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"I Am Not Okay With This", un teen drama figlio illegittimo di Brian De Palma

Il mondo dello spettacolo sta vivendo un periodo di stasi a causa dell’emergenza coronavirus, ma le piattaforme streaming ci vengono in aiuto con vecchi titoli riproposti e nuovi prodotti per rinnovare il catalogo. E’ il caso di I Am Not Okay With This, serie del momento, la cui prima stagione è stata rilasciata da Netflix il 26 Febbraio. Composta da 7 puntate, ognuna di circa 20-25 minuti, racconta di Sidney, una “noiosa diciassettenne bianca” come lei stessa si definisce, le cui giornate si dividono tra la sopravvivenza a scuola, ambiente poco amichevole e quella a casa, forse ancora peggiore. Orfana di padre, al cui ricordo è molto legata, e con un fratello minore, ha una madre subissata dal lavoro, stressata, che non perde occasione per deriderla o farla sentire una nullità. Nel momento in cui scopre di possedere poteri soprannaturali la sua vita subirà una svolta. Teen Drama

La brevità delle puntate e la scelta di puntare su pochi (ma buoni) personaggi fa sì che la storia non si disperda in sottotrame inutili. Tra i personaggi, oltre Sydney abbiamo Stanley e Dina, i suoi migliori amici. Stan abita a poche case di distanza da lei e ne è attrato, il loro rapporto nasce per una similarità di caratteri e nonostante i problemi familiari riesce ad essere sempre positivo ed estroverso. Dina è bella e popolare, fidanzata del belloccio della scuola, e conosce Syd per una pura coincidenza. La vita di questi giovani è un turbinìo di emozioni, eventi, scoperte, segreti rivelati, peccato che tutto risulti banale e prevedibile. Non è colpa della serie in sé, ma del filone a cui appartiene. Il teen drama, a cui Netflix sta dando un discreto supporto negli ultimi anni, ha un iter prestabilito da seguire: adolescenti problematici i cui pensieri vengono spesso espressi dalla voce fuori campo, famiglie sgretolate, rapporti malsani con coetanei, droga, sesso, alcol...insomma, uno schema già ben consolidato da altre serie. In I Am Not Okay With This però entra in gioco un elemento di norma accattivante, il soprannaturale, ma neanche questo salva la serie. Sin dai primissimi minuti vediamo Sydney camminare sconvolta e impaurita lungo una strada, vestita con un abito elegante e completamente ricoperta di sangue. Chi mastica un po’ di cinema classico sa benissimo a quale personaggio fa riferimento, la Carrie di Stephen King portata sul grande schermo nel 1976 dal maestro Brian De Palma ed interpretata da Sissy Spacek, ruolo iconico entrato nella storia del cinema. Gli showrunner della serie hanno dichiarato la vicinanza involontaria con il film, ma visto l’incredibile calco è difficile crederlo. I Am Not Okay With This soffre di questo omaggio, lo rende completamente assuefatto a qualcosa di molto più conosciuto, e non basta aver ideato puntate brevi e intense di eventi, e neanche la presenza di attori giovani molto bravi (tra questi spiccano Sophia Lillis e Wyatt Oleff, già colleghi sul set del remake di IT) per definirlo originale o qualcosa di mai visto, perché non sono due elementi associabili al concetto di originalità. Niente fa sì che possa distinguersi dagli altri teen drama ed essere indimenticabile alla memoria del consumatore medio dei prodotti Netflix, ed è plausibile che cada nel dimenicatorio a breve, essendo un prodotto di facile consumo perfetto per un pomeriggio di noia. Il finale aperto fa pensare ad una seconda stagione, non resta quindi che attendere cosa ne verrà fuori, e sperare che il proseguimento della storia avvenga con un po’ di creatività e personalità che a questa prima stagione mancano totalmente.  

Tiziana Panettieri

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