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Una rete fra teatri siciliani, Laura Sicignano: «Crediamo molto in questo progetto»

La forza del teatro risiede nelle possibili sinergie e ripartire dopo l’emergenza diventa un bisogno consapevole. Catania, Messina e Palermo si uniscono per creare un circuito teatrale, una rete che rafforzi le realtà siciliane e che dia compattezza a un pubblico attento e affezionato. Laura Sicignano, direttrice del Teatro Stabile di Catania, Pamela Villoresi del Biondo di Palermo e Simona Celi del Vittorio Emanuele II di Messina lanciano un progetto comune con l’intento di consolidare i possibili legami e fronteggiare una ripresa concreta. «Abbiamo iniziato fin da subito a ragionare su possibili strategie congiunte - spiega la Sicignano - Siamo tre teatri abbastanza distanti da non farsi concorrenza con il pubblico, ma abbastanza vicini per creare delle sinergie positive per tutti noi. In Sicilia ci sono tanti bei teatri che potrebbero essere maggiormente utilizzati. Noi mettiamo a disposizione la nostra competenza, le nostre produzioni e la nostra buona volontà per offrire un servizio ai comuni che lo desiderano, vogliamo metterci in rete per concretizzare questa progettualità. Credo che sarebbe una buona pratica per spettatori e lavoratori, un’occasione per potenziare l’offerta nei confronti dei cittadini e un vantaggio per gli artisti che potrebbero incentivare la loro attività in Sicilia con tournée all’interno della regione». Una risorsa fondamentale non soltanto per la circuitazione degli spettacoli, ma anche per le giovani generazioni che intendono avvicinarsi al mondo dell’arte con una serie di iniziative che prevedano l’ampliamento dell’offerta formativa. «Se a Palermo esiste una scuola di recitazione importante, che adesso sta collaborando anche con l’Università, sarebbe superfluo fare un qualcosa di analogo nella stessa regione, in un momento in cui il mercato è difficile. A Catania abbiamo pensato di orientarci su una scuola di formazione per giovani tecnici, abbiamo una squadra molto preparata e dobbiamo pensare a un passaggio di consegna efficace per il futuro». WhatsApp Image 2020 06 01 at 11.51.35

Il Teatro Stabile riparte dunque volgendo lo sguardo al futuro, ma soprattutto riprogetta la stagione estiva rispettando le regole di distanziamento imposte dalla pandemia. «C’è stato un grande lavoro per capire nell’immediato come gestire questa emergenza improvvisa e inedita. Nonostante l’orizzonte di programmazione notevolmente ridotto, abbiamo deciso di spostare all’anno prossimo le tre produzioni estive che dovevano essere realizzate al Castello Ursino, dato che non ci sono le condizioni idonee rispetto alla normativa vigente. Quest’estate faremo delle giornate di studio in modo da iniziare il lavoro con gli artisti e i registi per poi riproporre queste produzioni quando potranno debuttare in serenità. In questo modo cerchiamo di offrire un servizio al pubblico che è il nostro primo interlocutore. Previsto per il mese di luglio invece lo spettacolo Lu cori non ‘nvecchia con la regia di Enzo Vetrano e Stefano Randisi che avrebbe dovuto chiudere il cartellone della stagione e che andrà in scena a Palazzo Platamone, messo a disposizione dal Comune».

L’articolata riorganizzazione del settore teatrale deve poi fronteggiare il confine dello streaming, una modalità di fruizione molto lontana da quella canonica che amplifica le distanze e restituisce un prodotto diversificato. «Il teatro è dal vivo, è attore e spettatore, è quella meravigliosa energia che cambia ogni volta e che si crea tra corpi, sguardi e pensieri in uno spazio sociale, politico, visionario, emotivo. Mi sembrava che lo streaming avesse un’azione deformante sulla natura del teatro, ma i tempi si stanno dilatando e dobbiamo rendere continuativo il rapporto con i nostri spettatori e con il mondo della scuola, dobbiamo mantenere questa lucina accesa. Vorremmo fare un palinsesto di attività online con formule originali e innovative che consentano al teatro di mantenere questo dialogo. Non saranno spettacoli ripresi, vorrei che fossero operazioni pensate fin dalla genesi per la fruizione in video, con una buona dose di ricerca di nuovi linguaggi rivolti a un pubblico ampio.»

WhatsApp Image 2020 06 01 at 11.51.06L’esigenza di produrre nuovi contenuti si accosta alla voglia di ripartire con entusiasmo tenendo in considerazione l’opinione degli spettatori e dei lavoratori. «I nostri abbonati hanno perso alcuni spettacoli e hanno dunque diritto a un voucher che poi potranno utilizzare. Qualora volessero rinunciare a questo rimborso saranno premiati con un gesto simbolico. In occasione della ristrutturazione della sala verrà posto il nome di chi sceglierà di aiutarci sulle nuove poltrone». Progetti, idee e nuove pianificazioni per la ripresa di un luogo colmo di parole, silenzi ponderati e sguardi proiettati verso l’incanto di un incontro. Un ritorno coscienzioso per chi ha ancora voglia di immergersi fra le pieghe di un sipario che attende soltanto di essere riaperto. «È evidente che questa situazione abbia fatto esplodere una fragilità, una mancanza di tutela e normative che ha gravato su artisti e tecnici a tempo determinato. Da questa crisi nasce l’opportunità per riformare il nostro settore. Nel salvaguardare l’ente in questo momento delicatissimo noi pensiamo anche a proteggere gli artisti, il cuore della nostra attività».

 

Laura Rondinella

01/06/2020

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