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Cinema

“Cold War”: alla ricerca del tempo perduto o della felicità
Se per Proust è “Alla ricerca del tempo perduto”, per Pawlikowski è “Cold War”. Palma d’oro e tre nominations agli Oscar 2019 (Miglior regista; Miglior film in lingua straniera; Miglior fotografia), il film è metafora della memoria, della rievocazione nostalgica del passato. Fatto di Ricordi, melanconici e muti. Lugubri e durevoli, uno strascico di morte: così come li intende Vincenzo Cardarelli in una delle sue poesie più vere. Ed è proprio su questi temi, da sempre cari alla letteratura, alla filosofia e al genere umano tutto, che si snoda la storia di Zula e Wiktor (Joanna Kulig e Tomasz Kot),…
Viggo Mortensen e Mahershala Ali in una scena del film.
È il 1962 nell’America di Kennedy. L’approvazione del Civil Rights Act è ancora lontana e nel Paese vige la forte segregazione razziale delle leggi Jim Crow. Anche solo per potersi spostare in sicurezza all’interno della propria nazione, gli afroamericani sono costretti a usare una guida specifica, il Green Book, appunto, un itinerario prefissato e rigoroso, che implicitamente sottolinea una enorme restrizione fisica e ideale della loro libertà. In questo contesto avviene l’incontro fra il pianista Donald Shirley e il suo autista Tony Vallelonga, una storia vera che il regista Peter Farrelly decide di raccontare attraverso la formula on the road,…
"Il primo re", la promessa mantenuta di una storia antica che parla all’uomo di oggi
Non delude le aspettative "Il primo re", film di Matteo Rovere con Alessandro Borghi, star di Suburra, e Alessio Lapice, dal 31 gennaio nelle sale. Il film propone un racconto emotivo ed epico del mito di Romolo e Remo, concentrandosi soprattutto su quest’ultimo, dimenticato dalla storia, e tralasciando la componente fantastica per un racconto crudo e sanguinario di un periodo poco conosciuto della storia di Roma. Non la nascita dell’impero, dunque, come ci aveva ingenuamente anticipato la pubblicità, ma il racconto del rapporto tra due fratelli, uniti dallo stesso sangue, che il sangue separa, gettando il seme per la nascita…
"Remi": un classico che ha ancora qualcosa da dire
Poiché la Francia può contare su una vera industria cinematografica che il nostro Paese per il momento si sforza solo di immaginare, anche il genere del film per ragazzi ha un’importanza oggi del tutto sconosciuta al cinema italiano, malgrado alcuni recenti quanto modesti tentativi di intercettare il pubblico giovanissimo. Eppure avremmo una tradizione alla quale ispirarci: su tutti Luigi Comencini (“Le avventure di Pinocchio”, “Cuore”), e poi Folco Quilici (“Ti-Koyo e il suo pescecane”), Sergio Sollima (“Il corsaro nero”), Lucio Fulci (“Zanna Bianca”), Enzo D'Alò. In questo senso, c’è solo da imparare dal sistema francese. Perché, dati alla mano, i…
L'Esorcismo di Hannah Grace, al cinema dal 31 gennaio
I film che hanno la parola “esorcismo” nel titolo invadono le sale cinematografiche dal 1973, l'anno in cui "L'Esorcista"  si erse a capostipite di un sottogenere tra i più prolifici e profittevoli, spianando la strada agli epigoni come L'Esorcismo di Hannah Grace (The Possession of Hannah Grace).Spesso il successo di questi prodotti consiste nel reinterpretare con poca inventiva la ricetta di William Friedkin e Peter Blatty (rispettivamente regista e sceneggiatore de L'Esorcista), riscaldando male una minestra – ne approfondiremo in seguito i motivi – che ha fatto la storia del cinema. Perché? La risposta è banale, ed il caso di…
poster dragon trainer
Arriva in sala l’ultimo capitolo del franchise animato targato Dreamworks: "Dragon Trainer - Il mondo nascosto". Il regista e creatore della trilogia Dean DeBlois, noto anche per la saga Disney di grande successo Lilo & Stitch (non a caso il drago Sdentato assomiglia molto all’alieno), conclude la serie di Dragon Trainer con un film sbalorditivo dal punto di vista visivo, tecnicamente seducente ed immersivo ma che, come spesso accade nel cinema d’animazione in odore di blockbuster, presenta lacune narrative che sfociano in facili cliché ammiccanti ad un pubblico poco esigente. Dragon Trainer è un film di genere e, come tale, dovrebbe rispettare…
Willem Dafoe nel ruolo del pittore olandese Vincent Van Gogh
Il nuovo film di Julian Schnabel non è una biografia su Van Gogh, bensì la ricostruzione dei suoi ultimi quattro anni di vita tra Arles e Parigi, che avviene tramite un processo di “accumulazione” di stralci di eventi realmente accaduti e tasselli reinventati, ripercorsi, alfine di raccontare l’uomo dietro al segno, e l’artista prima dell’opera. Non solo i quadri come riferimento ma anche le famose lettere, scambiate tra Vincent e suo fratello Theo, unico punto di riferimento.   L’interesse del regista, anche lui pittore e artista figurativo, non si concentra troppo sugli aspetti storico-critici ma prova ad evocare un risultato tridimensionale…

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