Questo sito utilizza cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione e rispetta la tua privacy in ottemperanza al Regolamento UE 2016/679 (GDPR)

                                                                                                             

“Mentre le luci erano spente”: un bizzarro delitto sul palco

Cosa potrebbe esserci più singolare che veder morire una persona sul palco? Forse vederla morire in circostanze davvero bizzarre.
Siamo all’interno di una villa inglese situata nell’arcipelago delle Bermuda. La ricca famiglia Wickenham è impegnata nei preparativi per accogliere degli ospiti particolari come il francese playboy Pierre Pourri (Massimo Sconci), la famosa stilista Bibi (Laura Pacini), Jasmine (Daniela Zoffoli) l’amica dell’Alabama, Fredonia Custardine (Francesca Sampogna) la sorella di Lady Wickenham e sua figlia Chloe (Chiara Carpentieri).
Così inizia “Mentre le luci erano spente” spettacolo scritto dall’autore americano Jack Sharkey e portato in scena, dal 7 al 19 marzo, al teatro San Genesio di Roma dalla Compagnia Teatrale Sogni di Scena.Mentrelelucieranospente2
Il maggiordomo Remley (Claudio Carnevali) annuncia a Lord Wickenham (Claudio Bianchini), scontroso padrone di casa, l’arrivo di Braddock (Simone Giulietti), un ispettore goffo e poco intuitivo, e della sua brillante assistente Alma Threedle (Gisella Cesari). I due hanno ricevuto un misterioso messaggio che preannuncia un terribile omicidio all’interno della villa.
Tutti gli invitati arrivano e all’interno di un colorato salotto con una meravigliosa vista sul mare ci si prepara a sorseggiare gustosi cocktails. Le frivole chiacchierate tra l’avvenente Lady Wickenham (Flaminia Grippaudo) e i suoi ospiti vengono interrotte all’improvviso da un forte temporale che provoca un blackout.
Nel buio più totale, una voce agonizzante urla “Sesso! Sesso!” seguita da un colpo di pistola. Le luci si riaccendono e tutti si trovano di fronte a una scena raccapricciante: Lord Wickenham è steso a terra privo di vita, davanti al cadavere c’è una bionda sconosciuta con un pugnale insanguinato in mano e dietro di lei, su un foglio, un messaggio scritto con il sangue. L’ispettore e l’assistente esaminano il corpo e la diagnosi appare chiara: L’uomo è stato strangolato.
Cosa è successo veramente durante il blackout? Chi ha commesso l’omicidio?
Tutti i presenti sono i principali sospettati dal figlio Algernon (Leone Mazzotti), alla cameriera Mimosa (Loredana Cofano), fino ad arrivare alla governante Nancy (Lidia Losito). Tutti odiavano la vittima.
Mentrelelucieranospente3La regista Emilia Miscio è stata in grado di portare sulla scena uno spettacolo difficile da definire, un ibrido a metà tra la commedia caratterizzata da un humor pungente e un giallo intrigante (impossibile non pensare a “Dieci piccoli indiani”) dove tutti appaiono innocenti e niente è come sembra. Si tratta di una messa in scena originale in grado di riunire passioni, tradimenti, inganni e, soprattutto, tanto mistero. Una formula che risulta vincente. Il pubblico viene completamente catturato dalle strane vicende che animano quel particolare salotto inglese e viene assalito dal desiderio di saperne di più.
Ogni personaggio, con la sua eccentrica personalità, riesce a impossessarsi della scena, attirando su di sé gli occhi e dando delle risposte, a volte certe e altre un po’ meno, a chi sta osservando.
Nonostante la lunghezza dello spettacolo (tre atti) e i numerosi personaggi presenti sulla scena (quattordici), la pièce ha un ritmo incalzante e senza cali di tensione narrativa.
Il clima ‘en suspens’, spezzato di tanto in tanto dalle battute esilaranti, fa fremere lo spettatore che, portato costantemente fuori pista dagli attori, cerca di andare alla scoperta della verità (tanto da sentire dietro le spalle un appassionato mormorio sulle possibili soluzioni dell’omicidio).
Quello che avviene in platea è un particolare caso di partecipazione diretta: molto interessante è stata, infatti, la scelta di offrire a ciascun spettatore dei fogliettini con i nomi dei personaggi e alcuni indizi per provare a scoprire il colpevole e il suo movente. Una trovata molto simpatica, ma non banale. Il compito di osservare e quello di partecipare in maniera diretta si fondono insieme. Non esiste più un palco con attori e non esiste più una platea con il pubblico, ma un unico spazio scenico condiviso in egual misura dai protagonisti di un terribile delitto e da persone che per una sera s’improvvisano investigatori, tentando di scoprire che cosa è realmente successo mentre le luci erano spente.

Marilisa Pendino 09/03/17

Libro della settimana

Facebook

Formazione

Colori e sapori

Recensito su Twitter

Digital COM