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Teatro

Foto: Umberto Favretto
Un'immersione in un secolo di grandi cambiamenti, rivoluzioni, ideali e grandi romanzi: è “Ottocento”, lo spettacolo ideato, diretto e interpretato da Elena Bucci e  Marco Sgrossi, andato in scena al Teatro Palladium il 9 e 10 febbraio. I due attori – che in scena sono uniti da una piacevole, palpabile sintonia e ascolto reciproci – approdano in un immaginario palazzo, avvolti in un'atmosfera sospesa, eterea, che a poco a poco si anima di voci e personaggi. Le loro ombre, di un signore e di una dama europei dell'Ottocento, si avvicinano provenendo da lontano.“Ottocento” racconta ma senza narrare: i due personaggi vengono dal…
"Ceneri", due storie di conflitto padre/figlio: il piromane e lo scrittore
FIRENZE – “Accendi un sogno e lascialo bruciare in te” (William Shakespeare). Cenere siamo e alla cenere torneremo. Ma anche sotto la cenere cova il fuoco. Viene dalla fredda e gelata Norvegia (dove c'è il ghiaccio sta anche la fiamma per potersi riscaldare) questa pièce, “Ceneri”, questo incastro tra burattini, prima in miniatura e poi a grandezza naturale, e la sfera attoriale, questo incrocio tra la marionetta che prende vita e sembra umana e l'uomo che con essa si confronta, parla, interagisce, perdendo entrambi le proprie sembianze originali. Molto interessante il plot (i direttori del Teatro di Rifredi, Mordini e…
Woman before a glass: Peggy oltre lo specchio
Solo bianchi pilastri, pallidi dolmen stagliati sul nudo palco. Su di esso le immagini si inseguono, ritratti, anacronismi, proiezioni. Peggy inveisce, attraversa la sala, si rivolge adirata ad un’interlocutrice lontana. Solo un primo estratto di “Woman before a glass”, trittico scenico in quattro quadri che dal 1 al 3 febbraio è andato in scena al Teatro Palladium di Roma. Diretto da Giles Stjohn Devere Smith, su testo di Lanie Robertson, lo spettacolo è sonda che indaga, specchio profondo entro cui risuona l’esistenza eccentrica di Peggy Guggenheim.Genuina è la voce monologante di Caterina Casini, sua interprete; rauco il suo timbro restituisce coraggio, spudoratezza, ironia…
“Dopo la prova”: al Vascello va in scena un dramma di sogni e fragilità
“Dopo le prove mi trattengo volentieri sul palcoscenico. Mi serve per riflettere in pace e con calma sul lavoro della giornata. È nell’ora del crepuscolo che piomba il silenzio del grande teatro”. Con la voce fuori campo di Henrik Vogler (Ugo Pagliai) inizia “Dopo la prova” di Ingmar Bergman, portato in scena dal regista Daniele Salvo al Teatro Vascello di Roma dal 31 gennaio al 10 febbraio. Su un palcoscenico in penombra, affastellato di oggetti di scena e immerso in un’atmosfera onirica (la scenografia è curata da Alessandro Chiti), riposa un anziano regista dopo le prove de “Il sogno” di…
Al Teatro della Cometa di Roma, Letizia va alla guerra. E ci porta tutti con sé.
La storia d’Italia attraverso la donna italiana, la storia della donna italiana attraverso l’Italia. Su un palcoscenico scarno, tre cornici vuote incastonano i volti di tre donne, profondamente diverse, ma infinitamente uguali, infinitamente distanti, ma profondamente vicine. Una sposa siciliana, una prostituita romana e una suora friulana. Ad unire i loro destini e a dividerli dalla vita, le due grandi tragedie del Novecento, la Prima e la Seconda guerra mondiale. Con un’apparente semplicità Adriano Evangelisti mette in scena un testo (scritto della stessa attrice protagonista, Agnese Fallongo) la cui intensità si coglie nella forza evocativa dell'intreccio e nella brillante schiettezza dei dialoghi,…
Al Fabbrichino, in prima assoluta, “Stanno tutti male” di Cenci-Goretti-Colapesce
Quante volte abbiamo pensato che fosse tutta colpa delle emozioni che proviamo a renderci vulnerabili? quante volte il confronto con gli altri è risultato essere lo specchio di una sofferenza che silenziosa ci appartiene? E quante, senza una ragione precisa, sentiamo dentro di noi una piccola “macchia oscura” che può arrivare ad essere un grande lago nero e sotteraneo che un po’ assomiglia a quelli che si formano nelle grotte o sotto le montagne. C’è una ragione perché questo tutto accade o si manifesta? Forse – e se esiste – la risposta risiede nella nostra stessa natura, fatta di contrasti…
"Condannato a morte": all'Off/Off Theatre Davide Sacco e Gianmarco Saurino leggono Hugo e interrogano l'uomo
Condannato a morte. E’ il titolo dello spettacolo tratto dal racconto di Victor Hugo, L’ultimo giorno di un condannato a morte, rielaborato e diretto da Davide Sacco e interpretato da Gianmarco Saurino (andato in scena all’Off Off Theatre da giovedì 31 gennaio a domenica 3 febbraio), con il patrocinio di Amnesty International Italia.Condannato a morte però non è solo un semplice titolo: è la sentenza terribile che l’uomo che si vede in scena è costretto a subire, senza alcuna speranza.Quello cui si assite sul palcoscenico, infatti, è il racconto disperato delle ultime settimane, poi ore, prima dell'esecuzione capitale dell’uomo.Nell'ora densa di…

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