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Teatro

"La donna più grassa del mondo": le crepe dell'uomo moderno su amore, ecologia, spreco
REGGIO EMILIA – Impossibile non partire da “La donna cannone” di De Gregori: “e non avrò paura se non sarò bella come dici tu”. Inevitabile citare anche quel “Grasso è bello”, motto, slogan e film. Ma qui, ne “La donna più grassa del mondo”, il testo di Emanuele Aldrovandi ricco di sfumature e riflessioni e, al tempo stesso leggero, divertente e profondo, c'è molto di più. Anzi più se ne ragiona attorno e più sorgono, nascono, spuntano nuove idee, nuovi slanci, nuove frontiere da argomentare e sviscerare. Insomma “La donna più grassa” (prod. MaMiMò; c'è stato anche un bel crowdfunding…
Lorca: al Teatro dei Dioscuri di Roma le “Nozze di Sangue” del poeta drammaturgo spagnolo
Prende il via con il primo dei tre spettacoli preparati dagli allievi e diplomati dell’Accademia Nazionale d’arte drammatica “Silvio d’Amico” il progetto Lorca: tre pieces tratte dalle opere teatrali del celebre autore, forse più noto per le sue poesie ma, di fatto, drammaturgo di talento pungente e sanguigno. In attesa di “Aspettiamo cinque anni” e “Yerma”, “Le nozze di sangue” è stato diretto da Danilo Capezzani, sotto la guida del maestro Arturo Cirillo, che sovrintenderà alla direzione anche delle successive due rappresentazioni (rispettivamente dirette da Caterina Dazzi e Federico Orsetti).Non è mai compito facile aprire un progetto di sicura ambizione,…
"7 Anni": una avvincente partita a scacchi per la libertà
Cosa si è disposti a perdere, rischiare e sacrificare per evitare 7 anni di carcere? Che valore ha la libertà? Qual è il confine tra giusto e sbagliato, legale e illegale, morale e amorale?Questi sono solo alcuni degli interrogativi che si insinuano tra le pieghe di “7 anni”, intenso, spasmodico, intrigante spettacolo di Josè Cabeza e Julia Fontana, diretto da Francesco Frangipane, in scena al Teatro Argot Studio.Come pedine di una scacchiera, i quattro protagonisti,  si muovono sulla scena, avanzano, retrocedono, agiscono, escogitano il modo per sferrare lo scacco matto, ossia individuare chi tra loro si assumerà le responsabilità di…
“After Miss Julie”: l’attualità e la modernità di Strindberg tra sensualità e divergenze sociali
“La vita non è tanto matematicamente idiota che solo i più grandi divorino i piccoli, avviene infatti altrettanto sovente che l'ape ammazzi il leone o quantomeno lo renda furioso”, August Strindberg- La Signorina Julie. È un intricato, profondo ed esplosivo gioco seducente e seduttivo, un incontro-scontro appassionato e appassionante tra due realtà sociali differenti, un caleidoscopio di parole, passioni e tormenti, “After Miss Julie” di Patrick Marber con la regia di Giampiero Solari. La cucina di una villa alle porte di Milano, durante la serata di festeggiamenti per la liberazione dall’occupazione nazi-fascista, è lo scenario in cui si consuma la drammatica…
I rifugiati senza radici nelle metropoli: tutto è "Fragile!"
MILANO – Siamo fragili nel confronto con gli altri, siamo fragili sballottati come bicchieri di cristallo in un mondo di elefanti dal passo pesante, è fragile la parola ma anche l'idea e il concetto di integrazione, siamo fragili come pulviscolo, granelli di sabbia, coriandoli sparsi a terra dopo l'ennesimo stanco compleanno. Più che altro ci adattiamo alle situazioni, alle contingenze, alle conseguenze, cerchiamo di stare il più comodi possibili (traduzione: soffrire meno) nel mondo che ci viene dato, visto che difficile risulta cambiarlo, tanto vale cercare, sgomitando, di forzarlo, allargarlo alle nostre esigenze, alle nostre debolezze. “Fragile” è quello che…
Deflorian-Tagliarini: "Quasi niente", è quel quasi che ci uccide
MODENA – La scena è sgombra, pulita, larga. Ha già in sé i codici interiori di questa narrazione rarefatta, sbocconcellata, addentata e poi attesa sul bordo, tra il dietro il velatino (che si colora tenue) e davanti alla platea che rimane lì complice ed esclusa, vorrebbe ma non può. La nuova creazione ad orologeria di Deflorian-Tagliarini prende le mosse, l'incipit, la cornice, soprattutto è un pretesto (c'è chi dice che il pretesto sia già testo) da “Deserto rosso”, pellicola di Michelangelo Antonioni. A differenza degli ultimi loro lavori visti, “Reality”, tratto dalla notizia di cronaca della signora che annotava ogni…
"Talking heads": donne che parlano da sole nel deserto dei maschi
TORINO – “La violenza è l'ultimo rifugio degli incapaci” (Isaac Asimov). “Nessuno, di fronte alle donne, è più arrogante, aggressivo e sdegnoso dell’uomo malsicuro della propria virilità” (Simone de Beauvoir). La donna è ancora oggi fatta schiava, resa prigioniera, dalla famiglia, dalle regole sociali, da chi dovrebbe e dice di amarla, è usata e abusata, fatta merce di scambio, moneta di baratto, rapita, violentata, messa in condizioni di non potersi difendere, schiacciata, relegata ai margini, sottopagata, sfruttata come macchina sessuale o contenitore per sfornare figli. Sembra che poco sia cambiato dai tempi della pietra e della clava. E tutto questo…

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