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La Dolce Vita: un connubio tra cinema e lirica che strizza l’occhio alla danza

Le migliori colonne sonore del cinema italiano incontrano la lirica e la danza nella mistica cornice dell’Oratorio del Caravita a Roma. Fautore di questo magico incontro è Antonio Desiderio, manager della lirica e del balletto e talent scout dal fiuto infallibile. La sua è una vita consacrata alle arti del palcoscenico in cui non smette mai di credere. Questa volta con La Dolce Vita Antonio propone un ciclo di serate in cui sono protagoniste le colonne sonore dei Premi Oscar del grande cinema italiano da “La dolce vita” a “Il buono, il brutto e il cattivo”, passando per“C’era una volta in America”, “Nuovo Cinema Paradiso”, “Il padrino”, “La vita è bella” e molte atre ancore.
“I brani sono stati scelti da un programma preesistente, realizzato dalla società Opera Lirica Srls di Giuseppina Cuccaro, attuale Ceo e Fondatrice, nella quale sono subentrato come Direttore Artistico", spiega Desiderio, “ed è adattato sugli arrangiamenti del violinista il M° Elvin Dhimitri per quartetto d'archi, oboe e pianoforte. La serata è arricchita dalla danza che ben si sposa con alcune performance musicali presenti nella serata come “Romeo e Giulietta” e “La dolce vita” di Federico Fellini. Così si è cercato di rendere lo spettacolo più interessante e adatto a tutti i tipi di pubblico, permettendo di ascoltare il bel canto e guardare la buona danza”.
Gusti popolari diventano raffinati grazie alla lirica e alla danza. Non mancano nemmeno pietre miliari del repertorio lirico come “Casta diva” e “E lucevan le stelle”. Tra gli Oscar cinematografici compaiono brani nazional-popolari che evidenziano come il tema principale della serata sia la città di Roma con tutta la sua magia. Le canzoni ricordano come il canto nazional-popolare sia una nostra tradizione che va mantenuta e protetta. Alcuni brani sono stati riadattati in ambito lirico come “Roma nun fa la stupida stasera”di Armando Trovajoli dalla celebre commedia musicale Rugantino, “Arrivederci Roma” di Renato Rascel o “Vacanze Romane” dei Matia Bazar, con una trasposizione vocale per soprano e tutta la raffinatezza stilistica che ne consegue.bar 2493
La danza prende vita dall’ispirazione coreografica di Valerio Polverari, al tempo stesso creatore e interprete dei balletti insieme alla ballerina Silvia Accardo. Due professionisti cui va il merito di portare la danza al di fuori della classica ambientazione teatrale, sperimentando adattabilità a cornici e situazioni diverse. Le coreografie vedono la donna quasi sempre sulle punte. Tale scelta è dettata dal fatto che “la lirica”, afferma Valerio,“contiene un aspetto già di per se molto teatrale che ben si accompagna all’allestimento della location. Pertanto si è voluto mantenere una linea classica anche nel balletto. Da qui la scelta di utilizzare le punte. Inoltre, più che alla pellicola e alla trama cinematografica, la danza vuole rifarsi alle sensazioni che i film sono in grado di rievocare nel pubblico.
FB IMG 1520007520936Silvia, invece, spiega come nell’interpretazione della donna, sempre al centro delle coreografie, abbia cercato di danzare ispirandosi più che alle dive del cinema alle emozioni ma, al tempo stesso, lasciandosi guidare dalle indicazioni del coreografo. “È questa la cosa bella della danza: ti permette di esprimere un’idea attraverso l’interpretazione personale e trasporre con duttilità la danza classica in un ambiente diverso da quello teatrale. La versatilità è parte integrante della danza stessa”.
Grazie a questa iniziativa di Desiderio, di Opera e Lirica Srls e di tutti gli artisti, musicisti e ballerini coinvolti, può ben dirsi che la danza classica, da sempre “ghettizzata” nei teatri, può essere realizzabile e fruibile anche in molteplici ambientazioni. E ogni lunedì non solo un pubblico elitario ma anche un pubblico “popolare” potrà godere di lirica e balletto.

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Roberta Leo 05/052018

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