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Non è mica da questi particolari che si giudica un Cantautore: il racconto della finale a 'Na cosetta

Giu 20

Si è conclusa con successo giovedì 31 Maggio la seconda edizione del contest “Non è mica da questi particolari che si giudica un Cantautore” (svoltosi da dicembre per un totale di sette serate) che ha visto trionfare Le teorie di Copernico; secondo e terzo posto invece per Marat e Giulia Olivari.
Nella serata conclusiva si sono alternati sul palco del noto locale romano Na Cosetta dieci artisti provenienti da tutt’Italia. Anche per l’edizione 2017/18 la formula di “Non è mica da questi particolari che si giudica un cantautore”, vista la crescente notorietà guadagnata, è rimasta quella dell’anno di esordio: dieci giovani voci selezionate dal panorama musicale italiano emergente “prestate al servizio” di sette dotte citazioni di poeti come Guido Catalano, Paolo Rossi o Ivan Talarico. Da questi riferimenti letterari si sono dovuti lasciar ispirare i cantautori in gara: una frase per ogni serata con l’aggiunta difficoltà di conoscere soltanto alla prima serata, la citazione ispiratrice della seconda o alla seconda quella della terza e così via.
Giovedì 31 maggio è stata la volta di Anna Savini. La scrittrice è stata l’autrice della citazione “E quando il peggio sarà passato cambiala davvero la strada. Altrimenti il peggio sarà passato per niente”, svelata ai giovani artisti soltanto durante la penultima serata di questa edizione, il 10 maggio. Meno di 21 giorni sono stati comunque sufficienti per elaborare brani pregevoli sia per composizione testuale che per complessità melodica.
Ecco una breve rassegna dei dieci episodi musicali sublimati della citazione di Anna Savini:
1) Livio Livrea: “Tutto passa cambia, cambia e cambierà” è questo il motivetto, quasi ‘tormentone’, ripetuto più e più volte nel brano. Molto orecchiabile, coerente con la citazione ispiratrice, chiaro e diretto, forse addirittura troppo.
2) Drugo e il Complesso di Napoleone: senza dubbio uno dei brani più interessanti della serata. Il cantautore, Drugo, accompagnato dalla dolcissima seconda voce di Paola Bivona è riuscito perfettamente a fondere il messaggio di positiva resilienza in una simpatica bossa. Esperimento riuscito.
3) Flavia Pasqui: la complessità melodica di violoncello, basso e chitarra fa il paio con un’altrettanto meditata ricerca testuale. Un’interessante sperimentazione di suoni dagli echi classicheggianti ma rivisitati. Efficace e coerente.
4) Alessandro Ruvio: dal sapore ‘concateggiante’ ma contemporaneo il brano di questo cantautore. Ruvio rimane forse un po’ prigioniero del paradigma pop e il testo presenta, sotto certi aspetti, eccessiva distanza dalla frase di Anna Savini. Comunque buone l’esecuzione e l'idea.
5) DogsLoveCompany: il primo gruppo ad esibirsi durante la serata, pur non avendo una portata rivoluzionaria, esegue un brano coerente con la frase della poetessa. Ben eseguito ma forse un po’ piatto.
6) Giovanni Amirante: Ti bagno questa fronte di ricordi come linee della vita ma più lievi”, una delle più poetiche tra le canzoni in gara. Il pezzo fa venir voglia di ascoltare di più, ottimo lavoro.
7) Ottobre: è una delle quattro cantanti in gara, personalmente una delle voci più particolari e naif (in senso positivo) ascoltate durante la serata. Esecuzione a tratti emozionante, notevole il testo, forse un po’ ripetitivo ma molto efficace. Senza dubbio da approfondire.
8) Giulia Olivari: dopo appena tre secondi di ascolto de "La Versione Migliore di Te" sono evidenti le buonissime doti vocali di questa cantautrice. La più tecnica tra tutti gli artisti in gara. Testo elaborato e accompagnamento di chitarra pregevole. Ottima per sicurezza e precisone.
9) Le Teorie di Copernico: bella performance dei vincitori del contest. Ottima prestazione, presenza singolare e innovativa sul palco. Meno di cinque minuti per rivoluzionare l’atmosfera del locale. Ottimo anche il testo, perfettamente consonante alla citazione.
10) Marat: chiude la manifestazione degli artisti in gara la minuziosa voce di questa giovane cantautrice. Riccioli rossi e fisico esile al servizio di una voce elegante e riconoscibile. Interessante la melodia, il testo e la vocalità. Grande presenza scenica.



Oltre ai dieci artisti in gara in ognuna delle otto serate si è esibito anche un “Undicesimo uomo”; un cantautore diverso in ogni serata ha potuto calcare il palco di questo contest come outsider. L’undicesimo uomo di giovedì scorso, che si è conteso con gli altri le tre preferenze esprimibili dalla giuria popolare, era Luca Bocchetti. Ottima l’accoglienza del pubblico per il suo pezzo, attinente alla traccia e melodicamente molto interessante.
A incorniciare la serata due ospiti d’eccezione: l’organettista Alessandro D’Alessandro e la cantautrice Mèsa. Alessandro d’Alessandro è riuscito a incantare la platea con eleganti melodie folk sapientemente eseguite, dando conferma agli spettatori di star assistendo alla performance di un vero maestro di organetto. Un plauso anche alla bravissima Mèsa, da poco nei negozi di dischi e in digital download con il suo album d’esordio “Touchè” prodotto da Bomba Dischi; elegante e originale, un muro del suono importante tirato su solo da voce e chitarra.
Insomma una bella atmosfera, un bello spaccato sulla realtà cantautoriale italiana troppo spesso ancora sottovalutata. “Non è mica da questi particolari che si giudica un Cantautore” è un ritorno alla bellezza musicale in sé e per sé, lontana da eccessi ampollosi e ridondanti che sempre più spesso si vedono in giro. Due ore e mezzo di pura celebrazione musicale del cantautorato italiano, creando un giusto mezzo tra i grandissimi De Gregori, De Andre, Dalla e la moda hypsteristica indie a tutti i costi.
Appuntamento per tutti gli appassionati a Na Cosetta estiva il 27 giugno, quando verranno assegnati i premi Miglior Canzone e Premio del Pubblico.

Matteo Petri 20/06/2018

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