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Amo i paragrafi corti: lezioni introduttive sulla solitudine

Esagitata, inquieta, muta, d’un tratto logorroica; Silvia teme ogni esame. Se per lei lo studio è un mostro motore di angoscia, la sua messa in atto è il persistente cavillo che l’attanaglia.
S’inchioda alla sedia, ricorre a speciali cuffie antirumore; vano è ogni tentativo di concentrazione.
In scena al Teatro India di Roma lo scorso 18 e 19 Maggio, “Amo i paragrafi corti: lezioni introduttive sulla solitudine” di Mariasilvia Greco è parte integrante del progetto “Scritture” di Lucia Calamaro.
“Io so studiare!” – assidua e irruenta la ragazza si esorta, insofferente eppure bisognosa delle silenziose premure di due genitori remissivi e spaventati. La sua è la storia di un’insolita solitudine.
Una madre intenta a difficili parole crociate, un padre che si improvvisa in creativi progetti culinari; sono tutte distrazioni di fronte d una figlia che sembra soffrire d’un disturbo senza rimedio.
Si avvicinano quando lei si allontana, si allontanano quando lei si avvicina; è forse una comunicazione distorta che si fa meccanismo per un disagio reciproco che ci illude a voler rimanere da soli.
Laddove i genitori cercano in tutti i modi di giungere alle cause di un’esasperazione che appare immotivata, Silvia si chiude nella sua stanza dove tra una lettura e l’altra si improvvisa a dialogare con un gigantesco poster di Sandro Pertini.
“Sandro! Sandro!” - E’ inibita dalla scadenza, si sente “surgelata”, alterna spasmi furenti ad un’immobilità letargica e immobilizzante.
Sarà solo dopo l’allontanamento meramente fisico dalla casa paterna che quel malessere, una volta estremizzato, troverà forma.
Un sentimento nostalgico, un bisogno impellente travolgerà la protagonista che in bilico tra la rassicurazione infantile e la spinta all’indipendenza si scoprirà essere ancora attaccata ad una culla cui pensava di voler fuggire.
Con Mariagiulia Colace, Francesco Aiello e Emilia Brandi, un filo invisibile attraversa questa storia tragicomica, un filo che, se riconosciuto si fa rimedio e consapevolezza di fronte al dilagare di un crescente spaesamento.

Giorgia Leuratti

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