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Un tocco di arte sostenibile made in Italy: Diversity of Bureaucracy

Vi siete mai chiesti come poter coniugare la street-art a soluzioni eco-friendly?
Ci ha pensato l’imprenditoria italiana con la no profit Yourban2030, guidata da Veronica De Angelis che, approda in Olanda, con il primo murales mangia-smog dei Paesi Scandinavi, Diversity of Bureaucracy. L’iniziativa, riflettendo sul concetto della disuguaglianza, si prefigura come un esempio di scambio internazionale di eccellenze. Il Made in Italy, in versione green, viaggia dall’Italia verso l’Europa con il sostegno di Prince Bernard Culture Fund e dell'Amsterdam Fund for the Arts.
L’arte si mette a servizio della Terra, si pone nell’ascolto di un bisogno, quello di salvaguardare ciò che ci appartiene. È questo lo spirito di Yourban2030, fondata nel 2018 da un team composto, oltre che dalla presidente De Angelis, anche da Maura Crudeli, Emanuela Conti, Daniele Bernardi e Giuseppe Molinari, esperto nelle politiche di sostenibilità. La no profit si ispira ai 17 obiettivi dell'Agenda 2030, con cui crea una rete di intrecci tra arte e innovazioni tecnologiche con un occhio di riguardo alla problematica ambientale.
L’opera Diversity of Bureaucracy comparirà su Leidseplein nel cuore della capitale olandese e sarà affidata al talento creativo di Judith de Leeuw, nota come JDL. L’artista ha iniziato a dipingere già da lunedì 15 marzo, sul muro di un edificio dell'associazione per l'edilizia abitativa De Alliantie. Questa volta, dopo essersi impegnata nel murales mangia-smog LGBT+ di Roma, Outside In, JDL farà uso della pittura italiana “Airlite Sunlight”: una nuova tecnologia in grado di purificare l’aria e neutralizzare ogni giorno le emissioni di 20 auto a benzina.
Spiega, infatti, Maura Crudeli, Project Manager di Yourban2030 :“Quando la luce del sole si riflette sulla pittura, si verifica una reazione chimica che è simile a quella della fotosintesi clorofilliana. 100 metri quadrati dipinti equivalgono a 100 metri quadrati di foresta con alberi ad alto fusto e la sua efficacia è garantita per almeno 10 anni”.

Una fonte di orgoglio italiano tutto sostenibile e, di certo, un ottimo esempio per le generazioni future.

Gabriella Birardi Mazzone  18/03/2021

Women in Comics: 22 artiste americane in mostra per la prima volta in Italia

Arriva a Roma direttamente da New York, in esclusiva europea, la collettiva curata da Kim Munson e dalla fumettista Trina Robbins, che si terrà a Palazzo Merulana dal 1° giugno al 13 luglio 2021; la mostra è promossa dall’Ambasciata degli Stati Uniti in Italia e co-prodotta da ARF! Festival e Comicon.

Women in Comics vedrà esposte le opere di 22 artiste statunitensi che “hanno fatto la Storia del fumetto nordamericano”. L’esposizione sarà preceduta da quattro incontri streaming, fra marzo e giugno, su tematiche di grande rilevanza socioculturale e attualità legate ai movimenti femministi, al corpo femminile e la sua rappresentazione nel disegno, all’antirazzismo, al transfemminismo e all’intersezionalità, alla violenza e al rapporto tra generi e identità nel fumetto.

Allestita una sola volta nel 2020 alla Galleria della prestigiosa Society of Illustrators di New York, arriva nella Capitale la mostra collettiva che propone una storia di autodeterminazione dei comics nordamericani. Con le 90 opere originali il visitatore avrà modo di seguire un percorso nel tempo: dal fumetto vintage degli anni ’50 al graphic novel, esplorando temi come amore, sessualità, creatività, discriminazione, indipendenza, passando poi agli psichedelici anni ’70 e al fumetto underground, fino alla scena contemporanea con gli ormai mainstream prodotti Marvel e DC Comics.

Saranno esposte le opere della leggendaria Trina Robbins, colei che nel 1986 fu la prima fumettista della storia a disegnare Wonder Woman per una major come la DC Comics. Accanto a lei saranno presenti opere originali di Afua Richardson, Alitha Martinez, Emil Ferris e di tante altre.

Completerà il programma She Makes Comics della regista Marisa Stotter (Respect Films, 2014), un film/documentario che verrà proiettato per la prima volta in Italia nella sala espositiva di Palazzo Merulana.

Noemi Spasari  16/03/2021

Arriva a Bologna “Sfregi”, la prima mostra antologica di Nicola Samori’

Il Palazzo Fava di Bologna dall’8 aprile fino al 25 luglio ospiterà Sfregi, la prima mostra antologica in Italia di Nicola Samorì. Il progetto è stato realizzato da Genus Bononiae e studiato dall’artista in esclusiva per le sale del Palazzo delle Esposizioni di Bologna. Attraverso 80 lavori che spaziano dalla scultura alla pittura, l’esibizione permetterà di leggere in modo esaustivo il percorso da lui intrapreso negli ultimi vent’anni, illuminando le opere più rappresentative della sua produzione.
Originario di Forlì, Samorì si è formato presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna. Già in quel contesto prende forma il suo stile e la sua poetica. L’artista copia minuziosamente le opere di grandi maestri, soprattutto del Cinquecento e Seicento, per poi trasformarle e trasfigurarle con violenti fori, graffi e squarci: una prassi che ha mantenuto e sviluppato nel corso degli anni sperimentando sempre nuove tecniche. 
Con l’esposizione a Palazzo Fava, Samorì si cimenta in un faccia a faccia con la storia dell’arte, innescando un costante gioco di rimandi, analogie e suggestioni tra le sue creazioni e il patrimonio del Museo. Così nel Salone verrà presentato Il Mito di Giasone e Medea, un corpus di lavori realizzati nell’ultimo decennio che sembrerà reagire alla pittura dei Carracci. La Sala delle Grottesche ospiterà un affresco monumentale, Malafonte, che grazie ad un gioco di perfette geometrie parrà essere stato concepito da sempre per quello spazio. Infine con una serie di composizioni incentrate sull’ustione del rame, l’artista tenterà uno stravolgimento cromatico della Sala degli allievi di Ludovico Carracci. Se gli imponenti dipinti del piano nobile sembrano dialogare con ciò che li circonda, le opere esposte nelle sale del secondo piano sono invece di piccole dimensioni e più intime, ma non meno preziose. Questo percorso permetterà ai visitatori di abbracciare la vasta e complessa produzione di Samorì.  Attraverso una continua ricerca ossessiva di nuove tecniche, l’artista si è differenziato dall’odierno panorama artistico per la sua originalità, balzando agli onori della critica internazionale. Il Presidente di Genus Bonaniae, Fabio Roversi-Monaco, spiega: “Penso che Samorì abbia tutto il carattere per reggere un dialogo tanto ambizioso e sono felice di accogliere a Palazzo Fava un giovane della nostra terra. Le sue opere ci fanno riflettere ed emozionare, riscoprendo il valore taumaturgico dell’arte, di cui mai come oggi abbiamo bisogno.”.

 Elisa Pizzato   16/03/2021

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