Questo sito utilizza cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione e rispetta la tua privacy in ottemperanza al Regolamento UE 2016/679 (GDPR)

                                                                                                             

Recensito incontra gli autori di "Nemico mio", brillante commedia che celebra la vittoria dell’amore in guerra

Richiama i toni e le atmosfere tipiche della grande commedia all’italiana di Monicelli, con quelle risate divertentissime e allo stesso tempo amare che inducono alla riflessione, lo spettacolo “Nemico mio”, in scena al Teatro de’ Servi fino al 26 novembre. La pièce scritta da Daniele Trombetti, Clelio D’Ostuni e Daniele Lotti, e diretta dallo stesso Trombetti, e’ una commedia vivace, dinamica, brillante e romantica, ambientata sullo sfondo della Seconda Guerra Mondiale.
Due atti unitari, ma allo stesso tempo quasi differenti, per narrare la storia d’amore impossibile tra Aurelio, un soldato fascista, e Anna, una partigiana, e soprattutto per dipingere l’affresco di un’Italia che si avvia a uscire da un sanguinoso e doloroso conflitto.
Se nel primo atto troviamo una completa unità di tempo e spazio, con l’ innamoramento tra i due nell’ospedale di Nettuno nel ‘43, nel secondo atto si assiste ad un salto temporale in cui la nascita della Costituzione e il coronamento della amore tra i due si alterna al flashback in cui si racconta del loro primo incontro avvenuto all’incirca 8 settembre del ‘43.
Il tutto avviene tra battute esilaranti, gag e perfetti tempi comici che delineano situazioni e sipari carichi di comicità, con un caleidoscopio di personaggi che ruota intorno alla coppia dei protagonisti, supportandoli, aiutandoli, creando colpi di scena. Attraverso i loro gesti e le loro battute si può comprendere il clima in cui versava la nostra nazione in quegli anni, che con la satira si stempera offrendo uno scenario luminoso, una speranza. Si intrecciano l’amore, l’amicizia, la guerra, il dolore, la paura, ma anche i sogni e i desideri per un futuro migliore.
Uno spettacolo in cui la potenza ironica delle parole, diverte, scuote, fa sperare e riflettere su situazioni che ci appaiono più che mai vicine, grazie all’interpretazione di tutto il cast, dotato di una particolare sintonia che gli consente di stare sempre sul pezzo.
Fortemente attuale, amaro e veritiero si rivela il dialogo sulla costituzione e sul lavoro, suo principio fondamentale.
La Storia, quindi, abbraccia le piccole storie, per descrivere una situazione passata eppure quasi eterna, una favola realistica e brillante che conduce all’happy end tra numerose risate.

In questa intervista sulle pagine di Recensito gli autori di “Nemico mio” illustrano nel dettaglio come e’ nato questo entusiasmante spettacolo e presentano la loro affiatata compagnia.file.bin

Come nasce “Nemico mio”?

Daniele Trombetti: “Nemico mio nasce da un’idea molto semplice: volevamo portare a teatro una storia d’amore un po' particolare tra un soldato fascista e una partigiana. Poi da qui si abbiamo sviluppato tutta la struttura dello spettacolo che è abbastanza complicata, poiché il primo atto e’ ambientato nel 1943, mentre il secondo ha dei salti temporali che vanno dall’ 8 settembre ‘43 al ‘48. “

Le piccole storie incontrano la Storia. Perché avete scelto proprio questa pagina di storia? C’e’ qualche episodio storico in particolare che mettete in evidenza?

Daniele Trombetti: “Abbiamo scelto il 1943 perché l’Italia nel ‘43 e’ stata l’unica forza mondiale che ha pareggiato la guerra. Stava con i tedeschi, l’ 8 settembre ha firmato con gli americani e da quel momento è cambiato tutto. Inoltre abbiamo inserito nel testo anche la Costituzione , facendo satira. Mettiamo in evidenza l’8 settembre con Badoglio che firma l’armistizio, lo sbarco degli americani ad Anzio e appunto la nascita della Costituzione.”

Un periodo drammatico, ma allo stesso tempo pieno di speranza, con un caleidoscopio di personaggi che si intrecciano all’interno dell’ospedale di Nettuno. Quali sono questi personaggi?

Daniele Trombetti: “I protagonisti sono Aurelio, un soldato Fascista che è partito in guerra per forza, non per sua scelta, in quanto nella vita voleva fare atletica e poi si è ritrovato a fare il soldato per il Duce, e Anna, una partigiana figlia di medici. I due si incontrano in una situazione un po' particolare e intorno a loro si aggira un coro di personaggi, i pazienti dell’ospedale da campo: Rodolfo, partigiano che ha perso la gamba in battaglia, il classico polemico entusiasta; Armando soldato fascista, il classico menefreghista bello che se la tira; Carmelo soldato calabrese che non parla tanto, ma quando lo fa mette il punto. Inoltre ci sono due ruoli minori, il dottore e la suora, che sono comunque fondamentali per l’intreccio.”

Lo spettacolo ruota intorno a una storia d’amore quasi impossibile tra un soldato fascista è una partigiana. Credete che il sentimento possa essere uno strumento per superare le ostilità e le differenze?

Daniele Trombetti: “Assolutamente si. Il leitmotiv dello spettacolo e’: l’amore ci ha trovato mentre combattevamo per la vita. Dove c’era tutto tranne che l’amore , l’amore vince. Siamo convinti che l’amore vinca sempre.”

Vi siete rifatti a qualche modello in particolare? Anche cinematografico?

Daniele Trombetti: “ No, scrivo insieme a Daniele Locci e Clelio D’Ostuni, con cui formiamo la compagnia Rubagalline. Abbiamo un modo nostro di scrivere, non ci rifacciamo a modelli, ma scriviamo di getto.”

Cosa sperate possa arrivare al pubblico?

Daniele Trombetti e Clelio D’Ostuni: “Gli spettatori si devono divertire e attraverso la risata devono capire che l’amore vince sempre. Non c’e’ una risata fine a se stessa, speriamo che si crei un climax, che attraverso l’ironia il pubblico arrivi a riflettere e che nel secondo atto ritrovi le cose per cui ha riso nel primo e rida ancora di più, in quanto il secondo atto e’ più esplicativo e serio.”

E’ uno spettacolo che parte dal passato per parlare anche dell’oggi?

Daniele Trombetti: “Assolutamente si. Io scambio di battute sulla Costituzione e’ molto attuale, due ragazzi di oggi al bar potrebbero dire le stesse cose. Abbiamo ambientato questa satira nel ’48, ma potrebbe avvenire anche adesso.”

Come nasce la vostra compagnia?

Daniele Trombetti: “La nostra compagnia “Rubba Galline” nasce intorno a noi sceneggiatori che siamo un po’ il fulcro, diciamo. Abbiamo scritto quattro spettacoli: la “Banda della Marana”, sulla falsa riga di Romanzo Criminale , anche se era una storia completamente diversa, l’unico caso in cui abbiamo preso spunto da qualcosa per poi parlare di altro; “Il detenuto”, uno spettacolo drammatico, che parlava di un ragazzo imprigionato per omicidio; “Nemico mio” e “Se fossi figo”.
La compagnia nasce dall’amicizia tra me, Daniele e Clelio, ognuno ha studiato teatro separatamente ed eravamo una compagnia amatoriale, poi abbiamo deciso di iniziare a scrivere. Gli altri componenti sono Marco Russo , la protagonista Carlotta Maria Rondana, una new entry, Francesco Mantuano, un acquisto importante, e Sara Miele, la più grande, ma fresca e giovane. Sono tutti bravissimi.”

Per quanto riguarda la vostra scrittura?

Daniele Lotti: “La scrittura è una lotta. Abbiamo un bagaglio di spettacoli ampio, non tutti messi in scena, poiché accontentare tutti e tre non è semplice, però la cosa positiva è che quando scegliamo un progetto e siamo d’accordo, ci crediamo molto”

Clelio D’Ostuni: “Siamo un trio con dei ruoli ben precisi, abbiamo tre visioni distinte che si vanno a unire e amalgamandosi creano il prodotto finito. Daniele Trombetti e’ la parte registica, si occupa più della messa in scena, Daniele Lotti si occupa della parte visiva, lavora per immagini, mentre io cerco di dare più una struttura alla scrittura. Abbiamo tre ruoli differenti. Il primo spettacolo lo abbiamo scritto addirittura in tre giorni.”

Quali sono i toni utilizzati in “Nemico mio”?

Clelio D’Ostuni e Daniele Lotti: “Questo spettacolo è figlio della nostra esperienza. È una piccola prova di autore, senza mai lasciare il ritmo che ci contraddistingue. Nemico mio è una commedia ritmica con l’inserto romantico. Abbiamo provato a dare una struttura più completa alla sceneggiatura che resta sempre divertente. La nostra idea è di alternare momenti di scrittura intensa ad altri più leggeri. Lo spettacolo è piacevole. È una commedia di parola, non di situazione, si ride per quello che si dice.”

Progetti futuri?

Daniele Trombetti: “Saremo in scena a fine stagione con il nuovo spettacolo che è in fase di scrittura, quindi preferiamo non anticipare nulla.”

Maresa Palmacci 08/11/2017

 

Libro della settimana

Facebook

Formazione

Recensito su Twitter

Digital COM