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Cinema

Un 50 millimetri fuori dal gomorrismo: "Il cratere" neomelodico di Luzi e Bellino
Raccontare Napoli senza parlare "di pizza e camorra" può essere possibile, viene detto in conferenza stampa dagli autori del film "Il cratere" alla Casa del Cinema di Roma. Tralasciando il "gomorrismo" e abbandonando il "pane, amore e fantasia" tipico del mondo partenopeo. Sfocando il resto e arrivando ad un'universalità di contenuto, possibile anche e soprattutto contingente ad un contesto specifico come quello della zona tra Caserta e Napoli, vero e proprio cratere del sogno neomelodico. Il cratere è la prima opera di fiction della coppia di registi, scrittori e produttori Silvia Luzi e Luca Bellino, reduci da due convincenti prove…
I Fantasmi di Ismael al Rendez-Vous Festival: il dramma di chi resta e fa l'amore con il passato
Al Rendez-vous Festival approda in anteprima Nazionale, il 9 aprile al Nuovo Sacher (Roma), "I Fantasmi di Ismael" di Arnaud Desplechin. I ricordi sono i peggiori cannibali, ti divorano con gli occhi, dagli angoli delle stanze, tra il tepore delle coperte e l'insonnia, l'alba di chi non riesce a darsi pace. Lo sa bene Ismael Vuillard (Mathieu Amalric), regista incastrato nel turbinio della scomparsa, ormai decennale, di Carlotta (Marion Cotillard), sua bellissima e giovane moglie dispersa nel nulla, ormai data per morta. Ogni grande artista ha bisogno del proprio tormento, come fosse una necessità primaria, come mangiare, dormire, fare l'amore. Ecco…
Guédiguian, tra retorica politica e francesissima malinconia
Andare, restare, tornare. Si muove tra queste tre scelte, tra questi tre momenti, di cui tutti almeno una volta abbiamo sentito il peso, l’intera narrazione della ventesima opera di Robert Guédiguian, "La Villa"., presentato in anteprima nell’ambito della rassegna Randez Vous, svoltasi dal 4 al 10 Aprile, al cinema Nuovo Sacher di Roma.Lo spaccato familiare che fa da sfondo a espliciti messaggi politico-sociali del regista, si costruisce sulla presenza di tre fratelli; Angelene, Joseph e Armand. I tre si sono riuniti dopo anni di separazione al capezzale del padre in fin di vita, infermo e completamente dipendente da Armand, l’unico…
Focus Arnaud Desplechin: al Rendez-Vous Festival “Comment je me suis disputé (ma vie sexuelle)”
Non sono belle persone i personaggi di “Comment je me suis disputé (ma vie sexuelle)” né tantomeno eroi: egocentrici, insicuri, bravissimi a filosofeggiare con le vite degli altri ma assolutamente fuori posto nelle proprie, incapaci di amare e prendere decisioni. Sono quegli individui che ognuno di noi ha incontrato almeno una volta, suo malgrado, nella propria vita: come amico, amante, compagno di scuola, cugino, fidanzata. La storia che racconta Arnaud Desplechin nel suo lungo film (178 minuti) mette a disagio e irrita. A complicare la situazione, una narrazione che fonde presente e passato, ricordi e confessioni sul lettino di uno…
Wajib – Invito al matrimonio: il candidato palestinese all’Oscar 2018 per il miglior film straniero
Non è cosa infrequente vedere raffigurati, all’interno di una lente artistica, i conflitti e le ferite dell’Umanità che stentano a rimarginarsi, nonostante un’immagine di quiete apparente. Il dramma della mancata, o difficile, integrazione d’altronde è sempre in agguato, quando viene raggiunta una situazione di pace o quantomeno di stabilità. La regista palestinese Annemarie Jacir pesca proprio da questo giacimento con “Wajib – Invito al matrimonio”, al cinema dal 19 aprile. Delicato e atipico road movie che ritrae un padre e un figlio viaggiare nella Palestina nel rispetto della tradizione (conosciuta per l’appunto come “Wajib”) che richiede che tutti gli inviti…
L'altro volto della felicità in "un sogno chiamato Florida" di Sean Baker
Se per Umberto Eco  Disneyland e Disney World sono luoghi – o per meglio dire non-luoghi -, in cui la simulazione iperrealistica riproduce una realtà migliore, più allettante della realtà stessa, in Un sogno chiamato Florida, in sala dal 22 marzo, lo squallido motel Magic Castle, ad Orlando, non è che la ridicola e disperata simulazione di una simulazione. Ma lo stucchevole viola pastello di cui si ammanta l’edificio sorvegliato da Bobby (Willem Defoe) non può lontanamente sperare di ridurre la distanza tra la degradante periferia di Orlando e quell’isola felice che è Disneyland, poco lontano dal motel eppure a…
"Jeune Femme" opera prima di Léonor Serraille al Rendez-Vous Festival
«È solo che prima ero tutto per lui e ora non sono più niente»: sintetizza così il suo malessere Paula, 31 anni e una storia d’amore fallita alle spalle. Non si rassegna all’idea di essere stata gettata tra i panni sporchi, per questo telefona, citofona, bussa alla porta dell’uomo che di punto in bianco ha deciso di non volerla più con sé. La storia di Paula inizia proprio dinanzi all’uscio di casa di lui, è inquadrata di spalle (così come molte altre volte nel corso del film), urla che le venga aperta la porta e la colpisce con la testa,…

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