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La quarta stagione di Gomorra in anteprima mondiale al The Space di Roma

Uno sparo a bruciapelo, la telecamera che diventa rossa, un occhio insanguinato che ci guarda. Comincia così la quarta, attesissima, stagione di Gomorra, in anteprima il 25 marzo al cinema The Space di Roma, alla presenza di attori, registi e produttori. In questo contesto sono state proiettate le puntate di Gomorra 4×01/4×02. Molte novità ci attendono in questa quarta stagione: la più importante è sicuramente l'esordio alla regia di Marco D'Amore, che dirigerà gli episodi 5 e 6. Una scelta motivata dal fatto che "sempre più mi interessavano i temi, più che i personaggi. Sentivo la necessità di raccontare, e Gomorra era il terreno ideale, perché conoscevo la partita che mi stavo apprestando a cominciare". 

Un vero inizio col botto, dunque, per una serie che ci aveva lasciati distrutti, straziati, dalla morte di Ciro l’Immortale. Ma Ciro non è morto, almeno non del tutto. La sua eredità è la vita di Genny, (Salvatore Esposito), di Azzurra (Ivana Lotito) e del piccolo Pietro, e il sacrificio di Ciro non è stato vano. Gomorra 4×01 inizia esattamente dove finiva la terza stagione. Un Gennaro distrutto ripercorre i passi della sua amicizia con Ciro: in quello stesso vicolo dove un Genny ragazzino, messo alle strette dal compagno, aveva sparato per la prima volta a un essere umano, il giovane Savastano piange il suo fratello perduto.

Ma le lacrime fanno posto a una certezza: Ciro non si è immolato invano. E per onorarne la memoria, Genny non può far altro che difendere la sua famiglia. Difenderla da una guerra incombente, dai pericoli che insidiano chi cerca il potere in un posto pericoloso e infido come Secondigliano. Un posto che, comunque, a chi sa cogliere le sue potenzialità può regalare una possibilità. Per proteggere la sua famiglia, Genny può solo fare un passo indietro. I clan rivali non gli faranno la guerra, si accorderanno per la pace, ma a una condizione: la figura di Gennaro Savastano d’ora in avanti non deve essere più associata alla camorra.

È tempo che Secondigliano abbia un nuovo capo: e la prima novità di Gomorra 4 è che il potere passa in mano a una donna. La figura della donna si rivelerà essere quasi materna in questa alleanza precaria: "Questa pace è come un figlio da crescere". Così Genny presenta Patrizia (Cristiana Dell'Anna), il suo erede, a Sangueblù, a Valerio ‘o vucabulario e ai fratelli Capaccio. Cristiana Dell'Anna parla così del suo personaggio: "Non c'è una sorta di assimilazione all'uomo in Patrizia. Lei è una donna, e gestirà il potere come lo farebbe una donna, e in questo senso la battuta di Gennaro si rivela cruciale". 

È tempo che Gennaro Savastano coltivi il suo talento. Al suo fianco c’è sempre lei, Azzurra, che con la quarta stagione diventerà più sicura di sé, più affrancata dall’ingombrante figura del padre, sempre vicino al marito ma mai da lui oscurata. "Ad Azzurra toccherà il compito di guidare il suo uomo nella scoperta e nella coltivazione del suo talento, che Genny metterà al servizio della famiglia su più livelli", dichiama Ivana Lotito.

E proprio grazie a uno di questi contesti entra un elemento di novità rispetto alle prime tre stagioni. Ci spostiamo dal centro di Napoli e andiamo a scoprire i segreti dolorosi della Campania, avvelenata da imprenditori senza scrupoli. È un elemento di novità molto forte, che esce in Gomorra 4×01/4×02, questo della Terra dei fuochi. Un tema che parla della nostra quotidianità, e di come la camorra a Napoli non sia solo sparatorie e violenza tra clan, ma anche un tumore negli anfratti più remoti della vita dei cittadini comuni. Con queste parole ha presentato la quarta stagione di Gomorra Roberto Saviano, in un intervento registrato trasmesso in conferenza stampa. Così il dramma diventa personale, e la decisione di un padre di famiglia di vendere i terreni a Gennaro non è più una questione di soldi ma di principio. Un principio che cela colpe dolorose, che lacerano come un cancro.

Nelle prime due puntate di Gomorra vediamo un’altra faccia di Gennaro, quella del padre di famiglia amoroso e affettuoso verso il figlio. La maschera che indossa per coprire la sua natura di camorrista è convincente perché è vera. Gennaro ama il figlioletto, e farebbe di tutto per farlo contento, per farlo essere come tutti gli altri. Ma la sua natura, anche se in doppiopetto e con i tatuaggi opportunamente celati, resta quella di un camorrista spietato. "Sono cambiato ma non divento più buono: indosso una maschera, anche per amore di mio figlio", così si esprime Salvatore Esposito sul cambiamento radicale del suo personaggio.

Sono due puntate in cui il tema dello spaesamento è centrale: i personaggi sono stati cambiati di posto, come in una partita a scacchi in cui se mangi l’avversario lo divori sul serio. Gennaro, che da perdere ha tutto, indosserà giacca e cravatta per riciclarsi come imprenditore, e dietro un sorriso stempererà gli sguardi di sospetto dei genitori di suo figlio. Patrizia crescerà e coltiverà la sua intelligenza. . Enzo Sangueblù (Arturo Muselli) diventerà un personaggio più profondo, cambiamento che si specchia in quello di Valerio (Loris De Luna), che invece abbandonerà gli intellettualismi per diventare un uomo d’azione, oltre che il braccio destro di Enzo.

Con una certezza: per quanto Genny sia cambiato, certe cose non si dimenticano. E per questo le parole che riserva a Enzo suonano come un minaccioso avvertimento:

Chell ca mìhe fatt fa’ ‘ngopp a chella barc, nun mìo scord chiù

Giulia Zennaro, 25/3/2019

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