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Cinema

Dolor y Gloria: la riscoperta di sé secondo Almodóvar
Presentato al 72° Festival del Cinema di Cannes, Dolor y Gloria è stato accolto come il film di consacrazione di Pedro Almodóvar e, per alcuni, l’opera testamentaria del regista spagnolo, destinata a rimanere la più grande. È un dramma potente, profondo ed esistenziale, benché alleggerito da un umorismo sempre puntuale e a tratti spiazzante. I cenni autobiografici sono evidenti. Salvador Mallo (Antonio Banderas) è Almodóvar, non solo per i capelli grigi e spettinati o per gli attenti riferimenti a tutti i suoi piccoli e grandi problemi di salute. Ad essere autentica è la sensazione messa in scena, le emozioni agrodolci…
Tommaso Buscetta: l'antieroe della mafia. In concorso al festival di Cannes "Il traditore" di Marco Bellocchio
“Sono stato e resto un uomo d’onore. Nono sono un pentito: non ho tradito Cosa nostra, e Cosa nostra che ha tradito sé stessa”. Quante volte abbiamo sentito queste dichiarazioni di Buscetta, e quante volte il nome Buscetta è stato legato al tradimento fino a diventarne la sua antonomasia, specie in Sicilia e a Palermo. Se per i mafiosi e affini non ci sono dubbi sulla sua infamia, diversamente è più difficile argomentare il motivo per cui Don Masino non è un eroe. Da questo interrogativo Marco Bellocchio traccia la sua indagine affascinato dal carisma e dalle azioni di un…
Aladdin: l'Oriente magico e pop di Guy Ritchie
Chissà se tra i Mille e uno racconti nelle altrettante celebri notti in cui la bella Shahrazād riuscì ad intrattenere il re Shahriyār, facendolo così desistere dalla litania di uccisioni di donne, che ogni sera sposava e l’indomani faceva uccidere, il racconto di Aladino e la lampada lo colpì. Di certo convinse il team di Walt Disney che nel corso del suo periodo migliore, gli anni ’90, decise di avviare da quella storia la produzione di uno dei cartoni animati più amati della storia Disney.Quasi 30 anni dopo, quei cartoni rappresentano ancora la dorata rendita della casa di produzione americana…
Dal 16 Maggio nei Cinema Mò Vi Mento - Lira di Achille: il paradosso della politica italiana
Uno dei più grandi paradossi logici è quello del mentitore: cosa credere se un uomo. definito e autodefinitosi come un bugiardo, afferma di star mentendo? Un paradosso che, da sempre e oggi più che mai, riguarda la politica e le promesse elettorali dei suoi politicanti. “Mó vi mento” è il nome del partito politico fondato da Achille Alfresco, un’idea geniale partorita dalla mente di uno stolto: se tutti i politici mentono affermando di essere sinceri, io vi dico invece la verità affermando che mentirò sempre. Sullo sfondo, un intrigo comico e multietnico di storie d’amore e di interessi economici che…
Pet Sematary: un riadattamento senza spessore del romanzo di Stephen King
Arrivederci o addio cantava Claudio Baglioni nel 1998, mettendo in musica l’oscillante incertezza tra la speranza di un commiato reversibile e lo struggimento di un ultimo definitivo saluto. Cosa c’entra Baglioni con un racconto di Stephen King che parla di un cimitero che riporta in vita i morti? Probabilmente niente, ma quella condizione di insicurezza tra la cosa giusta da fare - lasciare definitivamente andare ciò che se ne è andato - e quello che si desidera di più - farlo ritornare, per quanto rischioso sia - è la stessa del personaggio di Louis Creed in Pet Sematary, romanzo del…
Roberto Minervini racconta per immagini il mondo in fiamme dell'America di oggi
Antichi canti e vaporosi abiti bianchi di piume e perline. Roberto Minervini apre il suo ultimo lungometraggio immergendo lo spettatore nella semi-sconosciuta cultura dei Mardi Gras Indians, la comunità afroamericana che affonda le proprie radici nell’incontro fra gli schiavi e i nativi, fra i bayou della Lousiana. Per raccontare un mondo e una comunità realmente in fiamme, sull’orlo di una crisi istituzionale e sociale a causa del nuovo suprematismo bianco, Minervini decide di non raccontare né Ferguson né Charlottesville, né i “hood” delle grandi metropoli. Entra nel cuore di una cultura nera ancestrale, nello storico quartiere Tremé di New Orleans.…
Tutta colpa di un cane (anzi due): John Wick Parabellum dal 16 maggio al cinema
Siamo al terzo capitolo della saga di John Wick, come sempre diretta da Chad Stahelski: la taglia sulla testa dell’uomo più ricercato d’America non fa che aumentare con la progressione della storia, prima due milioni, poi sette, ora quattordici. Ma i nemici che John Wick (Keanu Reeves) affronta sono sempre gli stessi, sicari assoldati dalla Gran Tavola delle mafie mondiali. Orientali, italiani, russi, poco conta, tutti vogliono la sua morte e a New York, sotto la pioggia battente, e sembra che tutti parlino una nuova lingua, usino i simboli di una nuova cultura, fatta di pegni, monete d’oro, lasciapassare crociati.…

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