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Il classico decostruito: Siro Cugusi in mostra con "Chimere"

Il Museo Nivola di Orani, sempre propenso alla promozione di nuovi artisti attivi in Sardegna, ospiterà fino al 3 giugno 2024 la mostra Chimere, esposizione personale di Siro Cugusi. Curata da Luca Cheri e Camilla Mattola, la mostra è un viaggio nella produzione più recente dell’artista. Le pitture sono sia su tela che su carta e colpiscono per la tecnica raffinata e le molteplici suggestioni.
Il suo linguaggio artistico reinterpreta il concetto surrealista del “perturbante” e con queste opere si viene catapultati all’interno di scenari a metà tra inconscio, utopia e realtà.
Le pitture di Cugusi decostruiscono temi e generi della pittura classica. Il soggetto ricorrente del paesaggio naturale, per esempio, richiama formalmente i maestri del primo Rinascimento. Ma dal punto di vista simbolico, si avvicina di più al concetto di giardino come dimensione spirituale che ritroviamo ne Il giardino delle delizie, trittico quattrocentesco del pittore fiammingo Hieronymus Bosch.
La costruzione prospettica, che alterna tecnicismi pittorici rinascimentali a distorsioni tipiche della Metafisica e del Surrealismo, è centrale per unificare sulla tela una serie di elementi incongrui. Si intravedono parti anatomiche (che talvolta ricordano i corpi grotteschi di Francis Bacon), ingranaggi e pezzi di macchine, oggetti del quotidiano difficilmente identificabili e a volte quasi astratti.
Il grande formato conferisce alla pittura di Cugusi una qualità esperienziale: le tele creano un effetto immersivo. Tramite questi lavori, che propongono mondi paralleli, l’artista prova a costruire una personale dimensione estetica e poetica. Ma la ricerca è destinata inevitabilmente a scontrarsi con la realtà: per questo, non può che rivelarsi una chimera.
L’esposizione di Cugusi è accompagnata da un catalogo con i testi critici dei curatori. Inoltre, Chimere è stata preceduta dalla mostra della pittrice surrealista Bona de Mandiargues, connettendo spazialmente e dunque simbolicamente due diverse generazioni di artisti.

Ilaria Petroni, 24/04/2024

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