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“War is over”: l’Italia della Liberazione tra scatti di sorrisi e guerra

La guerra è un atto di strascichi di cui la Liberazione non è meno violenta.
La mostra che si svolge dal 26 Settembre al 10 Gennaio 2016 presso il Museo di Roma – Palazzo Braschi, “War is over!”, dedica 140 immagini (tra cui alcune inedite) assieme a filmati d’epoca al periodo fra il 1943 e il 1946.
Il focus è il connubio tra civili e militari italiani assieme agli eserciti alleati e ai partigiani. Già questo si rivela un punto interessante per via di una dichiarata problematicità del racconto – dalla parte dei vincitori …? – sia proveniente dagli scatti dell’Istituto Luce che dalle fotografie dei Signal Corps (servizio di comunicazione dell’esercito statunitense).
La mostra non intende inquadrare un percorso cronologico degli ultimi anni della guerra e del primissimo dopoguerra, quanto piuttosto rendere pubbliche immagini censurate dall’organo ufficiale di documentazione fotocinematografica del regime e gli scatti a colori raccolti in un raro repertorio presso la NARA (National Archives and Records Administration) di Washington. Il bianco e nero dell’Istituto Luce a fronte del colore dei Signal Corps connotano un’Italia destabilizzata da una guerra non solo fatta di armi e sangue, ma di conflitto fra stili di vita nell’ordine del potere e di una società raffigurabile anche in maniera informale.
Dieci sezioni tematiche (tra cui La guerra non è come un film, Vincitori e vinti, Amore e guerra, Consolazioni e divertimenti) e tre postazioni video compongono il senso fortemente cinematografico di ogni testimonianza in cui risaltano le differenze tra la cultura italiana e quella statunitense nell’immortalare il sorriso nella guerra, la possibilità di provare piacere e gioia, di avvicinare un bacio distaccato da ogni volontà di distruzione o necessità di protezione.
Il valore di questa mostra risiede nell’esplicitare l’importanza della rappresentazione, singolarmente e al di là della storicità di un evento (che viene data per acquisita …), al fine di indagare ciò che affettivamente si perdeva nelle maglie della censura e ciò che veniva sottolineato dalla propaganda statunitense sulla salvezza di un popolo domato.
La guerra può finire, la guerra sta finendo, la guerra è da vivere.
“War is over” racconta le speranze e gli slanci per una ricostruzione che si possa pensare totalmente diversa dal passato. La guerra e la Liberazione come due identità, l’Istituto Luce e i Signal Corps come due strumenti temporali dello stesso evento in cui si possa stare insieme in un’Italia diversa.

Rosa Traversa 30/09/2015

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