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Teatro

Il collettivo Attrici Attori Uniti: «Abbiamo il diritto di essere ascoltati»
Gli artisti interpretano il mondo e lo rendono visibile agli occhi di chi sa ascoltare. Non fanno solo divertire, veicolano i diversi significati dell’arte in modo autentico, diventano mediatori di storia e di cultura ed esplicitano ciò che potrebbe essere soltanto intuito. I lavoratori dello spettacolo subiscono le conseguenze di un’emergenza inattesa senza tutele, garanzie o risposte concrete e la crisi del settore invade le coscienze degli organi di competenza. Attrici Attori Uniti nasce con l’intento di alzare la voce in maniera silenziosa, un collettivo con più di 2.200 iscritti costituito da attrici e attori, compagnie indipendenti, registi, drammaturghi, danzatori…
I Microfilm di Michele Di Mauro: l'Isola, Caro Gesù e Mezz'ora prima
FIRENZE – Questo periodo ce lo siamo lasciato alle spalle. Come una pugnalata. Le ferite, il sangue che scorre, le cicatrici avranno tutto il tempo per mostrarsi, i segni per farsi vedere, le grida sentire. Ma adesso è tempo di sole e di lasciare le case, le nostre mura, la nostra comfort zone non richiesta, la nostra tranquillità forzata, la nostra serenità casalinga coatta. Ci è mancato il contatto, gli occhi negli occhi, l'arte, la parola altrui che non fosse soltanto un bollettino di guerra, numeri freddi per raccontare in maniera spiccia e sbrigativa chi non ce l'aveva fatta. Invece…
Il primo ritratto d'autore online del Teatro Biblioteca del Quarticciolo: dialogo tra Marinella Guatterini e Enzo Cosimi su "La bellezza vi stupirà"
Se la cultura e l’arte hanno un compito, questo è di agire sull’uomo per cambiare il suo rapporto con la realtà. Un’esperienza di mutamento che passa prima dai sensi, la visto e l’udito, poi dall’emozione, gioia o disgusto, e infine si tramuta in consapevolezza. Da alcuni anni Enzo Cosimi, coreografo romano classe 1958, illumina zone d’ombra dove il nostro occhio solitamente non cade, per disattenzione o vigliaccheria o persino semplice abitudine ed assuefazione, con un discorso sperimentale che ci afferra per il nostro bavero interiore e scuote l’animo. Una commozione a cui fa seguito una presa di coscienza di una…
Sergio Aguirre diventa Kaligola frullando Camus Shakespeare e Beckett
Nella quantità esorbitante di streaming, di dirette facebook, di drammatizzazioni dal divano di casa in pigiama o vestaglia con le luci al neon che in quest'ultimo periodo fioccavano e proliferavano, abbiamo scelto quella di Sergio Aguirre per la potenza del linguaggio, la miscelazione dei testi, l'impronta urgente, la presa diretta tra le parole e il suono, tra il senso e il significato, tra la carne che si andava toccando e l'intimità che veniva scossa, morsa, strattonata. Sono tra quelli che “il teatro non si fa online” e che “il pubblico deve essere vero, reale, tangibile” altrimenti non si può chiamare…
“La scuola” di Luchetti, un labirinto immutato di stereotipi
«Cardini corre su e giù per la classe facendo la mosca». Queste le parole del professor Mortillaro. Qualcuno si chiede se gli alunni siano bestie mentre altri trovano una visione poetica nei comportamenti fuori dalla norma. Ma cosa succede veramente nel microcosmo “scuola”? Domenico Starnone aveva provato tanti anni fa a raccontarlo nei suoi libri. Da qui è partito Daniele Luchetti che nel 1995 ha dato vita al lungometraggio “La scuola”, divenuto poi spettacolo teatrale nel 2014. In un excursus temporale consistente, la drammaturgia ha dovuto fare i conti con i nuovi assetti - venti anni rappresentano in molti casi un mondo…
La Scuola: Silvio Orlando torna alla cattedra, ma stavolta a teatro, disponibile su RaiPlay
Nel 1992 il regista Daniele Lucchetti porta a teatro lo spettacolo Sottobanco, adattamento delle cronache scolastiche narrate nei due libri, Ex Cattedra e appunto Sottobanco, del professore e scrittoreDomenico Starnone. Nel 1995, sempre dal testo dello stesso autore, e con la presenza di alcuni degli attori principali (tra cui Silvio Orlando, Roberto Nobile e Antonio Petrocelli), Lucchetti ne estrapola un film, La Scuola, riprendendo sostanzialmente le linee guida del contenuto e le caratteristiche peculiari dell’opera ma adattandole al nuovo medium.Venti anno dopo l’uscita cinematografica, lo stesso regista decide di riportare in scena lo spettacolo originale del 1992, con nuovi e vecchi interpreti, utilizzando però il titolo…
L'impossibilità della vicinanza fisica e il teatro al telefono dei Cuocolo-Bosetti
FIRENZE - Era tanto che non lo facevo. Tre mesi. Tre lunghi mesi d'astinenza. Anche se questo piccolo contatto mi ha lasciato ancora più fame di prima, ancora più voglia di prima. Novanta giorni senza uno spettacolo teatrale, senza un teatro, senza una recensione. Da starci male. Ieri l'ho fatto ed è stato come, mera illusione, tornare non tanto alla normalità quanto a respirare quell'aria familiare dell'altro che, con parole e formule e gesti e parole sue, scandaglia il tuo animo lì pronto, aperto ad accogliere il diverso. Ho visto teatro, oltre che nell'edificio-teatro, in infinite modalità, dalla strada ai…

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