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Teatro

La Traviata di Sofia Coppola al Teatro dell'Opera di Roma
Due le stelle che brillano e fanno risplendere "La Traviata" di Sofia Coppola in scena al Teatro dell’Opera di Roma fino al 26 gennaio: Violetta - interpretata da Valentina Varriale, Francesca Dotto e Claudia Pavone - e Valentino Garavani.Dopo essersi cimentata con la personalità poliedrica di Maria Antonietta, per Sofia Coppola Violetta non poteva che essere un’esplosione di vitalità e mondanità nei salotti borghesi di una Parigi in fermento. Vitalità chiaramente in antitesi con la salute cagionevole della protagonista che domina la scena, sin dal primo atto, quando fa il suo ingresso trionfale scendendo da una scalinata di marmo in un abito…
La condizione del veterano da Shakespeare alla guerra in Iraq: “Cry Havoc” di Stephan Wolfert inaugura l’OnStage! Festival
ROMA - L’orrore della guerra e il suo tremendo impatto sull’individuo hanno sempre avuto uno spazio rilevante nell’arte e nel teatro, in epoche e luoghi differenti, e in tanti hanno mirato a riprodurre e a mettere in scena sentimenti, esperienze e traumi spesso al limite dell’indicibile. Cry Havoc, opera d’apertura della prima edizione dell’OnStage! Festival all'Off Off Theatre, si pone questo ambizioso obiettivo e si concentra sul dramma dei veterani e sulle difficoltà, non di rado insormontabili, del loro reintegro nella società civile. A rendere speciale e a suo modo unico lo spettacolo è senz’altro la figura dell’autore e interprete…
Riccardo è perso dentro i fantasmi della sua memoria
VERONA – Ultimamente ne abbiamo visti per tutti i gusti: c'è stato l'“RIII”, quasi un acronimo, di Alessandro Gassmann che tanto somigliava alla Famiglia Addams, quello intimista e criptico, essenziale e minimalista di Michele Sinisi, il recente “Riccardo 3”, alla terza, di Francesco Niccolini per la messinscena di Vetrano/Randisi. Insomma il testo shakespeariano si presta alla rivisitazione in chiave contemporanea, allo smembramento, alla dissoluzione nella fedeltà delle parole che appaiono scritte oggi. Ed è indubbio che il Re Riccardo si sia inevitabilmente perduto tra le spire del potere, tra i meandri dell'invidia, tra i miasmi della cupidigia, tra i gorghi…
“Animali da bar” assetati di sogni e speranze
Si aggirano come bestie ferite, randagie e allo sbando, tra il bancone e i tavoli di un locale di periferia, quasi dimenticato, sorseggiando e assaporando birre, fiumi di alcool ed enormi fragilità, i protagonisti di “Animali da bar” in scena al Piccolo Eliseo. Alcuni sono più feroci, ringhiano e graffiano, altri più mansueti, docili e sottomessi, ma tutti assetati di amore e di speranza.Nel secondo appuntamento della trilogia dedicata alla compagnia Carrozzeria Orfeo, si respira la stessa dimensione borderline del precedente “Cous Cous Klan”, si riscontra lo stesso stile crudo e ammaliante che li caratterizza, si incontrano le stesse anime…
Le Serve, eterno gioco delle parti. Gli allievi della “Silvio d’Amico” portano Jean Genet al Teatro Studio Uno
ROMA - Un macabro gioco, un desiderio profondo e a lungo immaginato, gesti rituali, ossessioni e psicosi. Questi sono gli elementi che caratterizzano l’opera "Le Serve", testo di Jean Genet, in scena dal 17 al 20 gennaio presso il Teatro "Studio Uno" di Roma. Adattamento e regia sono frutto della prima collaborazione fra Michele Eburnea e Caterina Dazzi, allievi dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”, capaci di interpretare il testo, spogliarlo della sua costruzione tradizionale e offrire al pubblico un lavoro innovativo e ottimamente elaborato. L’adattamento, ricco di novità, mantiene fermo l’obiettivo originario di Genet, ossia offrire la rappresentazione di…
La famiglia ti frustra solo "Per il tuo bene"
MODENA – “La prima metà della nostra vita è rovinata dai genitori, la seconda metà dai figli”, (Clarence Darrow). Lasciamo da parte Tolstoj e l'originalità delle famiglie infelici. Dalla famiglia tutto nasce, tutto torna, niente si distrugge ma tutto si trasforma. E' un nucleo, un atomo che si dissolve fino a formarne altri, una massa fatta per alimentarsi, crescere fino a scoppiare come un follicolo per diventare nuovamente terreno fertile e potenzialmente esplosivo. Ma la famiglia è anche quelle mura chiuse, quell'alveolo gestito da dinamiche uniche, di relazioni incastonate in regole restrittive non scritte. La famiglia è un ricatto affettivo continuo…
«C’ho la capacità de’ sogna’. Sono un uomo» Scampoli di “Scampoli” di Civica
In tantissimi hanno provato a riflettere su cosa sia il teatro e il senso profondo che da sempre custodisce; il fatto di avere ogni volta trovato il modo per descriverlo e raccontarlo in maniera sempre diversa, permette di comprendere che si tratta davvero di una fonte inesauribile di temi, immagini e fantasie. Si potrebbe continuare anche solo con una serie di aggettivi a descrivere il teatro, potremmo concentrarci su tutto quello che insieme è e non è, sui contrasti, le sfumature o i confronti e troveremmo sempre il modo per parlare di Lui e di raccontare la sua natura. La conferenza…

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