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Milano: Giuliana Musso ritorna con il divertente “Wonder Woman”

Wonder Woman è un personaggio dei fumetti creato da William Moulton Marston nel 1941, pubblicato dalla DC Comics, ed è considerata una delle tre icone di base dell'universo immaginario della DC Comics, insieme a Barman e Superman. Sincero teorico del femminismo, Marston, creò il mito di Wonder Woman, un modello per le donne che fosse in grado di portare avanti con forza le loro idee ed il loro mondo. Il migliore modo per rivalutare le peculiarità delle donne fu dunque creare un personaggio femminile con la forza di Superman ed il fascino di una donna in gamba e affascinante. Strano caso e singolare dunque quello che sia stato proprio un uomo a far entrare a pieno diritto nel mondo dei fumetti il genere femminile.
E sulla figura della donna, si focalizza il divertente spettacolo di e con Antonella Questa, Giuliana Musso, Marta Cuscunà, in scena al Teatro Elfo Puccini fino al 13 dicembre. Partendo dall'inchiesta di Silvia Sacchi e Luisa Pronzato, le tre attrici analizzano il tema dell'indipendenza economica femminile con intelligenza ed ironia, tracciando un quadro preciso e dettagliato di situazioni che quotidianamente vedono una discriminazione nei confronti delle donne. Questo “Wonder Woman” esplora gli stereotipi del genere femminile: abbiamo la donna top manager, la libera professionista, l’avvocato divorzista, il cacciatore di teste. La galleria di personaggi, che compongono parte dell’universo femminile, mette in evidenza, la crisi delle coppia, i mancati riconoscimenti alle donne, il consumo di energie per farsi valere.
Le tre attrici sono formidabili, ciascuna con le proprie caratteristiche, Giuliana Musso si distingue come sempre. Essere donna comporta degli svantaggi anche nei fumetti: Superman era un giornalista, Batman un miliardario, mentre le super eroine non hanno mai fatto carriera: si pensi alla Donna Invisibile, già dal nome partiva svantaggiata. Purtroppo è un dato di fatto che pur essendo dotate di competenze straordinarie, le donne ancora oggi fanno fatica ad affermarsi: si veda la percentuale della presenza femminile nei CDA delle maggiori aziende europee. Sono rari i casi, come quello della Svezia, dove le donne sono tutelate e si può parlare a voce alta di pari opportunità. L’Europa con in testa l’Italia, è vittima di un maschilismo imperante. “Wonder Woman” dunque può essere visto come uno spettacolo a favore per la donna, un testo che cerca di svegliare le coscienze al fine di far comprendere che un maggior numero di donne al potere o comunque nei ruoli chiave delle aziende, favorirebbe l’aumento della produttività. Sarebbe giusto smettere di pensare alla donna come lo stereotipo di femmina innamorata e se come nel caso di Wonder Woman, pure “sfigata” perché rinuncia ai superpoteri per stare vicino al suo innamorato che viene ucciso nell’episodio successivo.
La donna può trionfare e vincere metaforicamente gli uomini, senza però perdere le sue caratteristiche, ovvero senza scimmiottarli. Lo spettacolo rimarrà al Teatro Elfo Puccini fino al 13 dicembre. Un’occasione per riflettere, sorridendo, sulla figura femminile nelle dinamiche del tessuto socio-economico.

Adele Labbate 09/12/2015

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