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Shorts 2020: Giulio Pranno, il Vincent di tutto il mio folle amore, vince il premio prospettiva al Festival Triestino

ShorTS International Film Festival, il festival cinematografico triestino che sbarcherà online dal 4 al 12 luglio, ha annunciato che il prestigioso Premio Prospettiva 2020 verrà assegnato al giovane Giulio Pranno, protagonista di Tutto il mio folle amore di Gabriele Salvatores al fianco di Claudio Santamaria, Valeria Golino e Diego Abatantuono. Il film, tratto dal libro Se ti abbraccio non ho paura di Fulvio Ervas e girato in parte a Trieste, è un road movie potente ma delicato che affronta il tema della disabilità e della diversità attraverso la storia vera di un padre e di un figlio catapultati in un viaggio che li porterà, avvicinandosi l’uno all’altro, a scoprire qualcosa di se stessi. 


Alla sua prima prova sul grande schermo, Giulio Pranno è Vincent, un ragazzo di 16 anni affetto da autismo, cresciuto insieme alla madre Elena (Valeria Golino) e al suo compagno Mario (Diego Abatantuono); il padre biologico, lo scapestrato Will (Claudio Santamaria), lo ha abbandonato da piccolo per inseguire la carriera di cantante. Una sera qualunque Will trova il coraggio di andare a conoscere suo figlio: ignora che quel piccolo gesto di responsabilità sarà il primo passo di una grande avventura, che li porterà a condividere un emozionante viaggio tra Slovenia e Croazia.

Nato a Roma nel 1998, Pranno fin da bambino mostra interesse per il mondo del cinema, e realizza il suo sogno di prendere parte a un lungometraggio quando dopo una lunga selezione viene scelto da Gabriele Salvatores per il ruolo di Vincent. Un esordio sorprendente che lo ha messo in luce in quanto giovane promessa del cinema italiano, come dimostra il conferimento del Premio Prospettiva, che nelle edizioni passate ha interessato nomi quali Alba Rohrwacher, Luca Marinelli e Michele Riondino. «È sempre molto emozionante quando ad un ragazzo giovane con il sogno di fare questo mestiere viene riconosciuto il talento» - ha dichiarato Salvatores - «Sono orgoglioso di essere stato il regista che fin dal primo momento ha compreso le sue grandi potenzialità e il fatto che sia proprio un festival di Trieste a premiarlo è ancor più gratificante».

Maria Giulia Petrini  18/06/2020

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