Questo sito utilizza cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione e rispetta la tua privacy in ottemperanza al Regolamento UE 2016/679 (GDPR)

                                                                                                             

Recensito incontra Leo Gullotta e Fabio Grossi in scena a Catania con "Farinelli e il Re"

Fabio Grossi e Leo Gullotta tornano insieme sul palcoscenico Il 4 novembre con Farinelli e il re di Claire Van Campen, presso il Palazzo degli Elefanti di Catania. Una serata evento, questa, prodotta dal Teatro Stabile, in un reading concerto in cui il regista porta in scena un testo ricercato ed elegante.

Fabio, come ti sei imbattuto in Claire Van Campen?
In uno dei miei viaggi a Londra dedicato al teatro, lo vidi, anche su consiglio di Monica Capuani alla quale ho poi commissionato la traduzione. Fu messo in scena al Duke of York dalla stessa autrice, noto teatro del West End, con protagonista il premio Oscar, Mark Rylance. 

La storia narra fatti realmente accaduti. Il re Filippo di Spagna, affetto da depressione, viene risollevato dalla musica del cantante Farinelli. Cosa ti ha colpito di questo racconto, da farne un riadattamento?
Il messaggio che vuole trasmettere e cioè che la cultura, l’arte,  vivificano.

La musica è una cura per il nostro protagonista. Pensi lo sia anche nella vita?
Ne sono convinto. In Italia è stato deciso di non insegnare più la musica nella scuola dell’obbligo e secondo me mai errore fu più clamoroso. Come quello di escludere la storia dell’Arte come materia nei licei. Parafrasando un vecchio andante: una casa senza libri è una stalla!

 

Protagonista è Leo Gullotta. Voi avete lavorato insieme già in passato: come è nata questa collaborazione? Hai pensato subito a lui per il ruolo del re?
Oh sì, è un personaggio completo quello del re in questo testo, gioca il suo suonando tutte le corde dell’animo umano: come completo è Leo Gullotta come attore.

Leo è un attore versatile, passa dai ruoli comici a quelli tragici, ma lo si ricorda specialmente per l'ilarità che trasmette. C'è un momento in particolare della preparazione insieme che ricordi col sorriso?
Se ti riferisci alla preparazione di Farinelli e il Re, quando ha cominciato a parlare con il pesce rosso (nel testo il Re apre la scena proprio in questo modo!) … Sembrava vero, sia lui che il pesce !


Tu hai lavorato come attore e regista, sia a teatro che in tv, che al cinema. A cosa di questi tre non potresti mai rinunciare?

Io sono un attore e festeggio quest’anno i 40 anni di carriera. Dal 2000 mi sono dedicato , quasi esclusivamente, alla regia teatrale. Non rinuncerei a niente!

Perché hai deciso di non recitare in questa piece?
Perché non ho mai recitato negli spettacoli che ho diretto. Penso che le cose, fatte una per volta, vengano meglio!

Chi è il più grande attore di teatro vivente per te?
Tutti quelli che oggi non ci sono più e che sono andati oltre gli applausi

Da chi ti piacerebbe essere diretto?
Charlie Chaplin e Orson Welles

Progetti futuri?
Portare in scena, con un proprio allestimento, Farinelli e il Re

Elisa Sciuto 01/11/2017
copyright foto by Antonio Parrinello

Libro della settimana

Facebook

Formazione

Recensito su Twitter

Digital COM