Questo sito utilizza cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione e rispetta la tua privacy in ottemperanza al Regolamento UE 2016/679 (GDPR)

                                                                                                             

×

Attenzione

JUser: :_load: non è stato possibile caricare l'utente con ID: 751

JUser: :_load: non è stato possibile caricare l'utente con ID: 749

JUser: :_load: non è stato possibile caricare l'utente con ID: 746

JUser: :_load: non è stato possibile caricare l'utente con ID: 741

JUser: :_load: non è stato possibile caricare l'utente con ID: 736

JUser: :_load: non è stato possibile caricare l'utente con ID: 742

JUser: :_load: non è stato possibile caricare l'utente con ID: 745

Teatro

“Enrico IV”: Herlitzka è il vecchio Re folle
Uno squarcio che riduce a brandelli il velo di una doppia messinscena, di una doppia finzione. È questa l’operazione che Antonio Calenda compie nella sua rappresentazione dell’“Enrico IV”, in scena dal 25 febbraio all’8 marzo al Teatro Basilica di Roma, con Roberto Herlitzka nei panni del “re pazzo”. Questa ambientazione consente agli attori di recitare quasi in prossimità del pubblico, in un ideale proscenio, che contribuisce a rendere la messinscena ancora più “teatrale”. Il regista ricorre alla cifra della metateatralità per superare lo stallo di una rappresentazione filologica che risulterebbe anacronistica. È infatti un conflitto senza tempo quello che attraversa l’intera…
“Jukebox” e le partiture del quotidiano, per una drammaturgia condivisa con il pubblico
«Abbiamo 45 minuti di tempo»: così ci accoglie l’unica voce sul palco. È Monica Demuru che parla e lo farà instancabilmente per il resto dello spettacolo. Una sola interprete per “Jukebox”, l'edizione romana dello spettacolo andato in scena al Teatro India, è un progetto tutto da scoprire e smontare in collaborazione, pensato per mettere insieme tante voci e consegnarle agli spettatori della serata. Tutti provvisti di una “Lista documenti”, che ricorda il menù di un ristorante, siamo pronti a guidare il racconto di Monica: la messa in scena è affidata, oltre che alla regia di Joris Lacoste, anche allo spettatore per una…
La parola a Maria Maddalena: lo spettacolo di Roberta Calandra al Cometa Off
La figura di Maria Maddalena è da sempre vittima di equivoci fuorvianti: avvolta da una nube di mistero che sfuma i confini tra storia e leggenda, è stata raffigurata, soprattutto dal Cinquecento in avanti, come la peccatrice penitente per antonomasia, sospesa in un equilibrio ambivalente tra sacro e profano. Ma ci sono tradizioni, come quelle dei vangeli apocrifi e gnostici, che ci restituiscono una versione ben diversa della storia: Maddalena sarebbe stata la più fedele seguace di Cristo, presente alla sua crocifissione e alla sua sepoltura, prima testimone della sua resurrezione e annunciatrice del lieto evento agli apostoli. In un…
Per una raccapricciante coincidenza, anche se sarebbe meglio dire per una (tragica) ironia della sorte, ci si trova a parlare di Beckett e dei suoi Giorni Felici, portati in scena da Nicoletta Braschi nei panni della protagonista Winnie, mentre la cronaca italiana delle ultime ore ne descrive di terribili. C’è un campanello nel testo di Beckett, scritto nel 1961 e ancora spietatamente bellissimo, che trilla ogni santo giorno per svegliare Winnie e suo marito Willie, dispersi in un angolo del mondo di rara desolazione, lei, ricoperta di terra fino al seno, lui, ridotto a strisciare da quel cumulo sino ad…
“Il giardino dei ciliegi” al Teatro Argentina: esprimere la poesia di Čechov con la poesia
«Il giardino deve esistere, deve essere qualcosa che si vede e si sente quasi (arrivo a pensare persino all’odore, o solo all’odore, per gioco) ma non può essere un tutto. Perché lì tutto si concentra». La complessità della messa in scena di un grande classico del teatro russo, “Il giardino dei ciliegi” di Anton Čechov, è rappresentato da queste parole di Giorgio Strehler, negli appunti per la sua regia. Al Teatro Argentina di Roma, in scena dal 25 febbraio all’8 marzo, Alessandro Serra propone la sua personalissima visione di quel giardino, filtrata da una poesia che è già insita nel…
“Satellite of love”: quando l’amore diventa gioco al massacro
Da venerdì 21 a domenica 23 febbraio 2020 all' "OFF/OFF Theatre" è andato in scena "Satellite of Love – La teca", scritto da Anne-Riitta Ciccone e diretto da Lorenzo d’Amico De Carvalho. La medesima sceneggiatura viene interpretata ogni sera da una coppia differente: due donne, due uomini, un uomo e una donna (Giorgia Spinelli, Maria Vittoria Casarotti Todeschini, Gianvincenzo Pugliese, Gabriele Stella). Satellite of love è una commedia in due atti per tre coppie in cui le dinamiche del rapporto amoroso vengono dissezionate e rimangono le stesse al di là del sesso, del genere e dell’identità di chi le vive. Se…
“La signora del piano di sopra sta partendo” ma non porta via con sé le insicurezze
Una porta divide idealmente lo spazio vitale di due amici fraterni, diversi ma profondamente dominati dalle stesse ansie e nevrosi. Ci rammentano che «La signora del piano di sopra sta partendo», questo il titolo dello spettacolo, ma è domenica mattina e quel baccano, che sta creando la donna appena un piano più sù, non li fa riposare entrambi. La versione definitiva del testo ha debuttato all’Altrove Teatro Studio il 21 e 22 febbraio: con la regia e la drammaturgia firmata da Tommaso Paolucci e Francesco Pietrella, accompagnati in scena da Matteo Berardinelli e Daniele Pinzi.Troppo tempo libero e la stanchezza…

Libro della settimana

Facebook

Formazione

Colori e sapori

Digital COM