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Protezione della privacy e sicurezza dei dati nell'era digitale: un imperativo per la società moderna

L'avvento della tecnologia digitale ha rivoluzionato molti aspetti della nostra vita quotidiana, ma ha anche sollevato preoccupazioni significative riguardo alla protezione della privacy e alla sicurezza dei dati personali. In un mondo sempre più interconnesso e digitalizzato, è fondamentale esaminare da vicino le sfide e le opportunità legate alla protezione della privacy e alla sicurezza dei dati.
La privacy è un diritto fondamentale che deve essere protetto e preservato in un'era in cui i dati personali vengono raccolti, elaborati e utilizzati in modi sempre più invasivi. Le persone devono avere il controllo sui propri dati e essere in grado di decidere come vengono utilizzati e condivisi. Tuttavia, con la diffusione di tecnologie come l'intelligenza artificiale e l'Internet delle cose, la raccolta e l'elaborazione dei dati sono diventate sempre più pervasive, mettendo a rischio la privacy individuale.
Oltre alla protezione della privacy, la sicurezza dei dati è diventata un'area di crescente preoccupazione nell'era digitale. Con il proliferare delle minacce informatiche come hacker, malware e phishing, è essenziale adottare misure robuste per proteggere i dati personali e sensibili da accessi non autorizzati e violazioni della sicurezza. Le conseguenze di una violazione della sicurezza dei dati possono essere devastanti, con gravi conseguenze per la reputazione, la fiducia del cliente e la sicurezza finanziaria.
Proteggere la privacy e garantire la sicurezza dei dati presenta una serie di sfide uniche nell'era digitale. Una delle principali sfide è rappresentata dalla crescente quantità e complessità dei dati generati e condivisi online. Con la diffusione di dispositivi connessi e servizi digitali, i dati personali vengono raccolti e elaborati in quantità sempre maggiori, rendendo difficile per gli individui mantenere il controllo sui propri dati e comprendere appieno le implicazioni della loro condivisione.
Un'altra sfida è rappresentata dalla natura globale e interconnessa dell'ecosistema digitale. Con i dati che attraversano confini nazionali e giurisdizioni, la protezione della privacy e della sicurezza dei dati diventa una sfida transfrontaliera che richiede una cooperazione internazionale e una standardizzazione delle normative e delle pratiche.
Nonostante le sfide, la protezione della privacy e della sicurezza dei dati presenta anche opportunità significative per migliorare la fiducia del consumatore, promuovere l'innovazione e garantire un ambiente digitale sicuro e affidabile. Investire in tecnologie e pratiche di protezione dei dati può aiutare le aziende a differenziarsi sul mercato e a costruire relazioni di fiducia con i propri clienti.
La protezione della privacy e della sicurezza dei dati è diventata un tema di fondamentale importanza nell'era digitale. Affrontare con successo le sfide associate a questo tema richiederà un impegno collettivo da parte di governi, aziende e individui per sviluppare politiche e pratiche che garantiscano la protezione e il rispetto della privacy e della sicurezza dei dati. Solo in questo modo sarà possibile garantire un futuro digitale sicuro, affidabile e rispettoso della privacy per tutti.
In ambito normativo, numerosi paesi hanno introdotto leggi e regolamenti specifici per proteggere la privacy e la sicurezza dei dati personali. Tra i più noti c'è il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR) dell'Unione Europea, che stabilisce regole chiare e rigorose per la raccolta, l'elaborazione e la conservazione dei dati personali. Altri esempi includono la California Consumer Privacy Act (CCPA) negli Stati Uniti e la Legge sulla Protezione dei Dati Personali (LGPD) in Brasile. Queste normative forniscono un quadro giuridico fondamentale per garantire la protezione della privacy e dei dati personali in un contesto digitale sempre più complesso e interconnesso.

Davide Antonio Bellalba  02/11/2023

Per i gamer italiani i videogiochi online sono una piattaforma di socializzazione dove si creano rapporti d’amicizia

Samsung Electronics svela i risultati del proprio Gaming Relationship Report 2023, uno studio online che rivela l'impatto prodotto dal gaming sull'interazione sociale e sullo sviluppo personale, nonché l'evoluzione dell'utilizzo dei dispositivi di gioco.
L’analisi, condotta in cinque paesi europei, mette in luce il potere di trasformazione del gaming nel fare amicizia, aumentando la fiducia e le abilità sociali degli individui.
I risultati del sondaggio, che ha coinvolto oltre 7.500 gamer europei, mostrano che:
- il gaming online funge da luogo virtuale di incontro per i gamer italiani: quasi la metà di essi si relaziona con altri giocatori (49%);
- i più giovani socializzano maggiormente: il 73% degli intevistati nella fascia di età tra i 18 e i 24 anni interagisce con altri giocatori in rete;
- i gamer italiani (30%) sono coloro che stringono il maggior numero di amicizie tramite i videogiochi;
- il 56% dei giocatori italiani tra i 18 e 24 anni e il 42% tra i 25 e i 34 anni ha creato in rete attraverso il gaming delle amicizie che vanno oltre lo schermo e la sessione di gioco;
- il gaming è diventato un imponente fenomeno di intrattenimento in tutta Europa: in media il 62% dei gamer europei di età compresa tra i 18 e i 44 anni gioca almeno una volta a settimana.
"In Europa il gaming è un'attività in continua espansione che promuove contatti umani, traguardi e crescita personale per milioni di giocatori. Noi di Samsung poniamo la tecnologia al centro del loro benessere e supportiamo tutti i tipi di gamer, ovunque si trovino, con soluzioni innovative e iniziative concrete, come la nostra nuova piattaforma 'Embrace your Game'. Assicuriamo lo sviluppo delle competenze dei gamer offrendo le migliori risorse per il gaming", ha dichiarato Emanuele De Longhi, Head of Marketing Communication & Media di Samsung Electronics Italia.
Il rapporto sottolinea il ruolo significativo svolto dal gaming nella promozione dei contatti sociali tra i gamer europei di età compresa tra i 18 e i 44 anni, un terzo dei quali sviluppa nuove relazioni (amici o partner) tramite questa attività. Tuttavia, la misura in cui interagiscono online varia a seconda dei paesi.
In Francia solo un terzo dei giocatori interagisce online, un dato che suggerisce un più moderato approccio al gaming inteso come piattaforma sociale. Per contro, Germania, Regno Unito, Spagna e Italia mostrano livelli superiori di interazione online tra i giocatori, con percentuali rispettivamente pari al 41%, 42%, 46% e 49%. Queste cifre indicano come il gaming sia sempre più considerato uno strumento prezioso per connettersi con altri giocatori e costruire relazioni in tutta Europa, andando oltre i confini geografici e le differenze culturali. I gamer che stringono il maggior numero di amicizie tramite i videogiochi sono gli italiani (30%) e gli spagnoli (26%). Nel Regno Unito oltre un quarto dei gamer ha stretto amicizie online, probabilmente favoriti dal fatto che l'inglese rimane la lingua universale dei giochi online. Contrariamente agli stereotipi, molti gamer trascorrono una quantità di tempo pari o anche superiore utilizzando il gaming per socializzare anziché per giocare, come fa quasi un terzo dei gamer in Francia (30%) e nel Regno Unito (35%).
Il gaming online funge da luogo di incontro per i gamer italiani, dove quasi la metà di essi si relaziona con altri giocatori (49%). La fascia di età tra i 18 e i 44 anni è quella che ne beneficia maggiormente, considerato che il 58% di loro interagisce con altri giocatori e che tale percentuale arriva al 73% nella fascia di età tra i 18 e i 24 anni. I gamer esperti (65%), in particolare, coltivano attivamente le interazioni connesse al gaming.
Le amicizie nascono in contesti virtuali e quasi un terzo dei gamer crea legami autentici incontrandosi e giocando online (30%). Il 56% dei giocatori tra i 18 e 24 anni e il 42% tra i 25 e i 34 anni ha creato in rete attraverso il gaming delle amicizie che vanno oltre lo schermo e la sessione di gioco.
Alla luce di quanto emerso esiste ancora margine di sviluppo per la community del gaming online in Europa. Samsung sta creando una nuova piattaforma per riunire i gamer affinché possano dedicarsi ai loro giochi preferiti e costruire nuove community, consentendo tanto agli utenti esperti quanto a quelli alle prime armi di migliorare le loro capacità e diventare giocatori sempre più abili.ì

Sempre più il gaming impatta significativamente su orgoglio e soddisfazione personale, tanto che nei paesi europei un gamer su cinque va più fiero dei successi ottenuti nel gaming rispetto ai risultati scolastici o professionali.
Per i giocatori italiani il gaming è innanzitutto una piattaforma di socializzazione che contribuisce sensibilmente allo sviluppo dello spirito della community: infatti il 29% dei gamer si sente connesso con gli altri, percentuale che arriva al 79% tra i giocatori che instaurano nuove relazioni e interagiscono ogni settimana.
Sebbene il gaming sia principalmente un'attività ricreativa, un terzo dei giocatori riceverebbe volentieri una formazione specifica o consigli su come migliorare le proprie prestazioni. Se si considera la democratizzazione del gaming, sono circa 3 milioni gli italiani che vorrebbero migliorare le proprie abilità di gioco. I giocatori più giovani (il 53% della fascia 18-24 anni) e i gamer esperti (45%) sono quelli più interessati a tale possibilità. Il rapporto evidenzia inoltre che il gaming aiuta a sviluppare l'autostima e le abilità sociali, vantaggi di cui beneficia un terzo dei gamer italiani e metà (51%) di quelli di età compresa tra i 18 e i 24 anni.
Questo significa che i gamer italiani non intendono i videogiochi semplicemente come un’attività solitaria, ma li utilizzano come mezzo per socializzare e sviluppare le proprie competenze, senza necessariamente giocare in solitudine.
Il gaming è diventato un imponente fenomeno di intrattenimento in tutta Europa, dove la Spagna guida la classifica con l'89% della popolazione che si dedica a questa attività ludica, seguita dalla Francia con un 78%. Almeno 6 cittadini europei su 10 sono assidui giocatori, e Spagna, Regno Unito e Italia dominano il panorama del gaming vantando una percentuale notevole (56%) di giocatori che vi si dedicano almeno una volta alla settimana.
Il gaming attrae un numero di partecipanti italiani sempre crescente, dove un'elevatissima percentuale della popolazione, pari all'83%, si intrattiene con nuovi contenuti di gioco e il 71% continua a giocare attivamente. La democratizzazione del gaming si sta diffondendo all'interno della società, ma alcuni gruppi mostrano un coinvolgimento più intenso. Uno sbalorditivo 93% delle persone tra i 18 e i 44 anni ha sperimentato il gaming almeno una volta nella vita e l'83% di esse continua ancora a giocare assiduamente.

U.s.  11.09.2023

Il rifugio antiaereo di Monopoli: i cunicoli della salvezza

Oggi vi condurremo tra i meandri dei cunicoli del rifugio antiaereo di Monopoli, in provincia di Bari, realizzato nel 1943 che in tempi di guerra fu luogo di salvezza per circa 6.500 abitanti. Durante gli attacchi perpetrati dai Nazisti, questi rifugi furono realizzati in ogni città per garantire riparo ai civili.

Il Comune di Monopoli, dopo una campagna di sopralluoghi esperiti da esperti, al fine di riscoprire, restaurare e rinnovare la memoria storica del luogo, ha riaperto da poco questo sito, ora accessibile al pubblico.

Situato tra l’incrocio di Piazza Vittorio Emanuele II e Via Magenta, sotto una piattaforma di metallo, troviamo l’ingresso al bunker, una botola incisa da frasi toccanti impregnate delle lacrime di speranza versate da gente comune.

Dopo aver percorso una scalinata, ed aver raggiunto gli otto metri sottoterra, attraversiamo un lungo corridoio e inizia la nostra visita. Alle pareti troviamo le indicazioni da seguire e le varie planimetrie indicanti le uscite di emergenza. La guida, molto preparata, ci narra le emozioni di un tempo, indicando le fotografie appese alle pareti raffiguranti le dinamiche di come ci si raccoglieva all’interno del rifugio.

Immaginate se oggi passeggiando o stando semplicemente in casa e udiste il suono dell’”allarme del terrore”, la famosa sirena magnetica, che vi incita a correre ai ripari. Non saranno stati tempi facili ma molti gli hanno affrontati con coraggio.

Poniamo numerose domande alla nostra guida che ci risponde con entusiasmo: “questo è un rifugio antiaereo che siamo fortunati a visitare, dopo un lungo restauro. Era caduto in disuso nel 1948, quando con la fine della guerra le sue entrate furono sigillate. Vi presenterò la mostra di due artisti, ora allestita al suo interno”.

Ben lieti di percorrere il corridoio, troviamo infatti, un’esposizione nel rifugio di due artisti contemporanei Maurizio di Feo e Pierluca Cetera, intitolata “Refugium Peccatorum”, titolo cristiano-medievale conferito alla figura della Vergine, e alla Vergine si rivolgono le preghiere di tutti i peccatori per avere la salvezza eterna.

I due scultori alternano nei corridoi figure positive e negative, con inserti plastici e soluzioni fluide, attraverso ampolle e tubicini con sagome in lamierino zincato di animali e umani, che riprendono i vizi del peccato ispirati alla Divina Commedia di Dante e dalle allegorie cristiane.

Ma la domanda che ci poniamo è: “ci sarà salvezza per gli esseri umani se non comprenderemo davvero che le guerre creano solo altri orrori?”.

Forse solo la liberazione divina potrà dare un senso a tutto questo e perdonare i crimini di guerra.

Quattrocento metri di cunicoli scavati nella roccia, con tanto di arte annessa, possono solo sforzarci di comprendere le sofferenze del passato per darci la speranza di un migliore futuro.

Ci sorprendiamo nel vedere proseguendo sui nostri passi, le scritte autentiche di inni al Duce, Benito Mussolini, incise sui muri. All’epoca, nel ’43 il Duce fu arrestato, disgregando il Partito, ma la sua ombra aleggiava ancora tra le ideologie delle genti.

Questo bunker entrò in disuso quando in Italia gli americani erano già sbarcati in Sicilia e, fu utilizzato poche volte, ma le volte utilizzate furono suggestionanti per tutti.

E poi ci sono i locali dell’infermeria, quattro angusti spazi tetri in cui erano accolti i feriti, li dove incrocia il secondo ramo della galleria che però ci dice la guida non essere accessibile.

Non ci resta che raggiungere l’uscita e dopo essere risaliti ci sembra quasi di essere stati nell’”Inferno di Dante”.

Al varco, possiamo trarre una breve riflessione su quanto detto dalla guida e comprendiamo che, un buon rifugio antiaereo per essere a prova di bomba e di aggressivi chimici, doveva essere costruito con un buon cemento armato e ricevere l’adeguata dotazione per poter resistere allo scoppio degli esplosivi. Nel caso di specie invece, la roccia calcarenitica, tipica pugliese, il tufo, tenera da scavare e quindi adattabile alla lavorazione, è allo stesso tempo resistente agli sforzi, grazie anche alla particolare caratteristica costruttiva, quella dell’arco romano a tutto sesto, che rendono l’intera struttura interrata, sicura per lo scopo per cui è stata progettata.

Il tempo di permanenza era fino al cessare di tutti i bombardamenti in materia di protezione civile antiaerea secondo le norme vigenti all’epoca ed i vari comunicati che venivano sparsi nel paese, in cui si indicavano i comportamenti da seguire per accedervi e permanere al suo interno.

Un’esperienza, questa, che vi consigliamo, soprattutto in quest’ultimo periodo storico, in cui la guerra tra Russia ed Ucraina, fa riecheggiare le “urla” di quelle bombe esplose tra la nostra gente e nei nostri paesi ottanta anni fa.

10/06/2023 Isabella Berardi

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