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Teatro

"The dead dogs" di Jon Fosse: in scena il freddo silenzio dell’imprevedibile universo umano
Si respira un’atmosfera cristallizzata, glaciale, silenziosa e sospesa in “The dead dogs” di Jon Fosse, portato in scena dalla Corte Ospitale al Teatro Argot. Ci si ritrova immersi nella fredda realtà dei fiordi, tra le mura domestiche di una famiglia composta da una madre iperprotettiva e un figlio apatico, che trascorre le sue giornate impassibile, a contemplare la finestra, o sdraiato su una panca. Non esce, sembra non provare emozioni nemmeno quando torna a trovarlo un suo amico di infanzia, è incapace di reagire, pietrificato nella sua anima docile, fragile, incompresa, e nutre un particolare affetto solo per il suo…
“Amleto Take Away”, quando il teatro diviene una via di fuga dall’ossessione sociale dell’apparenza
C’è un sortilegio che grava su tutti noi, una solitudine dalla quale possiamo decidere di scappare o che, più dolorosamente, siamo chiamati ad affrontare. Sta tutto qui il dilemma esistenziale dell’"Amleto Take Away" della coppia Berardi-Casolari, un Amleto atipico e sorprendente che è in fondo solo un pretesto per far emergere gli episodi cruciali della vita di un uomo contemporaneo, un attore quarantenne che regge il sipario della sua arte e della sua esistenza come un fardello di confusione e inadeguatezza.Gianfranco Berardi, insieme a Gabriella Casolari, l'altra metà della compagnia, porta in scena un personaggio (Teatro Biblioteca Quarticciolo di Roma)…
Edoardo Leo con "Ti racconto una storia": risate e commozione
MONTALCINO – Ciò che ci distingue dagli animali è la parola, il saper articolare ricordi, bisogni, memoria, esigenze, sentimenti in un codice prefissato e precostituito che è alla base della comunicazione. E' attraverso la parola che il bambino comincia a comprendere il mondo degli adulti, a dare un nome alle cose, era attraverso l'oralità che si tramandavano le storie, era la parola che teneva le persone attorno ad un fuoco nell'epoca pretelevisiva quando gli anziani raccontavano della guerra o di mondi che parevano lontanissimi e mitologici con tutto il loro carico di fascino e di mistero. Tutti sappiamo parlare ma…
I “Ragazzi di vita”, pieni di vita, al teatro Bellini di Napoli
È il trionfo della romanità quello che viene rappresentato sul palcoscenico del teatro Bellini, quadretti di vita della Roma degli anni Cinquanta tra Pasolini e la commedia all’italiana. “Ragazzi di vita”, primo romanzo pasoliniano pubblicato nel 1955, viene adattato per la scena da Emanuele Trevi con la regia di Massimo Popolizio. Quella vita violenta, disperata, a tratti allegra, che caratterizza le borgate romane del Dopoguerra viene raccontata da Lino Guanciale, che in qualità di narratore unisce i vari racconti, e dai personaggi stessi che parlano di sé in terza persona e consentono così l’avanzamento della storia. Il Riccetto, Agnolo, il…
"Una ragazza lasciata a metà": il rapporto simbiotico tra Elena Arvigo e lo spazio
Conclude la trilogia di Elena Arvigo lo spettacolo 'Una ragazza lasciata a metà' in scena al Teatro Torlonia. Il monologo recitato dall'attrice trae spunto dal libro esordio dell’irlandese Eimear Mcbride in cui racconta l'interiorità di una ragazza dopo la morte del fratello. Pianti, ricordi e piaceri si alternano in una confessione intima della protagonista, devastata dal lutto famigliare e alla disperata ricerca della spensieratezza perduta. L'adolescente subisce negativamente l'abbandono del fratello perché non è mai stata accettata dalla sua famiglia, che avrebbe preferito la sua morte in cambio della vita del figlio, e le continue molestie - all'interno dello stesso…
"Il mostro di Firenze" ricostruzione fuorviante che rende affascinante il Male e dimentica le vittime
CALENZANO – Non si può travisare così una faccenda complessa come quella del “Mostro di Firenze”, tradirla sotto il punto di vista delle carte processuali, dal punto di vista delle vittime, della semplificazione sui moventi e sui criminali che vi furono dietro, conosciuti o che non sono usciti o ancora non si sono voluti incriminare. Una ricostruzione banalizzata, quella di Eugenio Nocciolini, che indugia troppo sulle serate precedenti gli omicidi, facendo diventare la messinscena una fiction vernacolare esaltando l'idea, confutata da tutti i processi, di un unico serial killer, appunto Il Mostro o il “Nessuno” del titolo, con la sua…
"Viviamoci", di e con Giorgia Mazzucato, torna in scena al Teatro If di Roma
Una voce femminile nel buio ci invita a immaginare, a immaginarci nell’oceano dell’esistenza, dove le nostre vite sono piccole imbarcazioni che la fantasia ha il potere di colorare: si apre così “Viviamoci”, monologo scritto, diretto e interpretato da Giorgia Mazzucato, riportato in scena il 29 marzo per il pubblico del Teatro If di Roma. E sono tre diverse barchette colorate quelle che l’attrice incarna e segue, tre personaggi le cui voci e storie sono alternate e intrecciate in un disegno di «infinite combinazioni, perfette e assurde» che ha permesso a ciascuno di loro di esserci. C’è Aurora, la bambina che…

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