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Dal 28 maggio al 29 agosto a Palazzo Strozzi la mostra American Art 61-01: Da Warhol a Kara Walker

Dalla guerra nel Vietman sino alla fine del ventesimo secolo, la produzione artistica americana ha influenzato in maniera indelebile l’immaginario collettivo comune: le opere di geni come Andy Warhol, Bruce Nauman o Cindy Sherman sono state (e sono tutt’ora) esposte nei maggiori musei mondiali e hanno rappresentato i grandi cambiamenti che la società americana ha affrontato nel corso di oltre quarant’anni di storia, fornendo col senno di poi icone e simbologie che sono entrate nella cultura di massa a livello globale.

Dal 28 maggio al 29 agosto, le mura di Palazzo Strozzi a Firenze accolgono la mostra American Art 61-01: Da Warhol a Kara Walker, una retrospettiva attraverso le opere di oltre 80 artisti statunitensi, tra fotografie, installazioni e molto altro. Dal lunedì al venerdì, dalle 14 alle 21 (nel weekend le apertura sono anticipate alle 10), i visitatori avranno l’opportunità di osservare da vicino alcune delle opere più rappresentative e controverse che hanno caratterizzato la storia dell’arte contemporanea e i suoi più profondi cambiamenti e disagi: dalla critica al mondo pubblicitario di Barbara Kruger, passando per le installazione post-human di Matthew Barney, sino ai quadri di Kerry James Marshall contro la segregazione e l’oppressione razziale.

Grazie al Walker Art Center di Minneapolis, la mostra conterrà al suo interno opere mai esposte in Italia, e  citando le parole del direttore generale della Fondazione Palazzo Strozzi: “costituisce un importante segnale di ripartenza per Palazzo Strozzi, ma anche per la vita sociale ed economica del nostro territorio”.

Leonardo Castro  09/06/2021

Il rapporto tra arte, Bibbia e comunità ebraica: a Catanzaro una mostra dedicata a Marc Chagall

Un connubio che nasce sotto il segno della storia e della cultura: dal 23 maggio al 29 agosto 2021, nella straordinaria cornice del Complesso Monumentale del San Giovanni di Catanzaro, verrà ospitata una mostra dedicata al grande artista russo Marc Chagall (1887-1985), al suo rapporto con la religione ebraica e alla sua personalissima maniera di rileggere, in chiave pittorica, il Messaggio delle Sacre Scritture. Con un totale di 170 opere grafiche, "Chagall. La Bibbia" si prefigge di evidenziare quel "segreto" che l’autore ha voluto trasmettere, cercando di mettere in luce le motivazioni profonde delle sue scelte, il suo approccio al Testo, di illustrare come questo per lui sia soprattutto una vicenda di patriarchi e di profeti, di re e di regine, di spose e di pastori: una storia non tanto della Creazione quanto delle creature.
Ad arricchire il percorso espositivo, in chiusura è proposto un prezioso nucleo di lavori realizzati dall’artista contemporaneo Max Marra, una serie denominata "Il ghetto" densa di drammatici rimandi all’immane tragedia del popolo ebraico, alle persecuzioni razziali nazifasciste e alla Shoah. A seguire anche "Pirgos-ceramiche parlanti": un’installazione appositamente creata da Antonio Pujia Veneziano per la Giudecca di Bova: 7 vasi decorati con gli antichi e sacri simboli della Menorah, della Stella di David o dello Shofar, a omaggiare l’antica presenza della comunità ebraica nell’area grecanica-calabrese.
Un’occasione eccezionale per gettare uno sguardo sui rapporti che hanno unito nei secoli la Calabria al popolo di Abramo, lasciando tracce indelebili non solo nel patrimonio orale ma anche nelle fonti, nell’archeologia, nella conformazione urbanistica di molti centri della regione. Un passato che continua a intrecciarsi continuamente con il presente, nel profondo desiderio di ritessere i fili di una narrazione segnata da momenti di pacifica convivenza interreligiosa e altri di soprusi e violenze.

Luca Sottimano  21/05/2021

Recensito incontra l'Orchestra Giovanile di Roma, protagonista della fiction RAI La Compagnia del Cigno 2

Recensito incontra il M° Vincenzo di Benedetto, Direttore dell’Orchestra Giovanile di Roma, protagonista su RAI 1 per la fiction “La Compagnia del Cigno 2”.

Più di 40 strumentisti, dai quindici ai venticinque anni, compongono la formazione dell’ormai consolidata realtà orchestrale della Capitale, progetto di formazione per giovani musicisti, diretta dal Maestro Vincenzo di Benedetto.

Nel corso degli anni, dal 2009 ad oggi, l’OGR ha presentato al proprio pubblico un repertorio molto articolato: dalla musica sinfonica a quella di ispirazione folklorica, dalle opere del periodo barocco e classico nelle versioni originali alle colonne sonore dei grandi capolavori del cinema.OGR COMPAGNIA DEL CIGNO 3

L’ Orchestra ha tenuto oltre cento concerti in sale e Festival di grande prestigio: Teatro Strehler di Milano, Festival Internazionale delle Orchestre Giovanili Europee, che si è svolto tra Firenze, Arezzo e Montecatini  (2006), Fondazione Walton di Ischia (2008 e 2011), Sala Petrassi del Parco della Musica di Roma,  in un repertorio di musica leggera con Ami Stewart e Tullio De Piscopo (2011), Auditorium Conciliazione di Roma, John Cabot University per il “September Concert”,  Casa del Jazz per “I Concerti nel Parco” (2016 e 2017),  Auditorium Massimo, Aula Magna dell’Università La Sapienza e Roma Tre, Piazza del Campidoglio,  Teatro Ventidio Basso di Ascoli Piceno, Teatro Persiani di Recanati,  Duomo di Ascoli Piceno, Cattedrale di Sansepolcro in occasione delle celebrazioni per il Millenium, Reate Festival.

Nel 2012 ha eseguito, sotto la direzione di Lior Shambadal, l’opera “Così fan tutte” di Mozart nell’ambito del Todi Arte Festival e i Carmina Burana di Carl Orff sotto la direzione di Karl Martin all’Auditorium Conciliazione, con la partecipazione del Coro Interuniversitario Nazionale.Nel 2013 ha partecipato al prestigioso Festival di S. Leo con l’esecuzione del Requiem in Re minore di Mozart diretto da Michele Reali e il trittico “Un’ansia di pace” di Ada Gentile.

Negli ultimi anni, forte di un crescente successo nazionale, l’Orchestra è  stata invitata anche in importanti contesti esteri. Nel 2014, Insieme alle orchestre di Alicante, Granada e del Teatro Mariinsky di San Pietroburgo, ha partecipato con straordinario successo alla seconda edizione del Festival Internazionale delle Orchestre Giovanili di Alicante. Nel 2015, sotto la direzione di  Simone Lattes, ha tenuto otto concerti in Francia nell’ambito del Festival Internazionale di Charente Maritime.

Ha accompagnato Il Volo in due concerti del tour italiano al Palalottomatica di Roma e al Palamaggiò di Caserta.

Nel 2017 ha ottenuto un grandissimo successo al Festival “I Concerti nel Parco”, in un programma che vedeva abbinate due fiabe musicali, “Pierino e il lupo” di Prokofiev e “Le avventure di Pinocchio”, nell’ elaborazione drammaturgica di Riccardo Diana e le musiche di Fiorenzo Carpi, con la voce recitante di Edoardo Leo. Ha inaugurato il 2018 con la ripresa del Pinocchio alla Sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica (trasmesso integralmente da RAI 2 nel gennaio 2019) e al Teatro dell’Unione di Viterbo, sempre con Edoardo Leo voce recitante.

OGR COMPAGNIA DEL CIGNO 7Nel 2019 ha concluso, insieme al chitarrista Gianmarco Ciampa, la stagione della prestigiosa Istituzione Universitaria dei Concerti di Roma, con un programma che ha visto anche la prima esecuzione in Italia del Capriccio diabolico di Castelnuovo Tedesco. Nel dicembre dello stesso anno ha riscosso un grandissimo successo nel concerto ” Omaggio a Lucio Dalla”  nella Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica.  Nel febbraio 2020 è stata di nuovo invitata dalla IUC nell’ambito della stagione “Musica….pour parler”.

Hanno collaborato con l’Orchestra importanti artisti, tra i quali i compositori Ada Gentile, Andrea Morricone, Franco Piersanti, Vincenzo De Filippo, Simone Cardini, Luca Bellanova, i direttori Lior Shambadal, Karl Martin, Francisco Maestre, Anton Gakkel, Mattia Rondelli, Francesco Vizioli, Pietro Mianiti, Michele Reali, Simone Lattes, Diego Basso, la pianista Sun Hee You, i chitarristi Marco Del Greco e Gianmarco Ciampa, il clarinettista Luca Cipriano, gli attori Alessandro Quasimodo ed Edoardo Leo e, nell’ambito della musica leggera, Ami Stewart, Tullio De Piscopo,Il Volo, Gianmarco Dottori, Pier Davide Carone, Margherita Vicario.

  • Proprio quest’anno cade il ventesimo anniversario dalla fondazione dell’Orchestra: cosa c’è all’orizzonte per i giovani componenti della formazione di musicisti diretti dal M° Vincenzo Di Benedetto?

Anche nei momenti più difficili della pandemia, pur essendo costretti a interrompere le attività, i Maestri preparatori delle sezioni, io e tutto lo staff abbiamo continuato a elaborare progetti, individuare possibili repertori, in sostanza creare le basi per una futura ripresa. Grazie a questo atteggiamento, l’estate scorsa, nel pieno rispetto dei protocolli sanitari vigenti in quel momento, abbiamo potuto portare a termine le registrazioni audio/video della fiction La Compagnia del Cigno 2, in onda su RAI 1 in queste settimane. Lo stesso abbiamo fatto nei mesi successivi e ora che la situazione sembra in via di miglioramento stiamo programmando la ripresa delle attività per preparare importanti impegni concertistici nella stagione 2021-22, tra cui un concerto celebrativo dei venti anni di attività.

  • Cosa ha rappresentato il lavoro per la fiction RAI “La Compagnia del Cigno 2”? Quanto c’è di invisibile dietro le scene e le luci di una produzione per la televisione?

Sicuramente un’esperienza nuova, molto bella, divertente ma anche faticosa. Il lavoro è stato diviso in due parti: prima abbiamo registrato in studio le musiche di Verdi, Puccini, Mascagni che si ascoltano in alcune delle scene del film, mentre altre (Mozart e Beethoven) sono state registrate in presa diretta durante la successiva fase delle riprese video dedicate all’orchestra, durate dieci giorni. Questa seconda fase è stata un’esperienza che i musicisti raramente hanno occasione di fare. La lavorazione di un film prevede tempi e modalità completamente diversi a cui le orchestre sono abituate: lunghe attese, molte ripetizioni della stessa scena e nelle registrazioni in presa diretta anche la particolarità per l’orchestra di essere diretta da attori. Occorre molta pazienza e disponibilità, ma i ragazzi sono stati davvero straordinari, come veri professionisti.

  • Musica e studio, musica e sacrificio, musica e rapporti umani: come si concilia tutto questo con un gruppo di giovani appassionati?

La cosa che più mi ha emozionato in questi venti anni e continua a emozionarmi è la dedizione, la passione, lo spirito di sacrificio che porta questi ragazzi e ragazze, molti dei quali vengono a Roma ogni sabato da città molto lontane, a dedicare tantissimo tempo ed energie allo studio della musica classica, in un Paese che incredibilmente, nella scuola e nei media, dedica così poca attenzione a una disciplina di altissimo valore formativo. L’orchestra, se ben condotta e formata da musicisti preparati, seri e appassionati, è l’archetipo di una società ideale. Suonare in orchestra significa soprattutto sviluppare le capacità di reciproco ascolto tra strumentisti e tra strumentisti e direttore e i giovani sono spesso molto più aperti ed entusiasti nell’assumere un atteggiamento di questo tipo. Al tempo stesso il direttore non è, o non dovrebbe essere, una sorta di dittatore ma colui che opera la sintesi finale, in base alle sue conoscenze e alla sua personalità, valorizzando al tempo stesso le capacità e la sensibilità di ogni strumentista.

  • L’Orchestra Giovanile di Roma appare come un’impresa musicale a carattere professionale e amicale. Qual è il tratto distintivo del vostro lavoro? Come si insegna la musica a delle menti giovanissime?OGR COMPAGNIA DEL CIGNO 6

Il nostro progetto è gestito da un’associazione no profit, è totalmente autofinanziato e non gode di contributi pubblici o privati. Lo studio delle partiture si articola in modo rigoroso, attraverso prove a micro sezioni, sezioni e a pieno organico, grazie anche al prezioso contributo di Maestri preparatori di grande levatura. Al tempo stesso c’è sempre stata  grande apertura verso Maestri esterni e altre associazioni, come dimostra la pluriennale collaborazione con l’Associazione Arte 2o. Abbiamo sempre cercato di abbinare il rigore nello studio al piacere e al divertimento nel suonare insieme, ma il punto di forza più importante è stato e continua a essere la volontà di mantenere in ogni momento, come in una famiglia sana, un clima di accoglienza, reciproca fiducia, rispetto e solidarietà. I ragazzi hanno studiato, suonato, viaggiato, in orchestra sono nate amicizie durature e amori, nel segno di una comune passione per la musica. Mi capita di incontrare dopo tanto tempo ragazzi e ragazze che hanno suonato con noi e ritrovare lo stesso affetto, è una cosa che mi emoziona moltissimo.

  • Come si accede all’Orchestra Giovanile di Roma?

 Ogni anno, in autunno, si svolgono le audizioni per l’inserimento in orchestra, quest’anno sono previste il 18 settembre. Il repertorio che affrontiamo è molto complesso e necessita di una preparazione tecnica e musicale adeguata. Negli anni abbiamo però attivato un laboratorio di propedeutica orchestrale riservato a bambini e ragazzi più piccoli, non ancora in grado di affrontare il repertorio sinfonico originale. Attraverso un repertorio pensato e preparato ad hoc, hanno la possibilità di praticare la musica d’insieme e in molti casi questo ha rappresentato un momento di formazione importante per entrare successivamente nell’orchestra dei “grandi”. Diverse volte abbiamo unito i due ensemble in pubbliche esecuzioni e anche in questo caso è stato bellissimo vedere come i ragazzi più grandi hanno accolto e aiutato i piccoli a inserirsi e superare la tensione dell’esecuzione.

Redazione 12/05/2021

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