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Il patrimonio artistico italiano, valorizzato o depredato, in due puntate di Petrolio su Rai1

“Il pubblico migliore si può riunire di fronte ad un documentario”, con questa frase Duilio Giammaria, conduttore e giornalista Rai, si è espresso commentando la nuova prima tv di “Ladri di Bellezza”, puntata della trasmissione Petrolio, andata in onda lo scorso mercoledì 6 giugno su Rai1. Il traffico degli oggetti d’arte, frutto di scavi clandestini è il quarto mercato illecito del mondo. Attraverso il linguaggio dell’inchiesta giornalistica e la sinergia con le forze dell’ordine nazionali e internazionali, la Rai ha presentato un vero e proprio documentario su un’idagine durata più di un anno, mettendo in luce il sistema di contatti, i rapporti, gli scambi di denaro di una rete che fa girare un’immenso, e sconosciuto ai più, mercato clandestino.
“Questa puntata di Petrolio contribuisce a catalizzare l’attenzione verso le arti e verso la nostra storia” continua Giammaria, “è importante riportare una nuova consapevolezza sui beni culturali del nostro paese, considerando che proprio il nostro patrimonio culturale, a causa di questi traffici, ci sta abbandonando”.

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Duilio Giammaria e la troupe di Petrolio hanno seguito le tracce del traffico internazionale fino a New York e Los Angeles, dove proprietari di multinazionali utilizzano l’arte e l’archeologia per darsi lustro anche a discapito della legalità. Un flusso ininterrotto di centinaia di milioni di dollari che va ad alimentare il saccheggio e il traffico internazionale, così, capolavori della nostra storia diventano preda di collezioni private esposte nei grandi appartamenti di Manhattan e talvolta prestati a musei internazionali come Villa Getty di Malibu o il Metropolitan Museum di New York. 

Una tragedia, considerando che “un oggetto senza la sua storia è solo un soprammobile”, e di questi oggetti strappati dai propri siti di origine, solo nel 2001 nei depositi di Basilea, in Svizzera, sono stati sequestrati più di 5,5 mila reperti archeologici, per un valore di oltre 50 milioni di euro.
“Bisogna fare sempre attenzione alla targhetta delle opere e alla loro provenienza” ricorda il Generale Fabrizio Parrulli, al Comando dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Cultural,. che continua, “quando questa non è specificata è probabile che si tratti di un oggetto sospetto”.

Come sottolinea Francesco Rutelli, presente alla conferenza stampa di presentazione, fondatore e presidente del Cultural Heritage Rescue Prize e presidente dell’associazione Incontro di Civiltà “anche questo è servizio pubblico, mostrare la razzia del nostro patrimonio artistico e documentare e trasmettere la vera e propria guerra del commercio d’arte clandestino”, e continua “dietro alla distruzione dell’Isis, ad esempio al museo di Mosul, sono stati verificati trasferimenti di centinaia di reperti rivendibili e trasportabili in tutto il mondo, l’Italia non è esente”. E, infatti l’associazione di cui Rutelli è presidente ha premiato il direttore delle antichità della Siria per il suo lavoro di tutela e protezione del patrimonio artistico oltre che il direttore della scuola di musica di Kabul come eroi in difesa della conservazione e protezione dei beni culturali e artistici dei loro paesi. 

Ma in questa guerra intricata sono state vinte alcune battaglie e le telecamere di PetrolioSeguendo le indagini delle forze dell’ordine nazionali in collaborazione con alcuni dipartimenti dell’FBI, hanno documentato la rete di migliaia di oggetti illecitamente venduti proprio da due grandi trafficanti italiani, Giacomo Medici, specializzato in traffico di reperti etruschi e Gianfranco Becchina, referente per i tombaroli siciliani. 
Durante la conferenza stampa è stata presentata anche la puntata “Eredi Unici”, che verrà mandata in onda su Rai1 il prossimo 13 giugno in prima serata alle ore 21.30. Con oltre tremila musei, duemila aree e parchi archeologici e quarantanove siti dell’Unesco, il nostro paese possiede il più ampio patrimonio culturale al mondo, si può dire il nostro "petrolio". Ma gli italiani, gli “Eredi Unici” se ne rendono veramente conto? e come lo preservano? Petrolio, insieme al FAI (Fondo Ambiente Italiano) analizzerà i modelli economici più virtuosi, come è stato ricordato in conferenza stampa, ad esempio, Villa Balbianello sul Lago di Como o la tenuta di Punta Mesco. In collaborazione con Cariplo, invece verranno aperte le porte dell’abbazia di Chiaravalle.

Marta Perroni 08/06/2018

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