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Cinema

Parlami di me
“Parlami di te” (Un Homme presse) è un film diretto da Hervé Mimran e ispirato alla storia vera di Christian Streiff, ex CEO di Airbus e PSA Peugeot e Citroen. Il film ha vinto il Premio del pubblico alla scorsa edizione del Festival France Odeon.  Alain è un manager potente sempre in corsa contro il tempo. Le sue giornate sono fitte di impegni e prive di distrazioni e tempo per la famiglia. Un giorno viene colpito da un ictus che gli danneggia la memoria e il linguaggio. Grazie a Jeanne, una logopedista in cerca della madre biologica, inizia un percorso…
sunset
Rimarrà nelle sale italiane per tre soli giorni (4, 5 e 6 febbraio) il secondo film del regista ungherese László Nemes, Tramonto (titolo originale Napszállta), presentato in concorso a Venezia e proiettato al Toronto Film Festival. Nemes torna alla regia dopo aver vinto Gran Prix della Giuria a Cannes, Golden Globe e Premio Oscar al miglio film straniero per Il figlio di Saul (Saul fia) realizzando un film stilisticamente molto vicino al primo lavoro. L’immersione all’interno della vicenda grazie ad una macchina da presa a spalla ossessivamente vincolata al personaggio, tecnica che aveva reso famoso Il figlio di Saul, e’…
“Uno sguardo raro 2019”: la diversità come sintomo di unicità
Si è appena conclusa la quarta edizione di “Uno sguardo raro”, il Festival di cinema internazionale interamente dedicato al tema delle malattie rare. Un progetto nato nel 2016, grazie all’incontro tra Claudia Crisafio – attrice e autrice – e Serena Bartezzati – professionista nell’ambito della comunicazione e malata rara –, con l’obiettivo raccontare la diversità attraverso lo sguardo della telecamera. Cinema come mezzo di comunicazione e informazione, dunque, ma anche come strumento di sicuro impatto emotivo: capace di stimolare lo spettatore e di sensibilizzarlo nei confronti di un argomento troppo spesso ignorato. Quello delle “malattie rare”: patologie complesse e destabilizzanti…
“Cold War”: alla ricerca del tempo perduto o della felicità
Se per Proust è “Alla ricerca del tempo perduto”, per Pawlikowski è “Cold War”. Palma d’oro e tre nominations agli Oscar 2019 (Miglior regista; Miglior film in lingua straniera; Miglior fotografia), il film è metafora della memoria, della rievocazione nostalgica del passato. Fatto di Ricordi, melanconici e muti. Lugubri e durevoli, uno strascico di morte: così come li intende Vincenzo Cardarelli in una delle sue poesie più vere. Ed è proprio su questi temi, da sempre cari alla letteratura, alla filosofia e al genere umano tutto, che si snoda la storia di Zula e Wiktor (Joanna Kulig e Tomasz Kot),…
Viggo Mortensen e Mahershala Ali in una scena del film.
È il 1962 nell’America di Kennedy. L’approvazione del Civil Rights Act è ancora lontana e nel Paese vige la forte segregazione razziale delle leggi Jim Crow. Anche solo per potersi spostare in sicurezza all’interno della propria nazione, gli afroamericani sono costretti a usare una guida specifica, il Green Book, appunto, un itinerario prefissato e rigoroso, che implicitamente sottolinea una enorme restrizione fisica e ideale della loro libertà. In questo contesto avviene l’incontro fra il pianista Donald Shirley e il suo autista Tony Vallelonga, una storia vera che il regista Peter Farrelly decide di raccontare attraverso la formula on the road,…
"Il primo re", la promessa mantenuta di una storia antica che parla all’uomo di oggi
Non delude le aspettative "Il primo re", film di Matteo Rovere con Alessandro Borghi, star di Suburra, e Alessio Lapice, dal 31 gennaio nelle sale. Il film propone un racconto emotivo ed epico del mito di Romolo e Remo, concentrandosi soprattutto su quest’ultimo, dimenticato dalla storia, e tralasciando la componente fantastica per un racconto crudo e sanguinario di un periodo poco conosciuto della storia di Roma. Non la nascita dell’impero, dunque, come ci aveva ingenuamente anticipato la pubblicità, ma il racconto del rapporto tra due fratelli, uniti dallo stesso sangue, che il sangue separa, gettando il seme per la nascita…
"Remi": un classico che ha ancora qualcosa da dire
Poiché la Francia può contare su una vera industria cinematografica che il nostro Paese per il momento si sforza solo di immaginare, anche il genere del film per ragazzi ha un’importanza oggi del tutto sconosciuta al cinema italiano, malgrado alcuni recenti quanto modesti tentativi di intercettare il pubblico giovanissimo. Eppure avremmo una tradizione alla quale ispirarci: su tutti Luigi Comencini (“Le avventure di Pinocchio”, “Cuore”), e poi Folco Quilici (“Ti-Koyo e il suo pescecane”), Sergio Sollima (“Il corsaro nero”), Lucio Fulci (“Zanna Bianca”), Enzo D'Alò. In questo senso, c’è solo da imparare dal sistema francese. Perché, dati alla mano, i…

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