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Carlot-ta in Murmure: tra i venti freddi del nord

Apr 25

Murmure è il suono prodotto dall'aria quando entra nei polmoni. Un respiro ghiacciato, un timore reverenziale e al tempo stesso un'intima delicatezza. Entrambi derivati da strumenti a fiato, l'organo in particolare, che ricorda solennità liturgiche. Un gioco di suoni senza tempo riporta alla mente qualcosa di arcaico e primordiale, una sehnsucht che balla tra i pavimenti del divenire e di ciò che è stato e non sarà mai più. Una dolcissima malinconia che ci accompagna per undici tracce cantate sulle note di un'animo gentile, Carlot-ta, cantautrice e pianista italiana giunta al suo terzo album. Fuori dal 13 aprile per Incipit Records/Egea Music, Murmure è un disco registrato tra Svezia, Danimarca e Italia, prodotto da Paul Evans che vanta produzioni internazionali (ad esempio Björk). Dieci tracce in inglese e un pezzo cantato in francese profumano di storie di vita personalissima, al tempo stesso universale, elementi della natura e amori segreti, non corrisposti, mare in tempesta, giardini nascosti, ghiacci e freddi venti del nord. Un luogo ed un tempo per ognuno degli undici brani, interpretati con passionalità e morbidezza, conservando integro e vivido il folclore scandinavo e muovendosi attorno ad un universo di citazioni letterarie e bibliche.
In Murmure nulla è lasciato al caso. "Virgin of the Noise" si ispira al nome di una chiesetta nel piemontese utilizzata per evocare un disperato bisogno di perdono; "Glaciers" propone una mano ghiacciata, un'apertura dinamica tra le fila dei nostri pensieri; "Sparrow", scelta come singolo, ritrova tonalità pop ma pur sempre in linea con il concept album.

In "To The Lighthouse" riecheggiano la drammaticità e l'eco malinconica e struggente che fa breccia sino alle viscere per poi risalire nuovamente sulle note di "La Valse du Conifére", ballata francese scritta sulle vette delle Alpi, valzer delicato, naif, senza dubbio un piccolo gioiello incastonato tra la ricercatezza e sensazioni impresse direttamente sulla pelle.
Nel lavoro di Carlot-ta ritroviamo sonorità e testi particolarmente evocativi, la danza macabra della mantide religiosa che lega indissolubilmente eros e thanatos, l'amore e la violenza, una tragicità appassionata ed istintiva, un'immagine romantica e struggente del trasporto nel mare magnum dell'essere umani, del terrore della vita e della morte, la riverenza e lo sconsacrato sentimento di spezzare le corde che ci legano gli uni con gli altri. Tra la bellezza dell'irrazionale e un linguaggio contemporaneo, diretto, Carlot-ta sperimenta suoni, colori e ombreggiature di una musicalità agli antipodi con se stessa, oscillando verso scale cromatiche cupe e, al tempo stesso pallide, oniriche, terrene.

Giorgia Groccia 30/04/2018

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