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Teatro

"Supermarket", emblema del consumismo, amaro affresco dei tempi
FIRENZE – “Tu da che parte stai? Stai dalla parte di chi ruba nei supermercati o di chi li ha costruiti rubando?” (Francesco De Gregori, “Chi ruba nei supermercati?”) Auchan, Coop, Esselunga, Carrefour, Conad, Crai, Despar, Eurospin, Lidl, Metro, Sigma, Pam, Penny, Unes, GDO, Famila, Panorama, Md, Emmezeta, Billa. E sicuramente ne stiamo dimenticando qualcuno. Sono solamente alcuni dei marchi e dei brand di supermercati che invadono le nostre città, con i colori, le luci, le offerte, le promozioni. Store, Iper, discount. I dati del 2018 ci dicono che sul territorio nazionale i punti food al dettaglio erano quasi ventiseimila.…
Il trasformismo di Ballantini fa rivivere il mito del mattatore Petrolini
FIRENZE – Precursore malizioso, innovatore licenzioso, pioniere esuberante, sperimentatore esagerato, riformatore aggressivo, rottamatore ante litteram. La comicità, italiana e non, deve molto all'opera, alle invenzioni, alla faccia, alle parole di Ettore Petrolini, nato a fine '800, calcatore di scene a cavallo tra le due Grandi Guerre, il Ventennio del Fascismo. Cabarettista, mattatore, one man show, ogni definizione gli stava stretta, sta di fatto che ha inventato un linguaggio, un modo di stare in scena, di portare i suoi “tormentoni”, personaggi stralunati. Tutti i comici, come detto, gli devono qualcosa. E la storia di Dario Ballantini (qui accompagnato alla fisarmonica dalle…
Filippo Timi è uno "Skianto": performer in cerca di carezze e amore
FIRENZE – Finalmente abbiamo visto Filippo Timi in un monologo. La critica che sempre gli avevamo mosso era quella di utilizzare un testo, che fosse Shakespeare o Ibsen, per tirare fuori le sue tematiche, il suo modo di stare in scena, “uccidendo” così la drammaturgia, che diveniva soltanto pretesto, e gli attori al suo fianco, schiacciati dalla sua forza. Timi qui invece è uno “Skianto”, performer a tutto tondo con quel suo modo poetico e vivace, verace e tagliente di raccontare, di portarti fino alle lacrime per poi, sul più bello, lasciarti lì sospeso ed immergerti in una bolla psichedelica…
"Della madre": nonna, madre e figlia chiuse dentro un grande seno
MILANO – Dopo le tre figure paterne racchiuse nel drammatico “In nome del Padre”, Mario Perrotta, abbonato ai trittici ed alle trilogie (piacciono molto anche anche a critica e pubblico, sanno di un fil rouge non interrotto, di un ragionamento da poter continuare nel tempo) attacca anche il ruolo della Madre, la afferra, la morde, la azzanna, senza lasciare prigionieri. Se il Padre era tragico, qui, con “Della Madre” (prod. TSBolzano, Piccionaia) siamo nel campo del tragico-comico, di quel riso isterico grottesco che lascia l'amaro in bocca. Azzeccatissima e di forte impatto visivo la scena, composta da due elementi invasivi,…
Con Malvaldi in teatro si sente "Odore di chiuso"
FIRENZE – Dopo aver scritto “Odore di mare” e “Odore di Marsiglia” era impossibile fare a meno di Andrea Kaemmerle per questo “Odore di chiuso” (prod. Teatrodante Carlo Monni) tratto dall'omonimo romanzo di Marco Malvaldi. Già al tempo della trasposizione, sempre al Teatro di Rifredi, della “Briscola in cinque”, altro testo dell'autore pisano divenuto celebre per “I delitti del Barlume” (su Sky), avevamo capito che se le sue storie possono reggere su carta, con molti dubbi, e tengono botta sul piccolo schermo grazie a qualche piccola trovata, in teatro è davvero difficile che possano trovare una collocazione: l'ironia è flebile,…
Il teatro da portare verso l’anno che verrà
Un altro anno sta per finire. E’ tempo dunque di bilanci, progetti e propositi, annebbiati da un concentrato di speranza, sogni, e un inevitabile carico di paure e aspettative. Per chi, come me, ha una vita indissolubilmente legata al teatro, e’ spontaneo trarre le fila anche dell’anno teatrale che ci stiamo per lasciare alle spalle, con le sue storie, i suoi protagonisti e il suo il carico di emozioni ed insegnamenti. Di 365 giorni, circa 200, o poco meno, li ho trascorsi in un qualche teatro della Capitale, e non solo, spesso per lavoro, a volte per passione o puro…
"L’indifferenza": non si può uccidere il passato
Le nostre esistenze sono come un quadro, un dipinto, un’opera d’arte che all’apparenza ha un’unica interpretazione, un solo significato, visibile a primo impatto, ma guardandola attentamente, da vicino o da altre prospettive , è possibile coglierne altri, inimmaginabili, diversi, si possono vedere dettagli impercettibili, minuscoli, nascosti, celati, elementi remoti che hanno contribuito affinché tutto fosse così. “L’indifferenza”, spettacolo scritto e diretto da Pablo Solari, andato in scena al Teatro Argot Studio, scandaglia, si insinua e rivela cosa può esserci dietro una vita apparentemente normale, dietro un presente, anche tutto sommato tranquillo: c’ è sempre un passato, pronto a riemergere, che…

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