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La mostra, all’archivio di stato (ex Macelli) di Lucca, è una sorta di omaggio/rivendicazione per la passione di Cronenberg per i motori, in un ambiente che potrebbe benissimo essere un salone per auto.
Dopo “Crash” (1996) il regista scrisse la sceneggiatura di “Red Cars”, volendone fare un film con Mel Gibson, nel ruolo del protagonista, e prodotto dalla Warner Bros. Un’idea mai andata in porto nonostante la propensione per le competizioni di auto e moto che il regista aveva fin da bambino.
Nel 2005 il progetto si trasforma sia in un libro d’artista - edito da Volumina e presentato alla Mostra del cinema di Venezia nel 2008 - sia un'installazione multimediale al Palazzo delle Esposizioni a Roma.
La sceneggiatura, contenuta nel libro, è ambientata nel 1961 e racconta delle rivalità tra Phil Hill e Wolfgang Von Tips. Ma non è solo un racconto delle storie dei piloti (uno americano e l’altro tedesco), è anche e soprattutto un gesto di ammirazione verso la Ferrari 156 F1, soprannominata “Sharknose” per via di quel suo muso di squalo entrato nella leggenda.
Il libro rappresenta corpo e motore della macchina raccogliendo fotografie storiche dell’archivio Ferrari, tracciati di circuiti e foto tecniche dettagliate (dettagliando?) il tutto in un design basato sulle riviste automobilistiche anni ’60.
Una storia che avrebbe voluto portare sullo schermo, soprattutto per dare un’immagine del paradosso e della passione incarnate da Enzo Ferrari - essere umano complesso e potente - anche senza avere a disposizione le macchine perché letteralmente “fatte a pezzi”, usati magari come ricambio o componenti per altre vetture.
Raccontando fatti realmente accaduti e rivisitati artisticamente, la sceneggiatura di "Red Cars" era forse troppo sovversiva, come sovversive sono le arti che vanno a pescare maggiormente nell’inconscio; motivo, quest'ultimo, che ha spinto Cronenberg a non realizzarne mai un film.
Con il libro - oggetto a lui familiare visto che nella casa dove è cresciuto c’erano addirittura corridoi di libri - realizza un prodotto unico con una sceneggiatura che lui stesso definisce leggibile correttamente solo da pochi registi.
“Red Cars” è fusione tra testo e immagine, con copertina in alluminio che collega a un sito web e a una mostra, è un libro mutazione di se stesso.
La “versione esposizione” nella città toscana riporta foto di spaccati di sceneggiatura, di motori e di corse, immagini care a Cronenberg e inserite nell’opera cartacea, più videoinstallazioni a corredo di quel mondo che voleva indagare con quello che potrebbe essere stato un film.
 
(Federico Catocci)

Creata dal Toronto Film Festival e ospitata presso la Fondazione Ragghianti per questo Lucca Film Festival, con una speciale sezione intitolata “M. Butterfly” distaccata dentro il Puccini Museum – Casa Natale - la mostra si impone come la più ricca e rappresentativa del repertorio di Cronenberg.

Curata dal direttore del festival canadese Piers Handling e Noah Cowan (primo direttore artistico del TIFF Bell Lightbox che ne inaugurò la prima mondiale nel 2013), ci trasporta nell’universo del regista attraverso materiali di scena, appunti, costumi, plastici, spezzoni di film, filmati inediti e tabelloni attraverso i quali scandagliarne il percorso.

L’oggetto più imponente e curioso è forse la macchina teletrasportatrice di “La mosca”, vicino alla quale sono riportati i disegni e miniature della trasformazione del protagonista nelle varie fasi del film.

Nel percorso troviamo, attraverso l’indagine delle invenzioni di Cronenberg, anche le sue elaborazioni fatte film sui percorsi evolutivi umani (mutazioni comprese), le influenze del sociologo canadese Marshall McLuhan (rintracciabili sempre in “Videodrome” ad esempio) ed i suoi interessi come quello per i media, per i videogame, o per temi come la psicanalisi (nel film “A Dangerous Method”) e politica/economia (in “Cosmopolis”).

La mostra Evolution si allarga con un distaccamento-allargamento all’interno del Puccini Museum – Casa Natale dove si trova una sezione dedicata a “M. Butterfly” (1993), pellicola del maestro candese che ruota attorno alla celebre opera di Puccini: per questo gli è stato destinato un corner nella casa natale del maestro lucchese.

Lì si trovano altri oggetti provenienti dal film oltre a cimeli e documenti autografi propri del museo e di Puccini, disposti in tutta la casa.

Definitiva guida all’interno del repertorio e della mente di Cronenberg, “Evolution” con “M. Butterfly” rimane mostra culto sia per gli appassionati sia per chi si avvicinare al mondo del regista.

 

(Federico Catocci) 

Inserita come mostra nell’omaggio che Lucca Film Festival ed Europa Cinema hanno dedicato a David Cronenberg, è una rassegna dedicata interamente alla produzione cartacea dei suoi film.

Posizionata all’interno dell’Auditorium della Fondazione Banca del Monte di Lucca include manifesti, locandine, foto e buste rare che appartengono alla carriera del regista canadese.

Si articola su due piani e riporta materiale ottimamente conservato specialmente per quanto riguarda le locandine dei film.

Lo spazio espositivo, non troppo ampio, è compensato dalla grande ricchezza di materiale che riguarda soprattutto i lavori meno recenti di Cronenberg. Forse anche per il fatto che manifesti e locandine di pellicole come "Videodrome", "Rabin", "Il pasto nudo" o "Crash" gridano tutt’oggi forse più di "Cosmopolis" o "Maps to the Stars", che hanno anche una scarsa rilevanza all'interno della mostra.

Un vero e proprio tuffo nella storia del regista e del cinema, quindi, fatto di contasti di colori cupi e vivi per manifesti e locandine di pellicole che nel corso del tempo hanno segnato non solo il destino di Cronenberg, ma anche l’audiovisivo fruibile di una generazione, a volte riproposto in TV ancora oggi, a dimostrazione di una produzione artistica non limitata al suo tempo.

Curata dal saggista, collezionista e critico di cinema horror Paolo Zelati assieme a Stefano Giorgi e Federico Ghivizzani del Lucca Film Festival, è visitabile fino al 22 marzo tutti i pomeriggi con orario 15:30 – 19:30; sabato e domenica è aperta anche le mattine dalle 10:00 alle 13:00.

 

(Federico Catocci) 

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