Hannah Levy è un’artista newyorkese che da anni costruisce un immaginario sospeso tra attrazione e inquietudine. La mostra Blue Blooded - Sangue blu, a cura di Giuliana Altea, Antonella Camarda e Luca Cheri e visitabile al Museo Nivola di Orani fino al 12 luglio 2026, prende avvio dalla figura del granchio a ferro di cavallo, una creatura tanto antica quanto sorprendentemente attuale. Definito spesso un “fossile vivente”, questo animale sopravvive sulla Terra da centinaia di milioni di anni. Il suo sangue, di un intenso colore blu, continua a essere utilizzato dall’industria farmaceutica per verificare la sicurezza di vaccini e dispositivi medici. È proprio su questa apparente contraddizione, tra antichità biologica e centralità nella tecnologia contemporanea, che Levy costruisce il suo percorso espositivo.
Le sculture, realizzate attraverso l’accostamento di acciaio inox, silicone e vetro, sembrano appartenere a un ecosistema sconosciuto. Richiamano scheletri, organi e creature marine, ma anche elementi del design e dell’architettura contemporanea. Lo spettatore si trova davanti a forme che attraggono e respingono allo stesso tempo, generando una tensione costante tra fragilità e minaccia, seduzione e inquietudine.
Al centro della mostra si impone una grande struttura tentacolare che dialoga direttamente con l’architettura dell’ex lavatoio di Orani. Le sue lunghe gambe metalliche evocano la morfologia del limulo, mentre il corpo sospeso richiama contemporaneamente una tettoia, un rifugio e il reperto fossilizzato di un animale estinto. Attorno a essa si dispongono opere in vetro e metallo che sembrano cristallizzare un processo di trasformazione ancora in atto, come se la materia fosse stata sospesa a metà strada tra lo stato liquido e quello solido.
Durante la preparazione del progetto, Levy ha scoperto anche un legame inatteso con Costantino Nivola. La celebre tecnica del sandcasting nacque infatti dalle sperimentazioni che l’artista conduceva con i figli sulle spiagge di Long Island, le stesse coste dove Levy ha raccolto gli esemplari di granchio a ferro di cavallo che hanno ispirato questa ricerca.
Ma il vero centro della mostra non è l’animale in sé. È il rapporto che gli esseri umani instaurano con ciò da cui dipendono. Levy trasforma il granchio in una figura simbolica capace di interrogare il presente: quanto siamo disposti a sfruttare il mondo naturale per garantire il nostro benessere? E quale prezzo pagano le altre specie per sostenere la nostra idea di progresso? In Blue Blooded - Sangue blu la scultura diventa così uno strumento di riflessione che affronta temi urgenti senza rinunciare alla forza evocativa delle immagini. Il risultato è una mostra che unisce ricerca formale e consapevolezza ecologica, costruendo un universo in cui il futuro sembra emergere direttamente dalle profondità del mare e della preistoria.
Sofia Fumi 05/06/2026



