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A Palazzo Fava in mostra dal 21 marzo l’arte bolognese dell’Ottocento 

Oltre cento opere d’arte fra dipinti, acquarelli, sculture, disegni, incisioni e maioliche saranno ammirabili fino al 30 giugno al Palazzo delle Esposizioni nella mostra intitolata Da Felice Giani a Luigi Serra – L'Ottocento nelle collezioni della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna. L’esposizione a cura di Angelo Mazza, realizzata in collaborazione con Genus Bononiae e inserita nel progetto La pittura a Bologna nel lungo Ottocento | 1796 – 1915, ha l’obiettivo di far conoscere l’evoluzione dell’arte della città emiliana dall’epoca napoleonica alla Prima Guerra Mondiale attraverso lo sguardo di circa trenta artisti attivi in diversi settori delle arti figurative e applicate.

Fra queste ultime spicca la manifattura bolognese Minghetti con gli oltre trecento pezzi del servizio da tavola commissionato nel 1888 dal duca di Montpensier per palazzo Caprara, mentre fra i dipinti troviamo quelli degli artisti formatisi nell’Accademia Clementina o nel Collegio Venturoli: le opere di Gaetano Gandolfi, Felice Giani e Luigi Serra ma anche i ritratti di Pietro Fancelli e Pelagio Palagi. Queste tele rappresentano il passaggio tra il Neoclassicismo accademico settecentesco e le nuove tendenze dell’arte romantica, aperta alla rappresentazione di soggetti storici come quelli del Ritratto di Giuseppe Gaetano Mazzacorati  di Clemente Albèri o del dipinto Nicolò de’ Lapi prima del supplizio di Luigi Busi. Non mancano le opere primonovecentesche, realizzate da Felice Vezzani e Giovanni Masotti.

Dell’inventore del vedutismo urbano bolognese Antonio Basoli si potranno ammirare i paesaggi archeologici fantastici nei dipinti celebrativi delle conquiste di Roma e numerose rappresentazioni della sua città, protagonista anche delle vedute di Gaetano Filippo Tambroni, Ottavio Campedelli e Luigi Bertelli. Quest’ultimo, che opera a cavallo fra Ottocento e Novecento e appartiene quindi a un periodo successivo, è protagonista della rivoluzione naturalista nella pittura del paesaggio, mentre artisti come Zannoni, Ravegnani, Guardassoni e molti altri le cui opere sono esposte in mostra ritraggono la Bologna dei tempi di Carducci, modernizzata a seguito del piano regolatore.

Le sale della mostra ospitano poi i modelli in terracotta delle statue di Palazzo Hercolani in Strada Maggiore, realizzati da Giacomo de Maria, i bozzetti dei monumenti celebrativi di Enrico Barbèri  e quelli delle scenografie teatrali di Giuseppe Badiali, il quale collaborò anche alla messa in scena delle più famose opere liriche ottocentesche.

Per compiere questo viaggio nel tempo attraverso ogni tipo di espressione artistica della città di Bologna non resta che visitare Palazzo Fava.

Cecilia Cerasaro  20/03/2024

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