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Teatro

Riunirsi attorno a un focolare per vivere il racconto straordinario di una famiglia semplice: in scena a Roma "Antropolaroid" di Tindaro Granata
Al centro una sedia e attorno ad essa un uomo, come un fuoco attorno al quale sta unʼintera famiglia. È lo scenario tradizionale di una notte antica siciliana dove parenti e amici si riuniscono per raccontare le loro storie, come il palcoscenico dove Tindaro Granata sta riunendo gli spettatori per rivelare la storia dellapropria famiglia, recitando il ruolo di ogni suo componente.Antropolaroid è il racconto di un destino ineluttabile cui la vita cerca di ribellarsi attraverso le risate e la morte: Granata sale sulla sedia sorridendo, si alza in piedi davanti al focolare ad incendiarlo di risate, lega un cappio…
"Trasparenze": work in progress modenese
MODENA – Da una parte Pavarotti, Enzo Ferrari, la Maserati. Dall'altra, una Modena differente, quella della periferia, dei palazzoni, delle tante lingue e dialetti diversi ai giardinetti dei tigli che nevicano. Il Festival “Trasparenze”, diretto dal regista, napoletano ma trapiantato da tanti anni in Emilia, Stefano Tè e della sua compagnia Teatro dei Venti, ha raccolto le istanze di partecipazione di questa fetta di città, portando la performance e il teatro a quella comunità che non aveva mai sfiorato l'arte e la sentiva distante. Una rassegna molto “sociale” con commistioni con detenuti, migranti, bambini, anziani. Sempre più votata al sociale…
"Autobiografia erotica": il ritratto psicologico di Andrea De Rosa
I ricordi sono malleabili, essenze vittime del tempo. Incapaci per natura di restare fedeli alla realtà, i ricordi si nutrono di soggettività. Quanto può apparire differente uno stesso ricordo agli occhi di due persone sconosciute, un uomo e una donna, vent'anni dopo un incontro casuale? A distanza di due decenni da un frettoloso rapporto sessuale, Mariella (Vanessa Scalera) decide di contattare Aristide (Pier Giorgio Bellocchio) scrivendogli una mail ricca di espressioni oscene, palesando nel finale la volontà di rivederlo per ricordare - e forse replicare - quel momento impresso così dettagliatamente nella sua mente. Con la regia di Andrea De…
In “Trilogia di un corpo in punto di morte” del premio Hystrio Francesco Guglielmi, parlano cuore, cervello e pene
Perché l’anima può vivere altre vite e il corpo no? Cuore, cervello e pene hanno qualcosa da ridire: è tempo di sovvertire l’ordine. E’ ora di mettere fine alla tirannia dell’anima.Dopo il grande successo di ULULUNA con Stefano Benni, il Teatro Stabile di Roma lancia una nuova produzione originale, Trilogia di un corpo in punto di morte, andato in scena in prima nazionale dal 3 al 5 maggio al Teatro Manhattan di Roma. Francesco Guglielmi, premio Hystrio 2017 e Miglior Attore 2018 dello Stabile di Roma, ha l’argento vivo addosso e il black humor in tasca. Sarcastico, pungente, scrive e…
Signorotte e il femminismo tragicomico di Massimo Odierna
Quando si è giovani succede sempre di credere che i propri amici ci saranno per sempre, che le promesse fatte a vent’anni sono impossibili da non mantenere. Succede, ancora più spesso, che le promesse naufragano, le strade si allontanano e i ricordi si fissano. Succede anche, però, che poi ci si ritrova.È quello che accade a tre amiche Ada (Sara Putignano), Ida (Viviana Altieri) e Beta (Elisabetta Mandalari) protagoniste di Signorotte, in scena allo Spazio 18b a Roma dal 2 al 5 maggio per la regia di Massimo Odierna che dopo Toy boy e Posso lasciare il mio spazzolino da…
((Black Holes)), con Nicola Andretta un trip nella mente di un malato neurologico
“Non è uno spettacolo triste, né di denuncia. Volevo raccontare storie che ho visto coi miei occhi, i glitch nella mente di un malato di sclerosi multipla”. Così Nicola Andretta, regista e autore di ((Black Holes)), in scena l’8 maggio al teatro Ferrari di Camposampiero (Pd), descrive il suo spettacolo. Un testo complesso, ricco di sfaccettature e dalla complicata resa interpretativa: gli attori dovranno infatti confrontarsi con realtà che un malato neurologico conosce bene, ma che a un “sano” sono pressoché sconosciute e inimmaginabili. “Il testo nasce da una serie di interviste che ho realizzato all’ospedale di Padova, nel reparto…
"La Gabbia" di Massimiliano Frateschi al teatro Brancaccino
La Gabbia può essere uno stato fisico ma anche mentale. Ce lo racconta il testo contemporaneo diviso in due atti dell’autore Massimiliano Frateschi. Al centro della scenografia, si erge lo scheletro di una struttura cubica, con un trampolino di rete alla base e circondata ai lati da un nastro adesivo per imballaggi. S’intuisce fin da subito l’intento di voler rappresentare una cella, dove, all’interno si disperano due uomini in isolamento che indossano una divisa bianca e una benda in testa per coprire la rasatura dei capelli. Uno dei due, Max, è sonnambulo e proprio l’uccisione della moglie durante uno dei…

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