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Teatro

Emiliano Brioschi, nei testi di Ciaravino-Massa-Ceresoli, tratteggia la figura "evaporata" dei padri di oggi
MILANO – “Il padre di oggi non sa dire qual è il senso ultimo della vita ma è capace di mostrare, attraverso la testimonianza della propria vita, che la vita può avere un senso”. (Massimo Recalcati) La famiglia è allo sfascio, le derive del femminismo hanno creato danni irreparabili ad un'istituzione già agonizzante ma della quale adesso se ne sente la mancanza, battuta fin dalle fondamenta e adesso colata a picco come un colosso dai piedi d'argilla. Ad essere messo in discussione è tutto l'impianto sul quale si basa la nostra società occidentale. Se mater certa est, non si può…
Oggi avrebbe 80 anni: la Sala Umberto di Roma ospita “Anche se il nostro maggio…”, tributo a Fabrizio De André
Oggi avrebbe 80 anni. Nel maggio del ’68, ne aveva 30. In quasi quarant’anni di attività, ha avuto il tempo di comporre numerosi tasselli centrali, nel ricco puzzle del cantautorato italiano, di raccontare storie con la delicatezza e l’eloquio della poesia, forte di un’incrollabile raffinatezza musicale. È Fabrizio De André, artista amato e apprezzato quanto, talvolta, contestato, frainteso. È naturale, quando un genio compositivo si scontra con una qualsiasi cultura, persino se è quella in cui nasce, che questa reagisca in maniera complessa e composita, come lo stesso compositore è cresciuto reagendo irregolarmente al proprio contesto sociopolitico.Ma, oggi, cosa è…
Diapositive, Vhs e Break-dance raccontano l’epilogo di una vita divorata dal cancro. Così Nexus con “Giorgio” ci parla di suo padre al Festival Inventaria
È una serata particolare quella che ospita, il 17 giugno, il Teatro Studio Uno durante l’ottava edizione del Festival Inventaria evento organizzato dalla compagnia DoveComeQuando e creato da artisti per artisti nei teatri off della capitale. In scena è la volta di “Giorgio”, monologo scritto, interpretato e diretto dal regista e performer Nexus. Fin qui, sembra tutto nella norma. Ma in attesa dello spettacolo come di consuetudine, tra una chiacchiera e un bicchiere di vino, c'è un dettaglio che stupisce un po’. Mentre Laura Garofoli (attrice e aiuto-regia) si prepara sorridente ad accogliere il pubblico in sala, alcune persone in confidenza le chiedono…
"Era meglio se facevo l'attore": a Inventaria torna l'istrionismo di Andrea Onori
L’attore è solo in scena e non soltanto per l’eventuale assenza di altri interpreti. L’attore, in un qualche modo, è sempre solo, lasciato sul palco con i propri dubbi, le proprie frustrazioni e ambizioni. E noi siamo un po’ tutti attori. Questo è il terreno di indagine intorno cui si dipana "Era meglio se facevo l’attore", tornato in scena venerdì 18 maggio al Teatro Studio Uno, all’interno del Festival Inventaria, dopo l’esordio del 18 gennaio. Scritto e interpretato dal trentacinquenne Andrea Onori, il testo è un’ironica riflessione sulla condizione dell’attore e sul rapporto tra vita e teatro a partire dall’Amleto.…
I "Lettini delle storie": sdraiati nel bianco è più facile sognare
REGGIO EMILIA – Sono le storie i fili che ci tengono legati, come gli aquiloni, alla terra, quel suolo che ci sarà lieve, un giorno, e che altre volte ci fa sentire pesanti, al netto della forza di gravità. Sono le parole che ci fanno uomini, ci rendono passaggi fondamentali di sapere e portatori sani di sapienza, trasmettitori di memoria, connettori di sguardi. E questo lo ha capito bene “Reggionarra” in un susseguirsi di tre giorni dove la città del Tricolore ribolle di piccole grandi, semplici e genuine, mai naif, iniziative che hanno al centro due capisaldi: l'uomo e le…
In scena per “Inventaria” Andirivieni, il maldestro tentativo di salvarmi: carcerieri di sé stessi sui pavimenti della nostra disfatta
“Le grandi tragedie si affrontano. Sono le piccole cose di ogni giorno, i minuscoli ingranaggi del quotidiano che ci annientano”, chiusi nelle nostre gabbie domestiche moriamo lentamente, ci imbruttiamo allo specchio, mordicchiamo le coperte durante le notti in cui non sappiamo dormire infastiditi dai rumori di casa, quella casa che non ci appartiene poi così tanto. Tentiamo di evadere dal nostro carcere di cui custodiamo gelosamente le chiavi; partiamo via, lontano da tutto, per ritornare con la coda tra le gambe ed un sorriso scarno, deluso, morto tra le braccia di un 'amore che non c'è più, sgretolati tra le…
"La Paura": la Grande Guerra rivive nei pensieri dei soldati
È il racconto emozionante di chi ha vissuto sulla propria pelle la Grande Guerra, di chi ha visto con i suoi occhi la distruzione, di chi ha avuto l’anima sopraffatta dal terrore della morte, La Paura, intenso spettacolo diretto da Francesco Bonomo, in scena al Teatro Argot.Protagonista assoluto è il Tenente Alfani, il quale in seguito ad un grave trauma subito al fronte , è ormai incapace di vivere serenamente la sua esistenza. Si ritrova in una sorta di limbo, di luogo oscuro della mente, in quello che si ipotizza un manicomio, vittima dei suoi atroci ricordi. Non riesce a…

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