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Teatro

Bouchard-Tedacà: Siamo mosche o maiali, o mangiamo o siamo mangiati
FIRENZE – Di solito la mosca non è il problema ma rappresenta il sintomo, quel campanello d'allarme. La mosca rotea, svolazza, s'accapiglia sulle carogne, sulla decomposizione, sul marcio. La mosca è l'ultimo baluardo di vita dove vita già non c'è più, è l'ultimo fremito, l'ultimo colpo d'ali alla ricerca della carcassa in putrefazione. E l'occhio, e la penna, clinico come fosse un'anatomia dei sentimenti, di Michel Marc Bouchard (più volte rappresentato all'interno di “Intercity” al Teatro della Limonaia, come “Il sentiero dei passi pericolosi”) mette a nudo e scoperchia tutta l'infezione e la corruzione morale all'interno di una famiglia (potremmo…
Arizona: i confini degli altri e quelli nostri stereotipati
BOLOGNA – Secondi molti Soloni, che parlano a distanza di migliaia di chilometri, il Presidente Trump dovrebbe far entrare indiscriminatamente tutta l'America latina che desidera andare negli Stati Uniti, avrebbe dovuto aprire le frontiere alle migliaia di disperati che hanno camminato dall'Honduras, e dovrebbe abbattere i confini per far entrare quanti più messicani possibile. Stessa cosa con i porti aperti nel Mediterraneo: l'Italia dovrebbe accogliere tutti quelli (clandestini, così si chiamano, extracomunitari, ci sono delle leggi in merito) che vogliono, con barche, barconi o scortati dalle Ong battenti bandiere di altri Paesi (incomprensibile che sbarchino in Italia quando nel Mare…
Il Pierrot Festival di Stara Zagora: il grande teatro di figura ammalia l'Europa
Il Pierrot Festival di Stara Zagora, in Bulgaria (l’undicesima edizione è stata in scena dal 24 al 29 settembre) è stato una scoperta e una conferma al tempo stesso. Una scoperta perché in questa cittadina, la sesta in Bulgaria per numero di abitanti, in cui le tracce dell’Impero Romano sono fulcro e attrazione (splendidi i resti dell’anfiteatro e della antica strada), la celebre rassegna di teatro di figura per adulti, organizzata e prodotta dallo State Puppet Theatre, è un motore trainante per lo sviluppo della cultura bulgara dentro e fuori il paese: oltre venti spettacoli (di cui dieci in concorso),…
“Alice”: una metafora onirica della nostra esistenza
“Alice nel paese delle meraviglie”, il celebre capolavoro di Luis Carroll, una delle favole più perturbanti, enigmatiche e affascinanti della storia della letteratura, si materializza in scena con Alice, saggio di diploma del corso di Regia dell’Accademia Nazionale D’Arte Drammatica Silvio d’Amico. Una versione onirica e rarefatta diretta dall’allieva Caterina Dazzi, nella riscrittura e adattamento drammaturgico di Giulia Bartolini. Il tintinnante suono di uno xilofono ci introduce in una dimensione indefinita e fantasmagorica, in una dimora irreale, dove si muove Alice e il suo mondo. Appare piccola, fragile, divisa tra il buio e la luce, decisa a voler intraprendere questo…
Arlecchino e l'anello smemorato: l'alzheimer entra nella Commedia dell'Arte
VENEZIA – “Arlecchino è il rifiuto di tutti i perbenismi, i luoghi comuni, le ipocrisie” (Dario Fo). Scordatevi l'Arlecchino burlone, saltimbanco e colorato. Quello che il regista Marco Zoppello (anima degli Stivalaccio Teatro) e il Teatro Stabile Veneto (due spettacoli su altrettanti canovacci goldoniani poco rappresentati, 70 repliche sul palco del Teatro Goldoni veneziano, con due cast di sei giovani attori per produzione provenienti dalle scuole venete affiancati ad un Arlecchino esperto) hanno deciso di mettere in scena, anche per questa seconda trance “Arlecchino e l'Anello magico” (l'anello ci riporta sempre alle atmosfere misteriche del “Signore degli Anelli” o “Harry…
Huppert-Bob Wilson, duetto artistico che incanta e spiazza
FIRENZE – Sublime. La perfezione. La precisione. La Pulizia. La Grande Bellezza. Il Teatro della Pergola, che apre col botto la nuova stagione, e Firenze di rimando in un gioco di specchi, torna ad essere al centro del discorso teatrale europeo con una coproduzione che esalta la scena, l'arte attoriale come quella registica. Una grande attrice, Isabelle Huppert, che da sempre alterna cinema d'autore e palcoscenico, un immenso regista, scenografo e datore luci, Bob Wilson, uno splendido compositore, Ludovico Einaudi ed un testo, allo stesso tempo ostico, poetico, raffinato, alto e pungente, “Mary said what she said” di Darryl Pinckney,…
I ricordi degli Instabili Vaganti nella jungle della "Global City"
GENOVA – Cos'è un uomo senza i suoi ricordi? Il duo degli Instabili Vaganti da Bologna si è spostato nel mondo in questi ultimi quindici anni e qui, vagando appunto come il loro nome ci suggerisce, hanno trovato una casa, un luogo, più luoghi disparati sul mappamondo, dove risiedere, creare, fare residenze, progettare lavori. Si sono creati il loro status, il loro passaporto artistico passando frontiere e riportando le loro esperienze nei loro laboratori, prima, e nelle loro performance, poi. Lo scrissi al tempo della visione de “Il Rito” dove pareva che, dopo tanto peregrinare e tanto materiale accumulato nelle…

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