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Covid-19: healthcare bot, l’assistente virtuale di Microsoft per la sanità

La tecnologia supporta l’emergenza con l’efficacia delle idee, fonti inesauribili di speranza e miglioramento. Grazie alla collaborazione tra Microsoft e INAIL nasce Healthcare Bot, un servizio cloud gratuito che consente alle strutture sanitarie di potenziare il proprio portale rendendo accessibile un assistente digitale per l’autovalutazione dei sintomi del Coronavirus. L’obiettivo è quello di migliorare l’accesso all’informazione sui siti di riferimento attraverso un’esperienza di conversazione naturale e potenziare la gestione dei quesiti da parte del personale sanitario per evitare intasamenti e rallentamenti nell’erogazione delle cure.
L’intelligenza artificiale di Microsoft può rispondere in modo interattivo alle domande dei pazienti e aiutarli a discernere le azioni da intraprendere, favorendo un’accurata valutazione del rischio e accelerando il triage clinico necessario. Nell’ultimo mese, a livello globale, il bot ha già offerto consulenza a 18 milioni di persone e gestito circa 160 milioni di messaggi. In dieci giorni sono quasi 10.000 gli italiani che ne hanno beneficiato - con una mole di oltre 42.000 messaggi - riconoscendo l’utilità dello strumento (89%).
Tra le prime realtà del Paese ad attivare il Chatbot c’è l’Istituto Nazionale Malattie Infettive IRCCS “Lazzaro Spallanzani” che sulla sua home page ha inserito il nuovo assistente virtuale. Il Bot è in grado di offrire indicazioni su come comportarsi in caso di sospetto Coronavirus e sulle precauzioni che tutti, in particolare i soggetti a rischio, devono adottare, garantendo un servizio puntuale con risposte immediate. «Il Chatbot abilitato da Microsoft si è rivelato uno strumento semplice ma concreto - ha affermato l’ingegnere Gabriele Rinonapoli, U.O.S.D. Sistemi Informatici e Telecomunicazioni dell’IRCCS Lazzaro Spallanzani - Ci aspettiamo che in poco tempo sempre più utenti possano utilizzarlo e in una prospettiva di più lungo termine questo ci porterà ad ottimizzarlo anche per altri servizi ospedalieri. Se tutte le aziende sanitarie si dotassero di tali strumenti, si garantirebbe l’uniformità delle informazioni fornite ai cittadini e si faciliterebbe la raccolta in tempo reale di dati utili anche per analisi epidemiologiche e per azioni di sorveglianza sanitaria proattiva».
L’Azienda Ospedaliera San Giovanni Addolorata associa l’uso del Chatbot all’impiego estensivo della piattaforma Microsoft Teams: grazie al continuo lavoro dello staff amministrativo è stato possibile provvedere persino ai concorsi e alle assunzioni del personale necessario in questa fase di emergenza. La piattaforma cloud ha avviato l’esperienza di Telenursing per seguire anche a distanza i pazienti risultati negativi a un primo tampone e che, in attesa di sottoporsi al secondo, devono rientrare al domicilio: un gruppo di infermieri resta in contatto con loro, offrendo sia supporto psicologico, sia indicazioni ulteriori. TeleMidwifery invece vede un gruppo di ostetriche in contatto virtuale con le future mamme, dando seguito al corso di preparazione al parto in videoconferenza per limitare i rischi legati a possibili contagi.
Interessante anche l’esperienza dell’ASL Napoli 3 Sud che con 8 plessi ospedalieri in 57 comuni gestisce un bacino di 1.070.000 utenti. Il Chatbot è in fase di personalizzazione grazie alla cooperazione con l’Università degli Studi di Napoli L’Orientale e l’uso della piattaforma Teams sta dando ottimi risultati. Grazie a Skype, inoltre, è possibile continuare i percorsi di cura e riabilitazione: un team di logopedisti prosegue l’attività con i piccoli pazienti che si collegano da casa e un team di psichiatri continua le proprie terapie attraverso video-sedute. La creazione di canali comunicativi digitali può dunque essere una risorsa preziosa per la gestione di un’emergenza che disorienta, confonde gli equilibri e destabilizza gli stati d’animo. Occorre essere fiduciosi non solo come utenti, ma soprattutto come individui responsabili.

 

Laura Rondinella    20/04/2020

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