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Dopo Weinstein, scoppia il caso Spacey e Netflix dice addio a Frank Underwood

Come sarebbe Dottor House senza il medico cinico e distaccato interpretato da Hugh Laurie? E Dexter privato del suo omonimo glaciale e vendicativo protagonista? Difficile dirlo, perché innanzitutto è difficile pensarlo. Quando una serie tv fonda tutta la sua forza sul protagonista, il più delle volte maschile, carismatico, accattivante, ingombrante ecco che il confine tra il prodotto e chi lo interpreta non è più così netto e immaginare l’avanzare narrativo senza quell’attore, diventa impensabile, e senza quel personaggio, addirittura impossibile.
Lo scopriranno presto i fan della serie “House of Cards”, visto che Netflix ha deciso di sospendere le riprese della sesta stagione e con loro la partecipazione di Kevin Spacey. La serie, che per la prima volta ha portato lo spettatore all'interno di quella che è la complessa macchina politica americana, accogliendolo nella sala ovale della Casa Bianca dove l’arredo è un mix di intrighi e sete di potere, mette in panchina l’attore premio Oscar e con lui anche il suo Frank Underwood. Un personaggio che proprio come House e Dexter stagione dopo stagione ha conquistato gli spettatori a colpi di cinismo, arrivismo, bramosia, crudeltà. Un uomo oscuro, pieno di segreti, perennemente costretto ad indossare una maschera in pubblico, proprio come Kevin Spacey che per anni, a quanto pare, si è nascosto dietro il suo volto sornione e che ora si trova sommerso delle accuse di molestie sessuali da parte di giovani uomini e donne.Kevinspacey02

Uno scandalo potente come un uragano, che ha lasciato storditi fan e opinione pubblica. Tutto è iniziato con l'intervista rilasciata da Anthony Rapp a BuzzFeed, in cui veniva raccontata una presunta molestia da parte dell’attore di American Beauty avvenuta nel 1986 ai danni del giovanissimo Rapp. Spacey si è immediatamente scusato via Twitter per le avances, ammettendo tuttavia di non ricordarle, e con l’occasione, presumibilmente per voler spostare l’attenzione dei media, ha fatto coming out sulla sua omosessualità, strumentalizzando e manipolando la realtà con modalità che molto ricordano il suo personaggio. Peccato però che l’intervista di BuzzFeed ha aperto il vaso di Pandora delle testimonianze e nel corso di pochi giorni tanti sono coloro che hanno raccontato la propria esperienza negativa con l’alter ego di Underwood fino all’ultima, in ordine cronologico, dell’attore Harry Dreyfuss, palpeggiato a diciotto anni. Dopo il caso Weinstein, ora tocca dunque al caso Spacey? Ma allora davvero Hollywood non è quella nuvola dorata che tutti crediamo, il luogo dei sogni, dei riflettori e del successo? Davvero chi detiene il potere, perché in entrambi i casi è questo il motore che smuove l’atto vile della molestia, che si tratti di un produttore o di un attore, può approfittare come e quando vuole dei ragazzi e delle ragazze che lo circondano perché sa che tanto per timore e vergogna resteranno in silenzio?
Ecco quel silenzio che Frank Underwood tante volte in “House of Cards” ha comprato da amici e rivali, ora si ritorce contro il suo interprete. Come gocce, una dopo l’altra le testimonianze delle avances di Spacey, alcune avvenute anche sul set delle serie, stanno piombando sulla vita dell’attore e sicuramente non basterà più un tweet per rispondere alle molteplici accuse di molestie.

Kevinspacey03Nell’attesa che Scotland Yard svolga le sue indagini, Netflix ha immediatamente deciso di sospendere le riprese del film “Gore” in cui l’attore doveva essere protagonista e sta studiando un modo per far uscire di scena il personaggio del presidente Underwood e chiudere la serie in modo definitivo con la sesta stagione, probabilmente lasciando il dominio della scena a Robin Wright e alla sua Claire, l’algida e calcolatrice moglie di Frank, da sempre coprotagonista, ma a tutti gli effetti fino ad ora oscurata dalla potenza del personaggio di Spacey. 

Come reagiranno i fan all’uscita di scena di Frank Underwood? Non è esclusa la rivolta a mezzo social. Tuttavia bisogna sottolineare che nonostante le chiare dichiarazioni di Netflix, niente è ancora certo sul futuro dell’attore, visto che è anche co-produttore esecutivo della serie, e questo potrebbe far sorgere problemi legali.
Nell’attesa è proprio il caso di dirlo, questa volta Caparezza non potrà cantare “And the winner is Kevin Spacey”. Sì perché lo scandalo che ha travolto l’attore e che rischia di distruggere la sua carriera, ha spinto l'International Academy of Television Arts and Sciences a ritirare l'Emmy Founders Awards che proprio quest’anno gli sarebbe stato assegnato per il suo Frank Underwood e la Sony Pictures a ritirare dal festival dell'American Film Institute di Los Angeles 'Tutti i soldi del mondo' (All the Money in the World), la pellicola di Ridley Scott che racconta del rapimento di Paul Getty avvenuto a Roma nel 1973.

Eleonora D’Ippolito 08/11/2017

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