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Teatro

Granara Festival: il teatro come parte fondante di una comunità
BORGOTARO - “Che preferisci rimanere qua nella provincia denuclearizzata a sei chilometri di curve dalla vita”, cantava qualche anno fa in “Coccodrilli” il Bersani cantante. Qui invece siamo a dodici chilometri dalla civiltà, da Borgotaro, immersi nel bosco, tra La Spezia e Parma, in quel cuneo che fa intersezione tra Toscana, Emilia e Liguria. Lassù sorge Granara o meglio il Villaggio Ecologico, un pugno di case in pietra e legno rimesse a posto da un gruppo di pionieri, per lo più milanesi, che cercavano all'inizio degli anni '90 un terreno vergine all'aria aperta, in campagna, in una zona incontaminata per…
"Open Look" di San Pietroburgo apre lo sguardo sulla danza contemporanea internazionale
SAN PIETROBURGO – Se Londra non può essere paragonata al resto del Regno Unito, se New York non è esemplificativa rispetto agli Stati Uniti, lo stesso possiamo affermare per San Pietroburgo, la città degli architetti italiani, nei confronti della Russia. Un palazzo monumentale dopo l'altro, viali lunghi chilometri che tagliano la metropoli portuale sulla Neva. Ogni italiano arriva in quella che fino all'inizio degli anni '90 era chiamata Leningrado e inevitabilmente non può non pensare a Franco Battiato e ai suoi versi: “L’inverno con la mia generazione, le donne curve sui telai, vicine alle finestre, un giorno sulla Prospettiva Nevskij…
Al Globe Theatre una “Bisbetica domata” per riflettere sul rapporto uomo-donna
Debutta il 31 agosto nell’affascinante cornice del Silvano Toti Globe Theatre di Roma “La Bisbetica domata” di William Shakespeare per la regia di Loredana Scaramella, la quale ambienta il classico del Bardo alla fine degli anni Trenta, focalizzando l’attenzione sulla questione femminile. Infatti, è proprio in quell’epoca, nel periodo dell’ascesa del Fascismo, che si assiste alla figura di una donna “domata”, considerata solo come moglie e madre, ma con una dirompente forza di opporsi e di dar vita a una battaglia dei sessi che vive così un momento vivace e appassionante. Il classico assume, dunque, un aspetto di stringente attualità…
Il Farsi Silenzio di Marco Cacciola in viaggio fuori e dentro di sé
ALBENGA – “Ho conosciuto il silenzio delle stelle e del mare, il silenzio dei boschi prima che sorga il vento di primavera. Il silenzio di un grande amore, il silenzio di una profonda pace dell’anima, Il silenzio tra padre e figlio e il silenzio dei vecchi carichi di saggezza”. (Edgar Lee Masters) Il simbolo del festival di Albenga di quest'anno è un carciofo infuocato. L'umidità delle serre è rimasta invariata. La salvia, la menta, il rosmarino sono ancora lì a inondare di profumi di vita questi capannoni a vetri dai quali si guarda il cielo e nei quali si ascoltano…
Sciaranuova: il festival dei Planeta, l'arte gode tra vino e teatro
CATANIA – Camminiamo tra le vigne. A destra il Nerello Mascalese, a sinistra il Carricante, vitigni autoctoni. E' un microclima ideale quello che scaturisce in questa vallata. L'Etna, sopra, non è minacciosa, anzi, sembra un'ala che si estende a fare ombra. L'Etna che zampilla, l'Etna che rilascia i suoi sedimenti e sali minerali attraverso la lava che calda scende e gorgoglia, scorre e zampilla. Proprio su queste colate laviche, su queste “lingue” di roccia nera friabile (le sciare), che i Planeta, passati nei secoli da latifondisti a produttori vinicoli, hanno impiantato le loro vigne, proprio qui nascono vini carichi di…
“La masseria delle allodole” di Michele Sinisi: il teatro contemporaneo racconta tra ferocia e normalità il massacro degli armeni
SAN MINIATO - “Mi hanno sepolto, ma quello che non sapevano, è che io sono un seme” (Wangari Maathai).Il silenzio degli innocenti. E' passato un secolo, cent'anni di solitudine, e ancora il cosiddetto “Primo Mondo” non si è messo d'accordo per certificare le atroci barbarie commesse su un popolo, gli Armeni.Come se mettere nero su bianco e sottoscrivere un termine, da più parti negato, “genocidio”, possa o meno alleviare sofferenze, sminuire morti e diaspora, far tornare indietro il ticchettio del tempo. Da una parte l'Impero Ottomano, di religione musulmana, dall'altra gli armeni, cristiani. Un milione e mezzo di decessi, di…
Il gioco dell'amore e del caso: Marivaux bilingue a tempo di minuetto a Villa Medici
Se l’abito fa il monaco, certamente Villa Medici, palazzo del Cardinal Ferdinando, può contare su un’ottima base di partenza. Anche in fatto di teatro. È successo con un’iniziativa della direttrice dell’Académie de France, Muriel Mayette-Holtz, che ha messo in scena “Il gioco dell’amore e del caso” di Marivaux. Sono passati quasi trecento anni da allora, ma sulla villa al Pincio il tempo sembra essersi congelato. I bassorilievi della facciata interna della Villa e i giochi di volumi e di linee dell’architettura che si offre alla natura (e al pubblico) in punta di piedi, come il Mercurio della fontana, si presta…

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