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La RAI per la Giornata della Legalità: la programmazione dedicata

"La lotta alla mafia, il primo problema da risolvere nella nostra terra bellissima e disgraziata, non doveva essere soltanto una distaccata opera di repressione, ma un movimento culturale e morale che coinvolgesse tutti e specialmente le giovani generazioni, le più adatte a sentire subito la bellezza del fresco profumo di libertà che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale, dell'indifferenza, della contiguità e quindi della complicità.", dichiarò Paolo Borsellino. Lo ricordiamo oggi, insieme al collega Giovanni Falcone per le tristi vicende che segnarono per sempre la storia dell’Italia. 

Si tende a ricordare le stragi che uccisero il magistrato ed il giudice, impegnati nella lotta contro la mafia, come un ricordo lontano. Ad oggi, persiste una complessità di fondo tra gli italiani nel parlare di mafia: una questione estremamente intricata, fatta di nomi e vicende spesso sconosciute ai più. Tendiamo a credere sia un un concetto del passato che poco ci riguarda, o che sia relegata e precise sfere sociali-politiche e territori italiani. I dati dimostrano invece, che oggi è ancora necessario parlare di criminalità organizzata: comprendere come opera e come si insinua negli atteggiamenti della quotidianità è fondamentale per evitare che divenga un fenomeno volontariamente ignorato. Sono tanti i modi per mantenere viva la memoria di uno dei momenti più tragici della contemporaneità italiana. Attraverso il cinema e la televisione si è raccontato di queste vicende buie, riuscendo a mantenere sempre alta l’attenzione sui concetti come infiltrazione mafiosa e libertà. Impossibile dimenticare un momento cruciale per la televisione italiana, che vede come protagonista il grande Maurizio Costanzo. Fortemente impegnato nelle sue trasmissioni nel contrastare il messaggio mafioso, il celebre giornalista, dopo l'omicidio di Libero Grassi, insieme a Michele Santoro, realizzò una maratona televisiva a reti unite Rai-Fininvest. In una delle dirette, Costanzo bruciò una maglietta con la scritta "Mafia Made in Italy". Un gesto che gli costò quasi la vita quando, nel 1993, si salvò insieme alla moglie Maria De Filippi dall'attentato di via Fauro. 

Un’importante eredità da mantenere quindi, e oggi più che mai necessaria, affinché la società civile sia sempre più consapevolmente informata sul tema. In questa giornata, le reti televisive dedicano al tema grande spazio attraverso un ricco palinsesto. Ad esempio la Rai: oltre che agli ampi spazi informativi sui Tg e spot istituzionali, l'impegno del Servizio pubblico è presente attraverso tante trasmissioni che celebrano questa Giornata della Legalità

Iniziamo con Rai 3: ad “Agorà” alle 08.00, e a “Il cavallo e la torre” alle 20.40; ma anche il documentario di Diana Ligorio “I ragazzi delle scorte – Io devo continuare”, in onda alle 23.15  che racconta la storia di Emanuela Loi, agente di scorta di Borsellino, prima donna poliziotto a morire in una strage di mafia. Il ricordo sul canale prosegue venerdì 24 maggio alle 21.20 con lo speciale “Presa diretta – Nel nome del padre” introdotto da Riccardo Iacona e, a seguire, alle 21.50 con il documentario “Io lo so chi siete”, di Alessandro Colizzi, che ripercorre le battaglie di Vincenzo Agostino, padre di Nino, il poliziotto ucciso con la moglie nel 1989 a Villagrazia di Carini. 

Rai Cultura dedica alla ricorrenza tutto il palinsesto di giovedì 23 maggio su Rai Storia: alle 21.10 “Italia. Viaggio nella bellezza”, che racconta la nascita a Palermo del “Museo del Presente”, creato da Fondazione Falcone, Comune e Città Metropolitana di Palermo, che raccoglie alcuni oggetti strettamente legati alla vita quotidiana di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. In mattinata, spazio al ricordo in “Il giorno e la Storia”, alle 8.30, con repliche successive, mentre alle 9.00 “Passato e Presente” ripercorre la nascita di Cosa Nostra. Alle 9.45 “Chiedi chi era Giovanni Falcone” traccia un ritratto inedito del giudice e alle 11.15, con “Telemaco”, obiettivo sulla ribellione di Palermo alla mafia, dopo gli attentati del 1992, ricordati anche nello Speciale in onda alle 11.30. Dalle 12.00, poi Rai Storia propone il ricordo e l’omaggio alle tante vittime della Mafia: il procuratore Pietro Scaglione; i cronisti del quotidiano antimafia L’Ora Cosimo Cristina, Mauro De Mauro e Giovanni Spampinato; il commissario Boris Giuliano; il magistrato Cesare Terranova; il presidente della Regione Sicilia Piersanti Mattarella; il giudice Rocco Chinnici; l’imprenditore Libero Grassi; Don Pino Puglisi; Paolo Borsellino; il giornalista Pippo Fava. La programmazione di Rai Storia si chiude, alle 22.15 con il ricordo di Francesca Morvillo, magistrata e moglie del giudice Giovanni Falcone, anche lei uccisa a Capaci.

Ampia l’offerta di RaiPlay, dove è possibile recuperare moltissimi titoli sul tema.  Tra le altre proposte nel cinema: “La mafia uccide solo d’estate”, di Pierfrancesco Diliberto; “Il traditore” di Marco Bellocchio. Tra le fiction presenti: “Giovanni Falcone. L’uomo che sfidò Cosa Nostra” di Andrea e Antonio Frazzi, e “L’attentatuni” di Claudio Bonivento. Non possono mancare i documentari: “I ragazzi delle scorte"; “Chiedi chi era Giovanni Falcone” di Gino Clemente, “Giovanni Falcone - C'era una volta a Palermo” di Graziano Conversano; “Nella terra degli infedeli” di Salvatore Cusimano; “Frammenti di un discorso morale - Falcone e Borsellino, la Tv, le parole” di Andrea Salerno. Non mancano i titoli sul tema anche per i più piccoli: in esclusiva la nuova serie di Rai KidsClan - Scegli il tuo destino”, la storia di un ragazzo di Scampia che, attraverso l’amicizia, il judo e la guida del maestro Maddaloni, trova la forza di ribellarsi a un destino già segnato.

Da non dimenticare la grande antologia presente su RaTeche, disponibile sul web per tutti.

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