Questo sito utilizza cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione e rispetta la tua privacy in ottemperanza al Regolamento UE 2016/679 (GDPR)

                                                                                                             

A Ferrara la XX edizione di Biennale Donna: Yours in solidarity- Altre storie tra Arte e parola

Binta Diaw

Lunghe trecce di capelli neri riempiono la stanza, si fanno braccia e gambe, figure senza corpo poggiano su una superficie metallica, stanno su da sole e avvolgono lo spettatore che entra nello spazio. Spazio che il corpo femminile non si è potuto prendere per lungo tempo. Binta Diaw artista senegalese qui rappresentata, sceglie di indagare nella sua opera il proprio corpo in opposizione ad una mentalità bianca, maschile e occidentale. 

A Palazzo Bonaccossi, dal 18 aprile al 30 giugno 2024, al via la nuova edizione di Biennale Donna, storica manifestazione artistica dedicata al femminile, promossa da UDI - Unione Donne in Italia, curata da Sofia Gotti e Caterina Iaquinta. Quest’anno in occasione del ventennale vedrà sei artiste di fama internazionale solidali nella costruzione di un discorso sulla società e sull’identità femminile. Oltre al loro lavoro, vi saranno esposte documentazioni e archivi che ripercorrono la storia della Biennale.

La mostra inizia con un lavoro di Amelia Etlinger, unica non più in vita fra le sue colleghe in mostra e unica a non considerarsi artista, bensì poetessa visiva. Il suo lavoro è fatto di parole e fili, tessuti e lettere, buste chiuse indirizzate ad alcune importanti donne e sorelle della sua vita, fra cui Mirella Bentivoglio e Betty Danon. 

A seguire Bracha L. Ettinger artista Israeliana, filosofa e psichiatra che ha recentemente rinunciato a fa parte della commissione esaminatrice di Documenta 2027, dopo aver chiesto una pausa per il recente conflitto Israelo-palestinese. Il suo lavoro unisce elementi visivi e poetici ponendo spesso al centro della sua indagine personaggi della mitologia femminile: Euridice, Medusa Demetra, Persefone. Attraverso il suo lavoro indaga la condizione umana, il trauma e la tragedia della guerra.

Legate alla parola, le protagoniste di questa manifestazione lo sono tutte, Sara Leghissa, italiana di origine ma figlia artistica di Barbara Krueger (nota grafica e foto editor statunitense), la usa in maniera specifica. I suoi manifesti con frasi e slogan dai connotati pubblicitari e contenuti profondamente politici indagano questioni legate al corpo della donna e anche temi diversi come ad esempio gli effetti del covid sui più giovani. 

Altra artista che si è occupata di questo è l’olandese Nicoline Van Harskamp che ha messo in evidenza con una propria ricerca, come la diversità del linguaggio parlato può aver determinato una diversa diffusione del covid a seconda dei Paesi. La Herskamp si è occupata lungamente di questioni legate alla politica studiando specificamente come nel caso di questa mostra, alcuni slogan anarchici, Yours in solidarity, è la firma in calce di molte lettere fra anarchici. La sua ricerca è legata all’autodeterminazione e ai risultati raggiunti da alcune utopie politiche in passato. 

Ultima artista qui citata, non certo per importanza è l’interessantissima Muna Mussie. Di origini Eritree, giunta in Italia molto giovane, porta avanti un percorso artistico in cui lavora sulla memoria e sull’importanza della collettività per portare avanti, attraverso modalità diverse, elementi del passato che rischiano di cadere nell’oblio. Il suo lavoro unisce tematiche differenti e apparentemente lontane fra loro, scegliendo in molti casi di farsi guidare da un pensiero all’apparenza casuale, legato alle coincidenze, che le permette di spaziare e passare per associazioni libere da un argomento all’altro, senza per questo perdere mai il filo del proprio discorso. Il suo lavoro in questa sede è legato ad un progetto collettivo di ricamo.

La mostra sarà aperta da martedì a domenica in orario 9.30-13, 15—18

Arianna Piccoli  20/03/2024

Libro della settimana

Facebook

Formazione

Sentieri dell'arte

Digital COM