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Cinema

“Bergman Island”: il Nordic Film Fest si apre nel ricordo del grande regista
Quest’anno Ingmar Bergman, regista, sceneggiatore, drammaturgo e scrittore svedese, avrebbe compiuto 100 anni: oltre 60 i lungometraggi realizzati, più di 170 le pièce teatrali, tre i Premi Oscar e centinaia i libri e gli articoli scritti nella sua carriera. Nonostante per lui il vero ‘matrimonio’ artistico fosse quello col teatro e considerasse il cinema una ‘amante’, Bergman è ricordato, più che per le regie teatrali, soprattutto per capolavori come “Il Settimo Sigillo”, “Il posto delle fragole”, “Persona”, “Come in uno specchio”. Sin da giovanissimo ha messo in scena testi importanti, da Shakespeare a Ibsen a Strindberg, lavori che - a…
Manuel: rinascere imparando a soffocare
Manuel ha gli occhi grandi e un po’ stanchi. Sul suo volto la spensieratezza dei diciott’anni e l’aria di chi è dovuto crescere troppo in fretta. Manuel è giovane, ma su di sé ha un fardello di vita che lo schiaccia; l’anima scheggiata e segnata da chi sente di portare il peso del mondo sulle proprie spalle, un po’ come il Jude beatlesiano. Ciononostante Manuel cammina dritto, fiero. Emblema della contraddittorietà, tra una sigaretta e l’altra alterna sorrisi a labbra serrate dietro cui nascondere urla interiori. Manuel, dalla vita passata in un istituto minorile, è come un bambino al primo…
I fantasmi del cinema indipendente: "Le grida del silenzio" di Sasha Alessandra Carlesi
È sicuramente un periodo difficile per la cinematografia indipendente italiana. Questo senza dubbio. Non tanto una questione di soggetti strampalati e belle idee. Difficile infatti riuscire non solo ad emergere nel Belpaese ma anche e soprattutto essere prodotti. Poi c'è la distribuzione. Il riuscire a rimanere in qualche -almeno- piccola sala di città. Altrettanto indubbio, però, che il cinema indipendente possa e debba per suo statuto tentare di proporre qualcosa che possa renderlo autentico e significativo, non tanto come competitor -per usare un termine agevole nel business odierno- quanto più come baluardo dove poter portare avanti delle idee di cinema…
Joaquin_Ekaterina
Joe (Joaquin Phoenix) è un ex marine, un ex agente FBI, un servitore degli Stati Uniti che ha visto troppe scene del crimine. Solitario e tormentato l’uomo sceglie di vivere nell’ombra, al riparo dai fantasmi di un passato troppo denso per poter essere superato, si guadagna da vivere salvando dietro compenso giovani ragazze inghiottite dal vortice della prostituzione. L’uomo non ha amici, non ha amanti, non ha relazioni sociali che oltrepassino le quattro mura domestiche condivise con l’anziana e inetta madre di cui si prende amorevolmente cura. Un giorno Joe riceve la chiamata di un senatore newyorkese disposto a tutto…
Il Prigioniero Coreano: Kim Ki-duk riscrive l'Odissea tra regime e consumismo
Contese, menzogne, pregiudizio, la forma dell'essere, il venir meno della verità, quando la verità non è contemplata neanche in minima parte. Un'Odissea, il viaggio e la scoperta vivida nelle ossa di chi non ha mai oltrepassato il confine. Kim Ki-duk racconta ne Il Prigioniero Coreano (Geumul) la profonda crepa che separa la penisola Coreana, e lo fa tramite gli occhi e le mani di un uomo, Nam Chul-Woo (Ryoo Seung-bum), semplice pescatore catapultato da Nord a Sud a causa di un'avaria al motore del suo peschereccio. Varcato erroneamente il confine posto con dei semplici galleggianti, prende piede un racconto lineare,…
Danza e terza età si incontrano in "Une jeune fille de 90 ans"
Correva l’anno 2000 quando Pina Bausch sorprese pubblico e ballerini con una nuova e inaspettata versione over 65 della sua celebre coreografia “Kontakthof”, letteralmente “luogo d’incontro”. I passi erano rimasti esattamente quelli messi in scena dal suo gruppo storico, il Tanztheater Wuppertal. L’atmosfera però era completamente diversa. La ricerca del contatto uomo-donna, l’eterna rincorsa verso l’altro si tingeva, nelle mosse di questi danzatori ormai avanti con gli anni, di un sapore nostalgico e malinconico - senza mai, però, rinunciare a una velata ironia. D’altronde, si sa, che da anziani torniamo tutti un po’ bambini. Oggi come allora, un malinconico spirito…
"Loro 1" di Paolo Sorrentino: il baccanale del potere a un passo dalla fine
Costa Smeralda: nelle stanze della villa del Cavaliere, tempio sacro di feste notturne e fughe dalla realtà, una pecora, ansimante sul lussuoso pavimento, resta uccisa dal fortissimo impianto d’aria condizionata, mentre echeggia, dalla televisione, uno show con Mike Bongiorno. Lo spirito di "Loro 1" di Paolo Sorrentino potrebbe benissimo esser custodito esclusivamente da questi fotogrammi: è il ritratto dell’Italia ai tempi del berlusconismo, la fastidiosa fotografia di una società condotta sull’orlo del baratro dall’ambizione e dalla sete di denaro, incarnati, più di chiunque altro, da Lui: Silvio. Il sacerdote, il re, l’imperatore di un mondo destinato a estinguersi, ma che cambierà…

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