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Teatro

Fujairah International Arts Festival: deserto, teatro e futuro
Gli Emirati Arabi Uniti sono, nell’immaginario comune, il Golfo Persico e il deserto; i cammelli e il petrolio; la scintillante Dubai, con la sua continua espansione a macchia d’olio (a ottobre dovrebbe iniziare l’Expo se la situazione legata al Coronavirus migliorerà) e i grattacieli che si battono per record di altezza da un anno all’altro (è adesso in costruzione la Iconic Tower di Calatrava, che diventerà a fine 2020 l’edificio più alto del mondo con i suoi 1330 metri), capace di attirare turisti e investitori da tutto il mondo; o la capitale Abu Dhabi, sede di una delle moschee più…
“Che cosa ti manca del teatro?”: il Teatro al tempo del coronavirus
Mi manca il teatromi manca quando si spengono le lucimi manca la prima battuta dell'attoremi manca l'odore delle sediemi manca il loro rumore quando scricchiolanomi manca il vicino di poltrona che sbuffami mancano anche i cellulari accesimi mancano i colpi di tossemi mancano le caramelle scartate e le suonerie che trillanomi mancano gli applausi alla finemi manca la commozionemi manca il foyer che pullula e tintinnami mancano le strette di manomi manca la maschera che ti strappa il biglietto e ti sorridemi mancano gli occhi dell'attore che mi indaganomi manca quando la parola si fa corpomi mancano i respiri dell'attore,…
"Amleto e sua moglie Ofelia": uno spettacolo “in lontananza” di Gabriele Linari
Se Ofelia fosse sopravvissuta all’abbraccio mortifero del corso d’acqua, non ne conserveremmo l'idea di quel suo esotico abbandono all’Hogsmill nel plein air di Millais. Ma se fosse stato proprio Amleto a sottrarla da una fine ricercata come estremo congedo dalla vita e dal ruolo che in essa ci si è trovati a jouer, forse ne avremmo visto una evoluzione ulteriore, dal ragazzo che idealmente leggeva il Montaigne contemporaneo di Shakespeare e andando persino oltre a quello che nel Novecento avrebbe brandito Kafka, Camus o Sartre. Si sarebbe potuto riflettere di certo più distesamente su tutte le vite che hanno avuto…
“Enrico IV”: Herlitzka è il vecchio Re folle
Uno squarcio che riduce a brandelli il velo di una doppia messinscena, di una doppia finzione. È questa l’operazione che Antonio Calenda compie nella sua rappresentazione dell’“Enrico IV”, in scena dal 25 febbraio all’8 marzo al Teatro Basilica di Roma, con Roberto Herlitzka nei panni del “re pazzo”. Questa ambientazione consente agli attori di recitare quasi in prossimità del pubblico, in un ideale proscenio, che contribuisce a rendere la messinscena ancora più “teatrale”. Il regista ricorre alla cifra della metateatralità per superare lo stallo di una rappresentazione filologica che risulterebbe anacronistica. È infatti un conflitto senza tempo quello che attraversa l’intera…
“Jukebox” e le partiture del quotidiano, per una drammaturgia condivisa con il pubblico
«Abbiamo 45 minuti di tempo»: così ci accoglie l’unica voce sul palco. È Monica Demuru che parla e lo farà instancabilmente per il resto dello spettacolo. Una sola interprete per “Jukebox”, l'edizione romana dello spettacolo andato in scena al Teatro India, è un progetto tutto da scoprire e smontare in collaborazione, pensato per mettere insieme tante voci e consegnarle agli spettatori della serata. Tutti provvisti di una “Lista documenti”, che ricorda il menù di un ristorante, siamo pronti a guidare il racconto di Monica: la messa in scena è affidata, oltre che alla regia di Joris Lacoste, anche allo spettatore per una…
La parola a Maria Maddalena: lo spettacolo di Roberta Calandra al Cometa Off
La figura di Maria Maddalena è da sempre vittima di equivoci fuorvianti: avvolta da una nube di mistero che sfuma i confini tra storia e leggenda, è stata raffigurata, soprattutto dal Cinquecento in avanti, come la peccatrice penitente per antonomasia, sospesa in un equilibrio ambivalente tra sacro e profano. Ma ci sono tradizioni, come quelle dei vangeli apocrifi e gnostici, che ci restituiscono una versione ben diversa della storia: Maddalena sarebbe stata la più fedele seguace di Cristo, presente alla sua crocifissione e alla sua sepoltura, prima testimone della sua resurrezione e annunciatrice del lieto evento agli apostoli. In un…
Per una raccapricciante coincidenza, anche se sarebbe meglio dire per una (tragica) ironia della sorte, ci si trova a parlare di Beckett e dei suoi Giorni Felici, portati in scena da Nicoletta Braschi nei panni della protagonista Winnie, mentre la cronaca italiana delle ultime ore ne descrive di terribili. C’è un campanello nel testo di Beckett, scritto nel 1961 e ancora spietatamente bellissimo, che trilla ogni santo giorno per svegliare Winnie e suo marito Willie, dispersi in un angolo del mondo di rara desolazione, lei, ricoperta di terra fino al seno, lui, ridotto a strisciare da quel cumulo sino ad…

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