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"Signorotte": Recensito incontra Sara Putignano

Brillanti e divertenti, ora sfacciate ora psicotiche. Sono le "Signorotte" di Massimo Odierna, interpretate in modo eccelso da Viviana Altieri, Elisabetta Mandalari e Sara Putignano.
Parlandone con Sara Putignano - pugliese, classe 1986, vero talento del teatro italiano - non abbiamo potuto fare a meno di constatare che un po’ ricordano le "Donne sull’orlo di una crisi di nervi" di Almodovar, ognuna a modo suo.

Tre personalità molto diverse quelle di Ada, Ida e Beta. Cosa le lega nel profondo, a parte uno scabroso segreto che ci viene rivelato solo alla fine?
Sicuramente una grande amicizia, nata tra i banchi di scuola. Si è instaurato questo rapporto fatto di un magico equilibrio. Ci sono Ada e Beta che si scontrano di continuo e Ida che fa da intermediaria, ma tutte e tre sono completamente diverse tra loro. Rappresentano tre punti di vista diversi sugli uomini, tre modi diversi di vivere le cose, tre ambienti familiari diversi che poi portano ad una visione del maschile ben precisa.

Il rapporto con gli uomini è uno dei punti centrali in effetti…
Sì, ed è strettamente legato all’ambiente familiare che ognuna vive. C’è Beta per esempio che vive in un contesto domestico dove regna la violenza, è cresciuta nella realtà della periferia, Beta la vita l’ha vissuta. Non è un caso che pur commettendo tutte e tre degli omicidi Beta sia l’unica che si sporca davvero le mani. Ada invece è completamente estranea a tutto questo, è cresciuta in un ambiente ovattato e quando già da giovane inizia ad essere annoiata dagli uomini, si lancia nel suo percorso artistico cercando di esplorare la sua vocazione. E anche da adulta poi fa lo stesso, perché si sposa con un uomo perennemente assente, ha una figlia a cui per non far mancare niente ha dato troppo e si ritrova comunque da sola.

Il tuo personaggio è quello che più di tutti deve fare i conti con la solitudine, una solitudine che riempie la sua quotidianità nonostante tenti di cacciarla in tutti i modi.
Esatto, Ada si rifugia nella sua vocazione artistica e si crea una dimensione tutta sua, si fa costruire un teatro dentro casa ed è costretta a pagare una compagnia per mettere in scena le sue creazioni. Si rifugia in una realtà ricostruita, come nel teatro. La sua è una grande solitudine che nasconde il suo fallimento. Lei, che sui banchi di scuola prendeva in giro il professore di matematica e chiedeva alle altre di giurare di non diventare mai come lui, è la prima ad aver fallito perché tutto quello che si erano promesse la spaventava. E da adulta continua inutilmente a cercare di realizzarsi.

Questo passaggio continuo tra l’età adulta e l’età giovanile nel cinema è facile da realizzare, ma a teatro? Soprattutto con una scenografia così scarna. È stato complicato da mettere in scena?
All’inizio avevamo tutti un’idea più articolata della cosa. Avevamo pensato a degli espedienti estetici, metterci più strati di costumi e far corrispondere ad ogni cambio d’abito un’età precisa. Poi però ci siamo appoggiati all’essenza del teatro, ci siamo fidate del suo potere e della nostra capacità di creare. Il bello del teatro è che si tratta di una convenzione, quindi il pubblico vede quello che noi vogliamo fargli vedere. Se lo spettatore ha fatto il nostro stesso viaggio allora lo spettacolo funziona. Anche negli ultimi lavori che ho fatto mi sono trovata a lavorare in spazi vuoti. Non c’è niente, ci sei solo tu. E questi lavori ti mettono a nudo, dipendono completamente da te, perché se non fai bene allora crolla tutto.

Tu poi hai avuto modo di fare anche cinema, quindi hai potuto constatare personalmente le differenze tra questi due modi di recitare. Tra i due quale senti un po’ di più il tuo habitat naturale?
Sicuramente il teatro, ho cominciato con il teatro e lo faccio da dieci anni. La cosa che ho scoperto facendo entrambi è che avendo due meccanismi di creazione completamente diversi è necessario anche sviluppare un tipo diverso di allenamento per ciascuno. Il teatro si nutre delle reazioni del pubblico, è sempre diverso, in continuo divenire ed è in mano tua in quel momento. Tu attore sai che la tua performance non sarà mai uguale il giorno dopo. Nel cinema tutto questo non esiste. Magari ci metti cinque ore per tre battute e in quelle ore devi saper tenere sempre alta l’attenzione per incanalarla nei cinque minuti giusti o sei finita. Nel cinema tu non hai il controllo e questo in un certo senso è frustrante. 
Devi tener conto anche dell’aspetto tecnico che è molto più presente, come la limitazione dei movimenti, la camera che ti riprende. Però devo dire che essendo io ipercritica, il cinema mi ha aiutata. Mi piace molto e vorrei continuare ad esplorarlo.

Ce lo vedresti "Signorotte" al cinema?

Sì dai, come hai detto anche tu prima proprio per il continuo spostarsi da una dimensione temporale all’altra, secondo me si presterebbe davvero bene.

Giulia Mirimich

Evento Domino #11 presenta le eccellenze della danza italiana

Giunto alla sua undicesima edizione riparte Evento Domino, sabato 4 maggio, presso Spazio 900 a Roma, ancora più potente e ricco di novità, grazie alla collaborazione di artisti, dj, visual artist, danzatori, fumettisti, personaggi del mondo dello spettacolo. Evento Domino è un format artistico. Un evento che celebra le nuove eccellenze della danza italiana. Un appuntamento fisso che ha registrato nella scorsa edizione più di 1500 presenze. È un progetto che nasce dalla voglia di far conoscere, a un pubblico di non addetti ai lavori, le nuove generazioni che rappresentano nel mondo la danza made in Italy. ED 10 0

I protagonisti della nuova edizione: Macia Del Prete, vanta collaborazioni prestigiose per video musicali, concerti e festival con noti artisti italiani come Renato Zero, Emma Marrone e Marco Mengoni Francesco Cariello danzatore per video musicali di Emma Marrone, per il concerto del Maestro Bocelli, nello show di Enrico Brignano, Orlando Moltoni, ballerino alle finali di Xfactor e nel film Disney ABCD2, Giorgia Ianniccheri e Annalisa Marcelli ballerine italiane tra le pochissime specializzate negli stili Waacking e Voguing, Johannes Palmieri ballerino e coreografo esperto nelle discipline hiphop in particolare Locking, Marco Pipani, ballerino per diversi programmi tv come Ciao Darwin 8, The Voice 2018, Shady Salem, fondatore della compagnia Damnedancers, Matteo Vignali attualmente nel cast per il tour di Rita Ora. I nove ballerini e coreografi, dalle ore 22.30, si alterneranno sul palco di Spazio 900 con il loro personale e inedito progetto. Nei soli cinque minuti a disposizione gli artisti racconteranno il proprio genere di danza. Ad accompagnarli la musica del dj X.Charls, noto per le sonorità che hanno accompagnato gli after party della Vogue Fashion’s Night Out romana e di AltaRoma AltaModa. 

Nato da un’idea di Adriano Bettinelli, Irma di Paola e Luca Paoloni, danzatori e coreografi, e con la collaborazione di Roberta Pitrone, Evento Domino è diventato una piattaforma per lo sviluppo e la promozione della danza italiana attraverso produzioni artistiche, eventi e workshop.

Evento Domino è emerso dalla necessità impellente di ampliare l’offerta coreografica presente in Italia e di stimolare l'ambiente artistico è una serata all’insegna dello spettacolo e del divertimento no-stop che oltre a portare sul palco coreografi e artisti di calibro internazionale vedrà la presenza di personaggi dello spettacolo e del jet set.

 

SPAZIO 900: Piazzale Guglielmo Marconi 26b, Roma
Biglietto di ingresso: €15,00 acquistabile direttamente il giorno dell’evento al botteghino.

U.s.

3/05/2019

Microsoft e The Talent Institute  insieme per formare gli “hacker della crescita”

The Talent Institute - la “fabbrica di talenti digitali” di Startupbootcamp, uno dei più grandi network mondiali di accelerazione di startup, ha annunciato oggi una partnership con Microsoft per la formazione dei cosiddetti Growth Hackers – gli hackers della crescita – ovvero i professionisti del digital marketing con competenze tecniche e analitiche, capaci di far leva su tutti gli strumenti digitali - social media, motori di ricerca, siti ed app - per accrescere il business di aziende, moltiplicando clienti e ricavi e spesso riducendo i costi eliminando gli “sprechi”.

La collaborazione si traduce in “Growth Hacking Training Program”, un corso di “apprendistato digitale” al via a giugno 2019 a Milano, prima città pilota dell’iniziativa – a cui seguiranno una città del centro e una del sud Italia – durante il quale, per sei mesi, gli studenti selezionati alterneranno lezioni in aula ad esperienze dirette all’interno di startup e aziende partner. Questo approccio sperimentale che ha da sempre caratterizzato The Talent Institute si è confermato negli anni di grande efficacia e in grado di preparare professionisti qualificati: il 95% di chi ha partecipato al training, infatti, trova un’occupazione nel giro tre mesi.

Senza alcun dubbio crescita e lavoro - specie quello giovanile - rappresentano le più importanti priorità per il nostro Paese. Con una previsione di crescita al ribasso - -0,2% secondo dati OCSE – e un livello di disoccupazione giovanile che supera il 30% e che risulta tra i più alti in Europa - l’Italia occupa ormai da troppo tempo le posizioni più basse delle classifiche internazionali in termini di competitività e sviluppo. Inoltre, se da un lato è ampiamente dimostrato come l’innovazione tecnologica possa costituire uno straordinario motore per la crescita socio-economica del Paese (è stato calcolato che, ad esempio, l’AI può produrre un aumento annuale del PIL pari all’1%), dall’altro, per poterne cogliere davvero il potenziale è necessario puntare sulle competenze, con l’obiettivo di ridurre lo skills mismatch, vale a dire il divario tra le competenze disponibili e quelle richieste dal mercato del lavoro: dai dati della Commissione Europea, per esempio, solo il 44% dei cittadini Italiani dichiara di avere competenze digitali di base, e secondo altre ricerche il 59% delle aziende dichiara di non essere preparata ad affrontare le nuove sfide del digitale proprio per mancanza di skills adeguate.

Diverse le imprese già interessate al programma: startup come Eatsready, imprese del design come Bonacina 1889, grandi aziende come Purina, società di servizi tecnologici come Sopra Steria e operatori nel campo della formazione come Elis - a dimostrazione del bisogno trasversale di nuovi “hacker della crescita”.

“Siamo felici di poter contare su un partner straordinario come Microsoft per accelerare l’innovazione delle aziende Italiane. In questo mondo a rapidissima evoluzione dobbiamo evolvere in primis il modello formativo, passando dall’aula al training-on-the job ed accelerando così il trasferimento di competenze”, spiega Alceo Rapagna CEO di Startupbootcamp, Innoleaps e The Talent Institute Italia.

“I nuovi trend digitali stanno trasformando il mondo del lavoro: alcune professioni in futuro scompariranno ma ne saranno create molte nuove per le quali non siamo ancora sufficientemente preparati. Investire sulla formazione è quindi cruciale per aiutare studenti e professionisti ad abbracciare il cambiamento. La nostra collaborazione con The Talent Institute vuole proprio contribuire a questo importante obiettivo” ha commentato Barbara Cominelli, Direttore Marketing & Operations Microsoft.

Questa iniziativa rientra nel programma Ambizione Italia, progetto di ecosistema avviato da Microsoft che fa leva sulle opportunità offerte dall’Intelligenza Artificiale e sulla formazione avanzata per accelerare la trasformazione digitale in Italia. L’iniziativa consiste in un articolato programma di formazione, aggiornamento e riqualificazione delle competenze, in linea con i nuovi trend tecnologici e le richieste del mercato del lavoro, che si pone l’obiettivo di raggiungere oltre 2 milioni di giovani, studenti, NEET e professionisti in tutta Italia entro il 2020, contribuendo così all’occupazione e alla crescita del Paese.

Per partecipare al primo programma previsto nel mese di Giugno su Milano e su Roma, imprese e aspiranti hacker possono inoltrare le proprie candidature all’indirizzo email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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