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Teatro

“Museo Pasolini”, la vita artistica e letteraria di uno dei più grandi pensatori e letterati italiani
Poeta, saggista, pensatore, giornalista, regista, drammaturgo: classe 1922, Pier Paolo Pasolini è stato tra i più grandi ed eclettici intellettuali della storia moderna. Declamare il suo nome è come comprimere in un’unità la complessità e l’immensità di tutto un periodo storico. Lui, cronistoria personificata di tutta un’epoca che ha segnato e segnerà l’umanità intera. Avido lettore e giovane esordiente, Pasolini sviluppa una vera e propria dote scrittoria componendo un piccolo compendio di poesie, corredate da disegni, perdute durante il periodo bellico. Presto seguirà la sua prima raccolta di poesie dal titolo Poesia a Casarsa (1942): un’opera, questa, seppur ancora giovanile,…
"Museo Pasolini", Ascanio Celestini racconta Pier Paolo Pasolini nel centenario della nascita
Il palcoscenico buio, illuminato solo dalla luce di una lampada dall’alto. Una porta sullo sfondo e una sedia al centro. In una scenografia estremamente essenziale, è in scena Ascanio Celestini, non solo attore, ma anche ideatore e regista dello spettacolo. Chi scrive ne recensirà la prima parte guardata su Raiplay. Inizia a parlare, subito, senza preamboli, senza presentazioni. Racconta di alcuni musei che esistono nel mondo: il Louvre, il museo col corpo mummificato di Lenin a Mosca e quello che espone mutande a Bruxelles. Queste poche parole per introdurre lo spettatore al tema della pièce: il museo di Pier Paolo…
Cronologia di un poeta. Ascanio Celestini racconta il tempo di Pasolini
Anche nella seconda parte di "Museo Pasolini", scritto e diretto da Ascanio Celestini, ci chiediamo: cosa dovremmo custodire del poeta bolognese e perché? La visita guidata continua. Nella seconda parte dello spettacolo – visto sul canale RaiPlay –, Celestini si concentra soprattutto sulla ricostruzione del contesto storico e politico di quell’Italia che lo stesso intellettuale descrive nelle sue opere, portando alla luce il lato oscuro del boom economico e la tensione della stagione stragista degli anni ’70. L’obiettivo della messa in scena è quello di valorizzare a pieno la densità informativa della drammaturgia imbastita e interpretata. Ciò che emerge, per…
L'alluvione del Polesine, tragedia indimenticabile
BOLOGNA – In Italia scorrono circa 1200 fiumi che principalmente nascono dagli Appennini o dalle Alpi. Il più lungo è il Po che attraversa la Pianura Padana per oltre 650 km. Proviamo adesso a calcolare le migliaia di chilometri di argini che ci sono, che ci sarebbero dovuti essere, che mancano perché la manutenzione nel Bel Paese è roba da emergenza, da stato di calamità, fatta di malaffare e corruzione e cattiva politica. E allora ecco il Polesine nel '51 con 100 morti e 200mila sfollati, gli straripamenti del '54 a Salerno con oltre 300 morti, il Vajont nel '63…
L'Inferno senza gravità si specchia divenendo celestiale
ROMA – Dei corpi bianchi sembrano grattare il cielo nero. Saltano come rospi, volano come libellule, zigzagano nell'aria come mosche. E' un lavoro di luce e di buio questo “Inferno” della compagnia No Gravity, di candido che si staglia nella pece, che riesce ad esaltarsi grazie a questo fosco ammantato luttuoso fondale. E' un incontro e un incrocio, una battaglia siderale nell'infinito, un ying e yang che si rincorrono e spariscono l'uno nell'altro. E bisogna perdersi dentro le pieghe di questo candore che sfarfalla sfidando le leggi della fisica, ora demoni, adesso fiammelle d'anime in pena, in fuga, attaccate a…
Marco Paolini: rimaniamo "Sani!" in questo mondo malato
C'è il “ciao” che deriva dall'antico veneziano “schiavo”, c'è il “mandi” friulano e c'è il veneto “Sani” che in questi due anni di pandemia mondiale ha assunto tutt'altro significato. Il “Stay safe”, quel “restiamo sani”, parafrasando il “restiamo umani”, annesso all'“Andrà tutto bene”, ci è rimasto sottopelle, sotto traccia, come una minaccia, come una promessa non avverata, come una bugia, come una fake news alla quale tutti avevamo voluto fortemente credere. “Sani” è il nuovo spettacolo di Marco Paolini, tra teatro e canzone accompagnato dalla chitarra sempre ruvida, schietta e vera di Lorenzo Monguzzi. Sani perché in questi ventiquattro mesi…
L'adolescenza è un Nodo gordiano che non si scioglie
FAENZA – “L'adolescenza è come un cactus” (Anais Nin). Ogni tanto il teatro prova a scandagliare quel microcosmo che tutti ci tocca, ci colpisce (a volte ferisce), sicuramente ci forma, ci dà un'impronta per quello che saremo più avanti: il mondo della scuola. Piccolo habitat dove convivono età diverse e l'insegnamento delle prime regole da rispettare, i compagni, il gruppo, la disciplina, gli amici, il divertimento, gli amori, i professori. C'è stata “La scuola” di Lucchetti, passata anche sul grande schermo, “L'ora di ricevimento” di Stefano Massini, anche questo divenuto una pellicola, che si interrogava sulle differenze culturali e religiose, e…

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