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Teatro

“Drumul”: una strada teatrale che conduce all’integrazione
“Drumul” è una strada in salita, un percorso biografico, esistenziale e artistico, che ha condotto dalla Romania in Italia l’attore Marius Bizău, il quale porta in scena all'Altrove Teatro Studio se stesso, la sua vita, i suoi affetti, i suoi sacrifici, la sua storia personale e professionale , con uno spettacolo scritto e diretto da Lorenzo Di Matteo.In TV ha rapito, ucciso, svolto mestieri a basso costo, ha corso con Mennea nei panni del suo avversario russo Valerij Borzov ed è stato il figlio adottivo di Giancarlo Giannini, ma Marius Bizău, tolta la maschera dei suoi personaggi – ovviamente imprigionati…
Il cinema-teatro de "La maladie de la mort" nel fraintendimento delle relazioni uomo-donna
BOLOGNA – Di cinema a teatro, ultimamente, ne stiamo vedendo anche troppo. Il sistema è inflazionato, certamente abusato oltre il necessario. Abbiamo visto usare la tecnica delle telecamere in presa diretta con le immagini riproiettate su un grande schermo sul palco in molte prove dei Motus, nell'ultima opera di Milo Rau, “The Repetition”, con i 7-8 chili e il loro “Ciak”, gli Hotel Modern in “Kamp”, i Rimini Protokol. Solo per citarne alcuni. Niente di nuovo sotto il sole. Non fa eccezione questo “La maladie de la mort” (da Marguerite Duras per la regia dell'inglese Katie Mitchell, coproduzione italiane di…
Un sogno nella notte di mezzestate: Tommaso Capodanno e il suo Shakespeare al Teatro Studio “Eleonora Duse”
“Un sogno nella notte di mezzestate”, in scena dal 15 al 22 di novembre al Teatro Studio “Eleonora Duse” di Roma, è un’opera grande, in due sensi. Innanzitutto, letteralmente: non taglia, non accorcia, non comprime, mantiene i tempi e la struttura del capostipite, il testo shakespeariano non a caso tra i più rappresentati dell’autore. E poi nel senso figurato: nei suoi oltre 120 minuti di spettacolo supera ripetutamente le aspettative di uno spettacolo ambizioso, fedele e al contempo declinato nell’attualità, producendo una pozione, un farmaco dagli effetti allucinogeni, sì, ma anche benefici.Quando si avvicina a una messa in scena di…
"Tutta casa, letto e chiesa", la Lodovini è quattro donne abusate, frustrate, incomprese, sfruttate dal maschio-marito-compagno
MILANO – A prima vista i monologhi di “Tutta casa, letto e chiesa” di Franca Rame e Dario Fo potevano sembrare velati dalla polvere del tempo, vetusti, antichi, sorpassati, datati. Certo hanno quarant'anni ma l'excursus e l'evoluzione dell'immagine, e dell'immaginario maschile sulla, della donna e del femminile hanno preso una piega, più una parabola, che, pur nella libertà dei costumi, ha ricondotto le nostre madri, fidanzate, sorelle, amanti a porsi le stesse domande cariche di ansia e rabbia, altre volte rassegnazione e timori, certamente, spesso, impotenza dell'epoca. L'operazione, pulita e rigorosa, che ha condotto il regista Sandro Mabellini ha portato…
“Un sogno nella notte di mezzestate”: dal 15 al 22 novembre al Teatro Studio "Eleonora Duse" torna il capolavoro di Shakespeare
Dal prossimo giovedì 15 novembre in scena al Teatro Studio "Eleonora Duse" di Roma una tra le opere più conosciute, di successo e sfaccettate di William Shakespeare: per la regia dell’allievo regista Tommaso Capodanno, diplomando all’Accademia Nazionale d’Arte drammatica “Silvio d’Amico”, “Un sogno nella notte di mezzestate” resterà in scena fino al successivo 22 novembre.Proprio per le sue molte sfaccettature, il celebre “Sogno” è stato riletto e reinterpretato innumerevoli volte da altrettanti autori e attori protagonisti del teatro. Ciononostante, ancora oggi non fatica a donare punti di vista attuali e, più che moderni, contemporanei. Nelle parole del regista, “Lo spettacolo…
Il Platonov del Mulino di Amleto: l'eterno stallo sfarinato della verità
MILANO – Dentro il “Platonov”, testo cechoviano pubblicato postumo, albergano, sognano e sospirano (forse cospirano pure) gli embrioni, i gemiti, i feti in potenza che diventeranno i quattro grandi testi dell'autore russo. Scelta complessa ridurlo per la scena, scelta complicata e sfida accettata da Il Mulino di Amleto (nome evocativo che richiama sia quelli a vento donchisciotteschi cervantesiani sia il Bardo; una leggenda, con pochi fondamenti pratici, ci racconta che il drammaturgo di Alcalà e quello di Stratford-upon-Avon potrebbero essere stati in realtà una sola persona: idee campate in aria alle quali è bello talvolta credere), giovane gruppo torinese che…
“Quasi niente”, il deserto interiore nel lirico e nevrotico male di vivere
Quando ci mancano i mezzi per esprimere dei concetti che non siamo effettivamente in grado di codificare a parole, usiamo espressioni come “circa”, “suppergiù”, “quasi”. Erano circa le 7, dal quel momento passò suppergiù una mezz’ora, oggi mi sento quasi meglio di ieri. Sono espressioni che non definiscono del tutto, che lasciano intendere ma anche immaginare, sono il “mezzo” che intendono riempire una vacuità, quella della parola più giusta a definire proprio un’espressione. Partire da questa riflessione permette di addentrarci direttamente in medias res nel progetto di Daria Deflorian e Antonio Tagliarini, il lavoro presentato al Teatro Fabbricone di Prato. Liberamente…

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