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Teatro

“The Night writer. Giornale notturno”: impeti emotivi incontenibili
Un tappeto di sale.Un uomo solo.una flebile luce artificiale. Siamo nell’ autoritratto dell’artista Jan Fabre di “The Night writer. Giornale notturno”, l’assolo di Lino Musella presentato al Teatro Fabbrichino di Prato. Con la drammaturgia di Miet Martens e Sigrid Bousset, e la musica di Stef Kamil Carlens, lo spettatore si trova immerso in un vero e proprio flusso di riflessioni condotto per frammenti: pensieri, luoghi, annotazioni circoscritte in uno spazio e in un tempo attraverso cui si parla di inferni e paradisi interiori, di amore e dolore, di errori, del senso privato di bellezza. Temi intorno ai quali ruota l’arte…
Le "Ombre folli" di Vetrano Randisi il gelido che brucia
PALERMO – Se Franco Scaldati è il precursore e il pioniere della lingua siciliana per la scena teatrale, la coppia storica Vetrano/Randisi sono i suoi profeti. Le loro movenze sul palco, la loro grazia e delicatezza fanno frizione con le parole ora dure e rudi e irruenti e violente del drammaturgo palermitano e, come in una capriola carpiata, adesso si allineano alla poesia decadente, ora diventano ossimoro con il volgare, l'irrimediabile rabbiosità, l'incensurabile astio di periferie squallide, cemento e solitudine dell'anima. Se l'intorno è una pietra tombale di provincia, se l'asfalto fa marcire i fiori e il sole non riesce…
"Delirio e Tormento", il mondo delle fiction si tinge di giallo: omicidio sul set
FIRENZE – Prendete il miglior Derrick e miscelatelo con La Signora in Giallo, aggiungete un po' di Colombo e il piatto è servito. Già perché il mix vincente da quindici anni (quasi 600 repliche, numeri monstre) per La Compagnia del Giallo è abbinare l'investigazione e le indagini poliziesche con una buona cena. La formula è consolidata, gli interpreti ormai pronti e adattabili alle più disparate circostanze, le storie sempre nuove piene di particolari e dettagli intriganti e pepati. Interattività è la parola d'ordine con il pubblico che (ogni tavolo è un investigatore; i commensali devono parlarsi e confrontarsi e in…
Tito e Giulio Cesare: due riscritture di Shakespeare al Teatro Bellini di Napoli
Torna al Teatro Bellini di Napoli la rilettura di Tito Andronico e Giulio Cesare di Shakespeare operata da Michele Santeramo con regia di Gabriele Russo, nel primo caso, e da Fabrizio Sinisi con regia di Andrea De Rosa nel secondo. Due tragedie, o meglio un tentativo di tragedia e un’opera compiuta del Bardo, riportate in scena con l’intento di dimostrare la sua genialità e attualità quando si parla di potere, anche a distanza di cinque secoli. Il Tito Andronico è il primo tentativo di tragedia di Shakespeare, di gran lunga superato dalle opere successive. Il forte influsso senecano che caratterizza…
Massimo Popolizio porta in scena "Un nemico del popolo" al Teatro Argentina di Roma: Ibsen come metafora
Prodotto dal Teatro di Roma - Teatro Nazionale, Un nemico del popolo di Henrik Ibsen, per la regia di Massimo Popolizio, è in scena al Teatro Argentina dal 20 marzo al 28 aprile.Massimo Popolizio, qui anche interprete, dirige la messa in scena del testo del drammaturgo norvegese, scritto nel 1882, ma di pungente attualità. La traduzione di Luigi Squarzina, ‹‹secca, veloce››, come affermato dal regista, contribuisce ad esaltare questo testo provocatorio e tranchant.Corruzione, interessi, falsità, caratteristiche di un potere malato, ma che nasce dal consenso, dalla massa: il popolo, il vero ago della bilancia degli equilibri politico-sociali.Il dottor Thomas Stockmann scopre…
"Perdere le cose": la storia di un immigrato irregolare fatto diventare un martire
BOLOGNA - “Non è uno spettacolo sull'immigrazione”, dicono preventivamente i due fondatori dei Kepler 452 per il lavoro che segue il fenomenale, dal punto di vista artistico e di resa di pubblico e repliche e premi “Il Giardino dei Ciliegi”. Ed è proprio dicendoci dal palco che questo non sarà un'opera sull'immigrazione che lo è e se, al limite, non lo fosse così lo diventa. Come quello che ti dice insistentemente di non pensare all'elefante bianco. Il pensiero va lì, incessante, senza sosta, senza salvezza, senza tregua. Il procedimento di fondo di Nicola Borghesi, sempre lucido, e Paola Aiello, efficace,…
"Il deserto dei Tartari" in scena allo Spazio 18b. La Compagnia dei Masnadieri rilegge Dino Buzzati
Disegni e schizzi nero su grigio tratteggiano i contorni non del tutto delineati del profilo della Fortezza Bastiani, sormontata dall’immenso deserto intorno. Questa l’ambientazione fulcro e simbolo dello spettacolo Il deserto dei Tartari, portato in scena dalla Compagnia dei Masnadieri dal 19 al 31 marzo allo Spazio 18b a Roma. Massimo Roberto Beato firma l’adattamento dall’omonimo romanzo di Dino Buzzati mentre Elisa Rocca dirige i soli tre attori in scena, soli all’infuori dello schermo centrale con i bozzetti e un angolino raffigurante la famosa camera della locanda dalla cui finestra il tenente Giovanni Drogo riflette un’ultima volta sulla vita appena…

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