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Gli allievi dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico” portano in scena “Oreste”: intervista all’aiuto regista Lorenzo Collalti

Vincitore come “Miglior spettacolo” e “Miglior drammaturgia” allo European Young Theatre del Festival di Spoleto 2015 per lo spettacolo Nightmare nº7 e del Premio SIAE 2015 per Così è, Lorenzo Collalti è l'aiuto regista dello spettacolo Oreste del M° Valentino Villa, in scena da lunedì 13 febbraio al Teatro Studio “Eleonora Duse”.

Con il ruolo di aiuto regista per lo spettacolo Oreste, hai aggiunto un altro tassello alla tua esperienza artistica, iniziata con la formazione in Accademia, ce ne parli?

Le studio con professionisti come Arturo Cirillo e Giorgio Barberio Corsetti hanno senza dubbio scandito le tappe principali della mia formazione accademica, grazie alle quali sono riuscito a sviluppare un mio percorso artistico, a costruire un mio linguaggio teatrale che nei tre anni si è definito. Alcuni insegnanti dell’Accademia mi hanno trasmesso la passione per la scrittura, da qui la volontà di scrivere il testo che poi è diventato il mio saggio di diploma (Ricordi di un inverno inatteso, ndr). Ho colto l'occasione di poter tornare a lavorare in Accademia, stavolta non da studente, ma nei panni di aiuto regista per il M° Valentino Villa, è stata un'esperienza molto interessante e formativa.

In che modo hai lavorato con il M° Valentino Villa e su che piani?

Ho apprezzato molto l’essere stato coinvolto sia nelle scelte registiche, che in quelle drammaturgiche. Nello specifico, ho dato il necessario supporto tecnico, annotando i cambiamenti delle scene con le indicazioni relative all’impostazione scenografica e di illuminazione. Ho inoltre affiancato il M° Villa nel montaggio e la rifinitura delle diverse parti del testo.
Chiaramente, nonostante i liberi confronti artistici, alla fine deve sempre prevalere il regista: è fondamentale che ci sia una figura che prenda le decisioni per tutti, perché l'arte è una dittatura (ride, ndr)...positiva, che dura poco, come nell'antica Roma, sei mesi, due, uno, il tempo dello spettacolo e poi si cambia.

Cosa ci puoi dire invece della presenza di più cast?

Fondendo le due opere di Agamennone e Oreste, sono stati ricavati nove personaggi da destinare ai ventuno allievi dell'Accademia: è giusto ricordare che pur essendo uno spettacolo vero e proprio è anche un'esercitazione per gli allievi del corso di recitazione e bisogna dare a tutti la possibilità di andare in scena. Abbiamo dunque dovuto creare più cast per ciascuna replica, quella delle 17 e quella delle 20.

Vista la tua giovane età e la tua carriera agli inizi, ci parli dei tuoi progetti futuri?

Come dico sempre, ci sono tanti call center che cercano personale! Scherzi a parte, con il gruppo di attori con cui lavoro stiamo riprendendo Nightmare nº7 che abbiamo recentemente messo in scena al Teatro Cometa Off per portarlo a Matera. Stiamo anche preparando un nuovo lavoro basato su un mio nuovo testo speriamo possa debuttare la prossima stagione a Roma.

Riccardo Bassetti
17/02/2017

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