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The Chronology of Water, il debutto alla regia di Kristen Stewart, arriva al cinema dall’11 giugno

03-06-2026 17:11

Redazione

Cinema e tv,

The Chronology of Water, il debutto alla regia di Kristen Stewart, arriva al cinema dall’11 giugno

Per il suo esordio dietro la macchina da presa, la star di Twilight ha scelto di portare sul grande schermo il romanzo autobiografico di Lidia Yuknavi

Per il suo esordio dietro la macchina da presa, la star di Twilight ha scelto di portare sul grande schermo il romanzo autobiografico di Lidia Yuknavitch, presentato in anteprima mondiale il 16 maggio 2025 – in occasione della 78ª edizione del Festival di Cannes – dove era in concorso nella sezione Un Certain Regard. Dopo un anno di attesa l’opera sbarca nelle sale italiane, l’11 giugno, distribuito dalla Wanted Cinema. 
Emancipatasi dall’immagine di vampira che l’aveva resa celebre al pubblico young-adult, Kristen Stewart si è imposta come una delle attrici più apprezzate della sua generazione: prima americana vincitrice di un César grazie all’interpretazione in Clouds of Sils Maria, è stata anche candidata all’Oscar per Spencer e ha ricevuto 22 riconoscimenti dalla critica. 
La regista ha raccontato così l’immediata fascinazione che l’ha spinta verso l’opera di Yuknavitch: “Ho incontrato per la prima volta The Chronology of Water nel 2017 sul mio Kindle. Fin dalla prima pagina ho sentito una corrente elettrica: un viaggio frastagliato e non lineare attraverso trauma e memoria, diverso da qualsiasi cosa avessi mai letto. Dopo 40 pagine ho avuto una reazione fisica: ho posato il libro e ho detto al mio team che dovevo parlare con chi lo aveva scritto”.  Kristen Stewart ha dedicato alla lavorazione del progetto otto anni, riscrivendolo continuamente. L’obiettivo era restituire un film che fosse neurologico, frammentato e simile a un sogno. The Chronology of Water: “parla di nascita, rinascita e trauma. È un’opera per outsider, per chi si sente diverso”, dichiara la regista. E per restituire tutta la complessità del racconto ha scelto come protagonista Imogen Poots: “È straordinaria. Non recita una storia, cerca di comprenderla. Interpreta Lidia dai 17 ai 40 anni con autenticità totale”, afferma Stewart.

Il lungometraggio segue la protagonista nel suo percorso di autodeterminazione, indagando come il trauma possa diventare arte, attraverso la riconquista della memoria personale, in particolare quella custodita nei corpi femminili. Per l’autrice, la pellicola rappresenta: “un invito a non distogliere lo sguardo dalla bruttezza, ad attraversare la vergogna e a riconoscere l’appartenenza del nostro corpo e della nostra storia”.  

 

Luca de Pascale  03/06/2026

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