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Teatro

"Senza famiglia" il ritratto gelido, irridente e grottesco del focolare
MILANO – “Quando si trova un coniuge ammazzato, la prima persona inquisita è l’altro coniuge: questo la dice lunga su quel che la gente pensa della famiglia” (George Orwell). Chi è senza famiglia scagli la prima pietra. Dalla famiglia nascono, a grappolo, ovviamente essendo l'incubatrice e il nido della gestazione della futura persona che si sta evolvendo, vizi e virtù, patologie, paure e traumi, ossessioni e manie, ricordi che saranno indelebili appiccicati addosso, nostalgie inestirpabili, modalità relazionali. La famiglia nutre ma ingabbia, la famiglia dona ma pretende osservanza delle regole per starne dentro e allontanarsene diventa sempre fonte inarrestabile di…
"In nome del padre": Mario Perrotta ci dona le testimonianze dei padri moderni
Siamo tutti Telemaco, sostiene lo psicanalista Massimo Recalcati. Siamo tutti figli in attesa di un padre assente. Siamo tutti figli di un tempo che rappresenta l’era del tramonto dei padri: “La loro rappresentazione patriarcale che li voleva come bussole infallibili nel guidare la vita dei figli o come bastoni pesanti per raddrizzarne la spina dorsale si è esaurito irreversibilmente. Il nostro tempo è il tempo dell’evaporazione del padre e di tutti i suoi simboli”. È da qui che parte la profonda indagine di Mario Perrotta sulla figura paterna, dalla perdita dell’orientamento che sta caratterizzando alcune generazioni di genitori e di…
Progetto "Cechov": Dio è morto sulla strada maestra dell'allievo regista Andrea Lucchetta. L'umanità che, tra riso e dolore, cerca riscatto
Se non fosse per le cappelline dove un tempo erano custodite le statue dei santi e altri elementi decorativi che ancora ricordano la Chiesa dei Santi Giuseppe e Orsola, oggi diventato il Teatro Studio Eleonora Duse dell'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica Silvio d'Amico, sembrerebbe di trovarsi davvero nella piccola bettola “sulla strada maestra”, dove lo scrittore e drammaturgo Anton Cechov ambienta questo suo atto unico. Infatti, l’allievo regista Andrea Lucchetta decide di coinvolgere direttamente gli spettatori che, all’ingresso, si trovano in un’unica sala con tavoli, sgabelli e un bancone: nessun palco o comoda poltrona a dividere il pubblico dagli attori protagonisti,…
Dario Ballantini in "Ballantini&Petrolini"
Il precursore di tutta la comicità italiana, questo è stato il grandissimo Ettore Petrolini. Uno spettacolo per omaggiarlo, uno spettacolo monologante per riportare in vita i suoi più grandi successi. Dario Ballantini porta in scena in poco più di un’ora i personaggi più celebri del comico romano intervallandone l’interpretazione con commenti rivolti direttamente al pubblico, corollario alle situazioni e alle scelte che hanno guidato la creazione di questo sentito omaggio, come si evince dal titolo Ballantini&Petrolini.  Diretto da Massimo Licinio, lo spettacolo è andato in scena all’Off Off Theatre di Roma dal 19 al 24 febbraio, in quella stessa Via…
Torna la Beat Generation: all'Altrove Teatro Studio un tour tra musica, teatro e ricordi
È un tentativo percosso, protestato, colpito. Il desiderio di una via nuova, una maniera altra di esistere. È una forma cosciente e anticonformista fatta di alcol, psichedelia, colori, ribellioni. È la "Beat Generation", il fenomeno generazionale affermatosi tra la fine degli anni cinquanta sino alle prime luci degli anni settanta. Ottavia Bianchi, Marius Bizau e Giulia Nervi, attraverso la chitarra di Giacomo Ronconi e la narrazione di Giorgio Latini, hanno dato voce, note e anima in uno spettacolo essenziale, rievocativo, portato in scena ad un Altrove Teatro Studio gremito in ogni ordine di posto. "Beat generation", trascina nel titolo i…
Vucciria Teatro: la sacralità eretica di Immacolata Concezione
C’è una distanza significativa tra le parole che l’uso comune ha reso sinonimiche, c’è differenza, infatti, tra credo e dottrina, tra religione e sacralità, tra simbolico e religioso, diversità che l’ingombrante cultura cattolica del nostro Paese ha annullato, ignorando, così, tutta la potenza della dimensione sacrale nella sua accezione atavica e quindi poetica. Per fortuna esistono gli scrittori, i registi, gli intellettuali che conoscono bene questo scarto ed è proprio su di esso che costruiscono la propria opera. Joele Anastasi, drammaturgo e regista, dimostra con intelligenza di procedere proprio su questa strada, portando in scena al Teatro India, fino al…
Un "Menelao" azzoppato alla ricerca della risata facile
BOLOGNA – Del Teatrino Giullare abbiamo sempre apprezzato lo stile artigianale, le idee feconde, le ombre fervide, le costruzioni di giochi scenici illuminanti e disarmanti nell'incastro obliquo tra attori e manichini fino a perdersi gli uni negli altri, fino a scambiarsi e confondersi, in quel sottile filo di fondo giocoso e inquietante che faceva delle loro messinscene parentesi cult originali nella drammaturgia italiana contemporanea. Fin dall'esplosivo ed eccezionale, e ancora ricordato e menzionato nei foyer, “Finale di partita” da Beckett, una partitura ritmata e ridotta, che la esaltava, su una scacchiera, passando per “Alla meta” di Bernhard o l'oscuro pinteriano…

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