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"Helen...da qui" il 16 dicembre all'Altrove Teatro Studio: intervista al drammaturgo Aniello Nigro

Evento speciale all’Altrove Teatro Studio: Helen...da qui di Aniello Nigro, con Monica Maiorino e la regia di Aldo De Martino. Liberamente ispirato al libro di Nadia Busato Non sarò mai la brava moglie di nessuno (SEM, 2018), lo spettacolo sarà in scena lunedì 16 dicembre alle ore 20.30. Abbiamo rivolto alcune domande al drammaturgo Aniello Nigro che ha risposto confrontandosi con l’interprete Monica Maiorino e con il regista Aldo De Martino, offrendoci l’occasione di scoprire di più su Helen...da qui.

“Helen...da qui” parte da un libro, “Non sarò mai la brava moglie di nessuno” di Nadia Busato (SEM edizioni, 2018). Come è diventato lo spettacolo che vedremo in scena all’Altrove Teatro Studio il prossimo lunedì 16 dicembre?

L’attrice Monica Maiorino casualmente legge il romanzo ne rimane colpita e decide di portare questa vicenda in teatro, solo in un secondo momento, avendomi coinvolto felicemente, di concerto abbiamo deciso di raccontare il personaggio, a nostro dire, più enigmatico e affascinante del romanzo, Helen.

Il testo è stato curato da lei, la regìa da Aldo De Martino e in scena ci sarà lei “Helen”, ovvero Monica Maiorino: come avete gestito le diverse fasi di lavoro?

C’è stata una prima fase di ricerca sul romanzo, le sue possibili correlazioni e le sue sfaccettature, fase a cui tutti hanno partecipato attivamente. In seguito dopo aver composto il testo, come un drammaturgo deve (secondo me) fare, ho lasciato il passo alla regia che ha opportunamente lavorato in una fortunata simbiosi con l’attrice.Libro Helenda qui

La protagonista è una donna in trappola che assurge a metafora di una certa condizione femminile: in che misura la vicenda raccontata in scena può essere letta in chiave contemporanea?

La cosa che più ci ha colpiti man mano che lavoravano al progetto è che le dinamiche psicologiche di quella condizione non sono propriamente cambiate. Oggi, non ci sono le liste, ci sono meno divieti, cambiamenti di norme, ma l’approccio al mondo femminile da parte dell’uomo ha ancora molta strada da fare. Quindi troviamo questo spettacolo, “incredibilmente”, contemporaneo.

Nelle note di regìa di Aldo De Martino leggiamo della sua intenzione di “mettersi in ascolto senza giudicare”, mettendo a disposizione la sensibilità propria di chi conosce l’arte del teatro. Ci si può aspettare dal pubblico una forma di coinvolgimento e quindi di sensibilità simile nell’accogliere la vicenda di Helen?

Un teatrante che lavora per il pubblico spera sempre che questi si metta in ascolto con la giusta attenzione e sensibilità.

Su cosa ha insistito la ricerca storiografica a cura di Tina Galano?

La giornalista Tina Galano, che tra l’altro lavora spesso su queste tematiche, ha incentrato le sue ricerche su vicende di donne dell’America degli anni ‘30/’40. Molte di queste non appaiono nel testo ma sono servite ad un approfondito studio propedeutico a tutto il gruppo.

Avrete modo di portare “Helen...da qui” in altri teatri o contesti artistici nel breve termine?

La scaramanzia fa parte del teatro, da sempre, preferiamo con cortesia non rispondere (sorride)

Un invito “emotivo” per lo spettatore: vedere lo spettacolo vorrà dire provare quali emozioni o sensazioni?

Per quanto ci riguarda, le emozioni di questo testo possono essere molteplici, ritenendo noi questo spettacolo universale. Generalmente le emozioni del pubblico preferiamo apprenderle (e non suggerirle) dagli spettatori in viva persona alla fine della rappresentazione.

Redazione 13/12/2019

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