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Cinema

Joaquin_Ekaterina
Joe (Joaquin Phoenix) è un ex marine, un ex agente FBI, un servitore degli Stati Uniti che ha visto troppe scene del crimine. Solitario e tormentato l’uomo sceglie di vivere nell’ombra, al riparo dai fantasmi di un passato troppo denso per poter essere superato, si guadagna da vivere salvando dietro compenso giovani ragazze inghiottite dal vortice della prostituzione. L’uomo non ha amici, non ha amanti, non ha relazioni sociali che oltrepassino le quattro mura domestiche condivise con l’anziana e inetta madre di cui si prende amorevolmente cura. Un giorno Joe riceve la chiamata di un senatore newyorkese disposto a tutto…
Il Prigioniero Coreano: Kim Ki-duk riscrive l'Odissea tra regime e consumismo
Contese, menzogne, pregiudizio, la forma dell'essere, il venir meno della verità, quando la verità non è contemplata neanche in minima parte. Un'Odissea, il viaggio e la scoperta vivida nelle ossa di chi non ha mai oltrepassato il confine. Kim Ki-duk racconta ne Il Prigioniero Coreano (Geumul) la profonda crepa che separa la penisola Coreana, e lo fa tramite gli occhi e le mani di un uomo, Nam Chul-Woo (Ryoo Seung-bum), semplice pescatore catapultato da Nord a Sud a causa di un'avaria al motore del suo peschereccio. Varcato erroneamente il confine posto con dei semplici galleggianti, prende piede un racconto lineare,…
Danza e terza età si incontrano in "Une jeune fille de 90 ans"
Correva l’anno 2000 quando Pina Bausch sorprese pubblico e ballerini con una nuova e inaspettata versione over 65 della sua celebre coreografia “Kontakthof”, letteralmente “luogo d’incontro”. I passi erano rimasti esattamente quelli messi in scena dal suo gruppo storico, il Tanztheater Wuppertal. L’atmosfera però era completamente diversa. La ricerca del contatto uomo-donna, l’eterna rincorsa verso l’altro si tingeva, nelle mosse di questi danzatori ormai avanti con gli anni, di un sapore nostalgico e malinconico - senza mai, però, rinunciare a una velata ironia. D’altronde, si sa, che da anziani torniamo tutti un po’ bambini. Oggi come allora, un malinconico spirito…
"Loro 1" di Paolo Sorrentino: il baccanale del potere a un passo dalla fine
Costa Smeralda: nelle stanze della villa del Cavaliere, tempio sacro di feste notturne e fughe dalla realtà, una pecora, ansimante sul lussuoso pavimento, resta uccisa dal fortissimo impianto d’aria condizionata, mentre echeggia, dalla televisione, uno show con Mike Bongiorno. Lo spirito di "Loro 1" di Paolo Sorrentino potrebbe benissimo esser custodito esclusivamente da questi fotogrammi: è il ritratto dell’Italia ai tempi del berlusconismo, la fastidiosa fotografia di una società condotta sull’orlo del baratro dall’ambizione e dalla sete di denaro, incarnati, più di chiunque altro, da Lui: Silvio. Il sacerdote, il re, l’imperatore di un mondo destinato a estinguersi, ma che cambierà…
Inconsapevolezza, realtà, finzione. Puoi smettere di credere a ciò che vedi su un palco?
“Ci scusiamo per l’interruzione, noi siamo il coro e saremo la vostra guida per questa sera”. E’ con queste parole che uno sconosciuto vestito di nero una volta salito sul palco interrompe la rappresentazione di una delle più famose opere di Eschilo, l’Orestea. E’ questo il punto di inizio della narrazione, un po’ surreale ma senza dubbio suggestiva, di "The Interruption" di Yorgos Zois. Il primo lungometraggio del regista greco è stato presentato durante il festival di Venezia nel 2015 ma solo tra pochi giorni debutterà per la prima volta in tutte le sale d’Italia. Realtà o rappresentazione? Su questo…
Akira, trent'anni dopo
L’anno è il 2019. Sulle ceneri della vecchia Tokyo, distrutta agli albori della Terza Guerra Mondiale, sorge Neo Tokyo. Gonfia di corruzione, decadente, animata da continui scontri fra la polizia e i manifestanti anti-governativi, Neo Tokyo è attraversata da bande di giovani motociclisti, che si fanno la guerra per strada, a costo di rimetterci la vita. Fra loro c’è il giovane Kaneda, giubbotto rosso come la moto velocissima che guida tutte le notti, e Tetsuo, suo amico d’infanzia. Tetsuo è stanco di essere sempre difeso da Kaneda e vorrebbe dimostrare ai compagni di gang il suo valore. Non sa che…
Da Copenhagen all'eternità:  Distant sky, il film-concerto di Nick Cave & The Bad Seed al cinema il 12 Aprile
Non è ormai strano selezionare il giorno specifico, scegliere una sala speciale, starsene in poltrona e assaporarsi un bel concerto di una delle nostre band preferite direttamente al cinema, con possibilità di cocacola, m'n'ms e popcorn. In questo caso era il 12 Aprile, in cinema selezionati, il giorno in cui poter vedersi Distant Sky- Live In Copenhagen, il film concerto di Nick Cave & The Bad Seeds, registrato alla Copenhagen Royal Arena nell'Ottobre 2017 e diretto da David Barnard. Se sia sensato oppure no ricorrere alla mercificazione cinematografica anche dell'esperienza concerto non è importante, probabilmente, e sicuramente non lo è…

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