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Il collettivo I.T.A.C.A. presenta "ION" - 1 e 2 febbraio allo Spazio Diamante

Sabato 1 febbraio alle 21 e domenica 2 alle 17, torna allo Spazio Diamante il collettivo teatrale I.T.A.C.A. con ION, lo spettacolo scritto e diretto da Dino Lopardo da un’idea di Andrea Tosi, con Alfredo Tortorelli, Andrea Tosi e Iole Franco. Lo studio è risultato vincitore come “Miglior progetto sezione teatro” alla terza edizione del Festival InDivenire, con queste motivazioni:

“Un lavoro di esemplare artigianato teatrale, un gioiello costruito su un apparente equilibrio di mondi interiori che si specchiano. Una famiglia del Sud, un piccolo paese, due fratelli e sullo sfondo due genitori. Un gancio potentissimo che va ad afferrare con violenza il cuore di chi asclota e lo costringe a fare i conti con la propria esistenza, i propri ricordi, il vissuto, il sole, il buio, i respiri, le aspirazioni, le lacrime ricacciate in gola. E poi l’inadeguatezza di una vita costruita su sogni fragilissimi, e quel pregiudizio contro le diverisità difficile da estirpare. Una malattia, ma dell’anima. Che traforma addirittura il corpo, ingabbia il fluire di una vita. Una messinscena in divenire che è già un vortice di luci e colori, lacrime e balbuzie e poesia.”ION 1 2

ION nasce da un’idea di Andrea Tosi, frutto di ricerche sul tema della follia e sulla storia degli istituti manicomiali. Da queste premesse, il drammaturgo Dino Lopardo  ha elaborato un testo inedito anche grazie alle sollecitazioni che gli attori stessi hanno fornito durante i giorni di lavorazione dedicati alle improvvisazioni. Ne è scaturita una storia nuova, quella di un ragazzo omosessuale e del suo rapporto affettivo con il fratello, in un contesto familiare in cui la diversità sessuale è avvertita dal padre come malattia, mentre la madre ne vive in silenzio le traversie e le fragilità. Queste due figure, se pur mai presenti, aleggiano sulla scena e contribuiscono a creare un personaggio “extra diegetico” che condizionerà ineluttabilmente la vita e il destino dei due fratelli.  

Sinossi

Che cosa successe a Giovanni la sera prima del litigio furioso che ebbe con suo fratello Paolo? Di cosa parlò con lui? Che rapporto c’era tra i due? Il fratello, Paolo, è stato fin da bambino molto legato al padre, al contrario di Giovanni che invece ha sempre avuto un rapporto privilegiato con la madre. Una madre che i due fratelli hanno conosciuto in maniera differente: Giovanni la ricorda come madre affettuosa, mentre Paolo come la pazza del paese. Lei che, dopo il secondo parto, cade in una forte depressione. Paolo fin da bambino ascolta il padre parlare della madre come un peso, come una palla al piede e di Giovanni come il figlio mai voluto. Giovanni vive sulla sua pelle il non essere accettato come figlio e tacciato dal padre stesso come diverso. Un padre “Padrone”, anaffettivo, chiuso nelle sue convinzioni che non accetterà mai la condizione di suo figlio neanche davanti alla morte.  

Note di Regia

Essere emarginati o emarginarsi? Cosa accade quando un essere umano viene lasciato solo a marcire in silenzio dalla propria famiglia: una famiglia ottusa, retrò, all’antica come direbbe un noto scrittore. L’elemento esilio, allontanamento, confino per certi versi è stato l’oggetto principale di studio in fase di realizzazione di questo primo approccio sulla diversità. La famiglia ha un peso specifico, come pure gli affetti, il condizionamento della società. Ho voluto che i protagonisti di questa storia fossero entrambi rinchiusi nelle loro aspirazioni, sogni, vizi e tanta rabbia. Non c’è chi vince o chi perde ma solo il fluire  degli eventi che condizionano un essere umano sin dalla nascita. Il punto focale è propriamente la famiglia perché è la radice da cui ogni individuo trae la sua condizione esistenziale.  Da piccolo Giovanni è stato messo in punizione dal padre perché si è lasciato trasportare dalla scoperta del suo sesso, ha semplicemente amato un altro uomo. Da grande si è rinchiuso in se stesso e nelle sue paure, nelle sue ossessioni. Non è stato più capace di volare, se non con i suoi pensieri e con il cuore: i contorni di un’ anima sensibile e fragile.

Dino Lopardo 

Il progetto ION

Il progetto ION si propone di realizzare in forma compiuta un percorso, un lavoro teatrale che è ancora in itinere. Un momento d’incontro e confronto con le realtà teatrali e culturali di tutto il territorio nazionale. Il collettivo I.T.A.C.A. auspica ION possa essere un’occasione di incroci artistici, di conoscenza e collaborazione produttiva. L’approdo all’atto unico, ovviamente, sarà soltanto la fase finale del lavoro cha al suo interno avrà inglobato svariate attività: lavoro drammaturgico, allestimento scenico, illuminotecnico, progettazione e realizzazione scenografica, residenze artistiche, incontri e dibattiti sui temi trattati dal testo, prove aperte con pubblico selezionato, incontri e relazioni con professionisti della scena, della letteratura, della poesia, dell’artigianato teatrale.

Il Collettivo I.T.A.C.A. è composto da: Dino Lopardo (Drammaturgo/Regista), Jole Franco (Aiuto Regia, costumi e attrice), Andrea Tosi (attore) e Alfredo Tortorelli (attore). Il gruppo inizia quest’avventura di lavoro d’insieme proprio per ION a luglio 2019 con l’intenzione di parlare di diversità, di disattamento, di malattia mentale, di orienamento sessuale e, soprattutto, di pregiudizio sociale. Non avendo una produzione alle spalle, durante questa prima fase di lavoro, ci si è avvalsi del sostegno di volontari, amici professionisti che hanno sposato il progetto: veri artigiani del teatro e professionisti di umanità.

 

TRAILER:https://youtu.be/BfkoGT7YC9I

 

Redazione 29/02/2020

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