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“Trepalium”, la miniserie francese sul ruolo del lavoro in una società divisa fra Attivi e Inattivi

Sull’onda del successo di serie come Hunger Games di Suzanne Collins e Divergent di Veronica Ruth, è stato presentato al RomaFictionFest 2015 “Trepalium”.
Calcando la mano sulla situazione disastrosa odierna, dove la crisi ha aumentato la percentuale di disoccupati e gli occupati cercano il contratto “a tempo indeterminato” come il Santo Graal, arriva questa miniserie francese di sei episodi che debutterà all’inizio del 2016 sul canale Artè.
Ambientato in un futuro prossimo dove l’80% della popolazione è inoccupata e vive separata dal restante 20% che ha un lavoro, la serie racconta come in realtà la vita sia difficile da entrambi i lati del muro che separa le due fazioni.
La serie si apre con il riscatto del Ministro del Lavoro, tenuto in ostaggio dagli attivisti della Zona. In cambio del suo rilascio, la Primo Ministro ha creato un piano che prevede l’occupazione di un certo numero di Inattivi scelti a caso. Con il nome “lavoratori solidali”, gli Inattivi hanno la possibilità di recarsi oltre il muro a servizio delle famiglie occupate e ricevere così un compenso.
In questa situazione si inseriscono i protagonisti Ruben Garcia e la lavoratrice solidale Izia, antagonisti per fazione ma che si troveranno a collaborare.
Con vestiti meno sgargianti di Capital City e più simili alle divise delle varie categorie di Divergent, “Trepalium” pone l’interrogativo antico: è davvero il lavoro che determina l’uomo?
Se nella Zona gli inoccupati pensano che il lavoro potrebbe renderli liberi, chi sta oltre il muro in realtà è schiavo della propria mansione, strettamente controllato, e vive in un mondo alienante, dove tutto sembra asettico e freddo.
Come capita spesso, la ragione non è mai da una sola parte e, forse, la collaborazione dei due protagonisti porterà dell’equilibrio in questo mondo.

Angela Parolin 25/11/2015

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