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Nomadland: l’America di Chloe Zhao ad aprile in Streaming su Disney+

“Nomadland” debutterà finalmente in Italia il 30 aprile su Star all’interno di Disney+, e sul grande schermo non appena sarà possibile tornare in sala.
Negli ultimi mesi il pluripremiato lungometraggio di Chloe Zhao ha conquistato due Golden Globe (nelle categorie Miglior film drammatico e Miglior regia), il Leone d'Oro come Miglior film alla Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica “la Biennale” di Venezia e il People’s Choice Audience Award al Toronto International Film Festival. Il film è inoltre candidato a ben sei premi Oscar: miglior film, miglior attrice protagonista, miglior regia, miglior sceneggiatura non originale, migliore fotografia e migliore montaggio.
Tratto dall’omonimo libro-inchiesta della giornalista americana Jessica Bruder, “Nomadland” racconta la storia di Fern, una donna sessantenne che ha perso il marito e il lavoro a causa della Grande Recessione. Riempito un furgone con il necessario, Fern si lascia alle spalle la città industriale di Empire, nel Nevada, ed intraprende un viaggio attraverso gli Stati Uniti occidentali, stringendo legami con persone che come lei sono state costrette ad abbandonare la vita convenzionale, in favore di un nomadismo indotto dall’indigenza. Non homeless, piuttosto “houseless”, dice di sé la protagonista, interpretata da Frances McDormand, regina del cinema indipendente e moglie di Joel Coen, di nuovo sul grande schermo dopo l’Oscar come miglior attrice per Tre Manifesti a Ebbing Missouri (Martin McDonagh, 2017).
Chloe Zhao, nata a Pechino ma trasferitasi presto a Los Angeles, aveva incontrato la McDormand nel 2018 in occasione degli Indipendent Spirit Awards a cui era candidato il suo The Rider - Il sogno di un cowboy, lavoro precedente che sembra avere molti punti in comune con “Nomadland”. A cominciare dai vasti spazi aperti delle pianure americane, siano quelli delimitati della riserva indiana di Pine Ridge in South Dakota, o quelli scorrevoli e infiniti che Fern osserva dai finestrini del suo furgone. L’America della Zhao si mostra in tutta la sua struggente bellezza contraddittoria: un Paese sconfinato in cui tutto è possibile, nel bene e nel male. D’altronde cos’è il viaggio di Fern se non un’epopea western alla stregua di quella dei pionieri; come i padri fondatori attraversavano l’orizzonte con le loro carovane, in cerca di nuove possibilità e di stabilità, così la protagonista guida il suo van verso un nuovo inizio, dopo l’apocalisse della crisi contemporanea.

Elisa Macci  15/03/2021

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