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Musica

Roma: alla Sala Casella, Bruno Mereu e Ludovica Vincenti per Beethovenklavier
Il terzo appuntamento con le Sonate per pianoforte di Beethoven organizzate dalla Filarmonica Romana si è svolto domenica 19 novembre alla Sala Casella ed è stato affidato a due giovanissimi talenti, i più piccoli di questo secondo ciclo del Beethovenklavier, entrambi studenti di due delle più prestigiose scuole di perfezionamento musicale in Italia. Protagonisti Bruno Mereu e Ludovica Vincenti, provenienti rispettivamente dall’Accademia di Musica di Pinerolo e l’Accademia “Incontri col Maestro” di Imola che eseguiranno quattro sonate tratte dall’op. 10 (le nn. 2 e 3) e dall’op. 14 (nn. 1 e 2) pubblicate nel 1798 e ’99, spartiti che si…
Lee Konitz: memoria, espressività, improvvisazione e futuro al Bologna Jazz Festival
Si dice che i grandi corridori si misurano alla distanza, la resistenza, su quanti chilometri riescono a macinare per non perdere terreno, guardando sempre avanti. Un po’ come loro sono quelle leggende della musica, che abbiamo seguito, e seguiamo tuttora, con il fiato sospeso, in ogni passo che compiono, attenti alle diverse tappe di un percorso in divenire, dove conta saper improvvisare trovando la nota successiva, quella che non ti aspetti. Un po’ come quando ti ritrovi spaesato e incredulo scorgendo tra i cartelloni dei festival sparsi sulla penisola italiana – è il caso di dire, all’improvviso –, appunto quelle…
Complice la musica: la Quarantunesima del Tenco
Nel pubblico dominio la parola “complice”, per estensione giuridica o per biasimo, ha assunto un'accezione negativa che, alla radice, probabilmente non le compete. Deriva da cum+plico, dal greco pleiko, che sta per “legare assieme”, “intrecciare”: cumplicare. Se venisse usata (e fruita) lontano dalle convenzioni sociologiche, forse se ne apprezzerebbe la natura più romantica. La musica, ad esempio, è complice non perché genera fazioni o complotti (termine, questo, di etimo incerto); la musica è complice perché unisce, lega assieme. Non è un caso, si suppone, che l'espressione che dà il titolo a questo scritto si legga aprendo il sito premiotenco.it: “Complice…
"Non è mica da questi particolari che si giudica un Cantautore", il 21 novembre al via la II edizione
Con uno show-case al Teatro Porta Portese, il 21 novembre alle 21.00 prenderà il via la seconda edizione di "Non è mica da questi particolari che si giudica un Cantautore", premio musicale nato nel 2016 con l'intento di riavvicinare musica e poesia e riportare la parola al centro della canzone. Nel teatro che ha visto nascere il progetto, ideato dal cantautore Carlo Valente e dall'interprete Eleonora Tosto sulla scia di un celebre verso di Francesco De Gregori, i finalisti della I edizione faranno ascoltare al pubblico i brani con cui hanno gareggiato, e racconteranno come hanno convissuto con la consapevolezza…
Cronaca di una generazione: “Niente di strano”, c’era Giorgio Poi al Monk
Quando si definisce una canzone “generazionale”, ci si muove sempre in un campo minato, un limbo, tra un’albachiara e una canzone del sole, in cui i brani sono intrappolati, costretti per decenni al rituale estivo per eccellenza: il falò in spiaggia. Forse peggio dei tormentoni, la cui vita, come farfalle non troppo belle, è racchiusa nello spazio e nel tempo (anche meteorologico) di una stagione, la canzone generazionale si fa inno e si cristallizza nei secoli dei secoli.Viene da pensare questo, da qualche mese, anche a proposito di un giovane cantautore che ha esordito lo scorso febbraio con il suo…
Oltre la decadenza: “Infedele” di Colapesce è declinazione al futuro deteriore
Con “Infedele”, pubblicato lo scorso 27 ottobre, Colapesce porta a compimento il suo “meraviglioso declino” iniziato qualche anno fa. E lo fa nel migliore dei modi, con un collage di brani che sono puro distillato di kitsch. Come tutte le cose kitsch, anche “Infedele”, anticipato dai due singoli “Ti attraverso” e “Totale”, si ritrova incastonato in quella sua sbilenca perfezione, in cui tutte le componenti sono sorprendentemente in simbiosi.Un album pieno di ghirigori melodici e chincaglierie verbali, che si apre con il ritmo concitato di “Pantalica”, brano affine a quella crudezza isolana già raccontata da Iosonouncane (tra l’altro, co-produttore di questo album…
LaStanzadiGreta e la viva immaginazione nel mondo sonoro di “Creature Selvagge”
Nell’opera “Il giardino dei ciliegi” di Cechov, la protagonista, Ljuba, era attaccata a un ricordo di un passato lontano che, sotto i suoi occhi, si era disfatto, svanendo per sempre. Un capitolo dolce e tenero della vita si chiudeva definitivamente e, a sostenerla, quel pensiero tangibile di un “grande armadio-mamma” custode della felicità, dei giochi dell’infanzia, di quando si era piccini e spensierati mentre tutto il mondo, intorno, esplodeva. Potremmo pensare allo stesso armadio guardando a “Creature Selvagge” (Sciopero Records), primo album del collettivo torinese LaStanzadiGreta – Leonardo Laviano, Alan Brunetta, Umberto Poli, Jacopo Tomatis e Flavio Rubatto –, un…
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