affiorati nella baia che sembrano leoni marini spiaggiati al Pier 39 a San Francisco, ci indica il Parco Archeologico vista mare. Ricorda quello di Nora, in Sardegna. A Giardini Naxos due anni fa morì per un infarto, mentre stava nuotando, Felice Gimondi, mito del…
Todi Festival: in Umbria arte e teatro sono di casa
TODI – Todo Todi. A misura d'uomo. Si respira passeggiando dalla Cattedrale fino alla Chiesa di San Fortunato, il sole colpisce le pietre secolari creando ombre antiche. La musica classica in filodiffusione, un attore vestito da Dante declama alcuni versi, mentre due matrimoni si fanno fotografare sulle scalinate accompagnati da auto d'epoca. L'atmosfera è retrò in questa provincia sana dove l'occhio si perde nel panorama dolce di ulivi, tetti di embrici e vigne al sapore di Sagrantino corposo che asfalta lingua e palato. Pur essendo un piccolo centro l'arte sgorga da ogni strada: maestri scultori, ceramisti, artisti pittorici qui hanno…
Epic Festival: in Aspromonte si fa teatro tra le "Spine"
BOVA - “La dignità è al sommo di tutti i pensieri ed è il lato positivo dei calabresi” (Corrado Alvaro). La Calabria è una madre arcaica e scontrosa e rugosa e curva che fa allontanare i propri figli per mancanza di domani e da lontano li ama ancora più forte ed è ricambiata ancora più visceralmente. Piange il cuore vedere la ferrovia che deturpa la costa, che taglia le spiagge. La terra è bruciata, la terra continua a bruciare. In alto volteggiano i Canadair che viaggiano a coppia facendo la spola tra il mare e queste montagne di stradine che si…
"Come un granello di sabbia": 36 anni urlando la propria innocenza
TINDARI - “Legandoti a un granello di sabbia, così tu nella nebbia più fuggir non potrai, ti voglio tenere legata” cantava Nico Fidenco nel 1961. E se non fosse una canzone d'amore, e se al posto del cantautore innamorato il protagonista di questa ballata fosse, in una forzatura letteraria-provocatoria, proprio lo Stato che può ingabbiarti e tenerti appeso, inchiodato ad un croce, stretto ad un sottile granello di sabbia, perché siamo pulviscolo nelle mani di un ingranaggio più grande di tutti noi, siamo minuscoli microbi dentro macchinazioni e macchinerie delle quali non capiamo i meccanismi e nei confronti dei quali…
Teatro Povero: lo scontro generazionale tra Covid e cambiamenti climatici
MONTICCHIELLO – “La Terra non è un'eredità ricevuta dai nostri Padri, ma un prestito da restituire ai nostri figli” (Proverbio dei Nativi d'America).  Uno dei punti cardini del Teatro Povero di Monticchiello è sicuramente la memoria, il passato. Che ritorna. E non possiamo, parlando del presente, di questa 55esima edizione (dal 1967) del teatro in piazza ideato, progettato e messo in scena da una comunità, non pensare allo scomparso Andrea Cresti, regista e drammaturgo che per decenni ha tenuto le fila del progetto e del processo creativo di questa piccola società autonoma che grazie al teatro non solo non è…
Il Passato "Urge" e ruggisce perché vuole essere raccontato
TREGGIAIA – Cos'è che veramente urge nella nostra vita? Che cos'è che ci preme, che ha voglia, necessità di uscire, di esondare e travalicare? Che cosa non possiamo più trattenere e dobbiamo esternare dopo tanto silenzio, quali pensieri dobbiamo materializzare soprattutto a noi stessi? La nuova riflessione di Andrea Kaemmerle, sempre votata al comico e al brillante, prende appunto il titolo e lo spunto da quell'imperativo, “Urge”, quasi una sentenza, un alibi, una scusa, una giustificazione, come un bugiardino che avverte che qualcosa sta per scoppiare, senza essere caustico o catastrofico, che qualcosa sta per cambiare, perché lo vogliamo, perché…
Black and White: anima azera per il teatro finlandese
IMATRA (FINLANDIA) – Dall'incrocio tra Azerbajan ed Estonia nasce ad inizio anni 2000 il “Black and White Festival” a Imatra, cittadina finlandese di trentamila abitanti a quasi 300 chilometri ad est rispetto ad Helsinki e più vicina a San Pietroburgo di quanto non lo sia alla capitale finnica. Il confine dopotutto, adesso chiuso causa pandemia, si trova a sette chilometri. Il border lo puoi sentire, è palpabile. La Grande Russia degli Zar è lì ad un soffio. Da Baku infatti è arrivato, venticinque anni fa il direttore artistico Kamran Shahmardan, regista teatrale e cinematografico (ha studiato Cinema), estone invece è…

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