“Atti di resistenza contemporanea” è il titolo scelto per la 45ª edizione del Festival delle Orestiadi che nel 2026 accompagnerà il percorso di Gibellina Capitale italiana dell’arte contemporanea. Diretto da Alfio Scuderi, il Festival si presenta quest’anno come un’edizione pensata per valorizzare quel dialogo tra arte e teatro che ha rappresentato fin dalle origini la sua cifra identitaria, con un progetto sostenuto dall’Assessorato al Turismo della Regione Siciliana, in collaborazione con Gibellina Capitale, il Comune di Gibellina e l’Assessorato dei Beni culturali e dell’identità siciliana della Regione Sicilia.
Da quarantacinque anni le Orestiadi raccontano la rinascita di un territorio che ha fatto della contemporaneità il proprio linguaggio. Tra il Baglio di Stefano e il Cretto di Burri, teatro, arti visive, musica, danza e narrazione anche quest'anno continueranno a intrecciarsi in una grande festa della cultura, che guarda al futuro ma non dimentica la propria storia.
«Portare avanti un progetto al tempo stesso ambizioso e coerente come quello delle Orestiadi è stato e continua a essere un atto rivoluzionario, un impegno civico e sociale oltre che culturale», sottolinea Scuderi. Da qui la scelta del tema “Atti di resistenza contemporanea”, che richiama la capacità del Festival di mantenere viva, negli anni, una visione condivisa di crescita e rigenerazione.
Questa edizione prenderà il via con un’anteprima d’eccezione il 26 e 27 giugno al Cretto di Burri. Protagonista sarà “L’Orestea di Gibellina”, il celebre progetto di Emilio Isgrò che nel 1982 diede il nome al Festival e ne definì l’orizzonte artistico. Per l’occasione Isgrò firmerà una nuova riscrittura installativa dell’opera, realizzata in collaborazione con Alfio Scuderi. Le Orestiadi renderanno poi omaggio anche a due figure fondamentali della cultura italiana, entrambe legate alla storia di Gibellina: Dario Fo e Arnaldo Pomodoro, di cui nel 2026 ricorre il centenario della nascita. Il 18 luglio a partire dalle scenografie realizzate dal Maestro per la storica Orestea, una performance inedita metterà in dialogo parola, musica, immagine e danza. Isabella Ragonese interpreterà le parole del “Pilade” di Pasolini, accompagnata dalle coreografie di Federica Aloisio e Federica Marullo.
Tra gli appuntamenti più significativi figura anche il progetto dedicato a Roberto Andò, artista e regista che proprio a Gibellina mosse alcuni dei primi passi del suo percorso creativo. Il Festival gli renderà omaggio attraverso un “Autoritratto” curato da Vincenzo Trione, al cui centro si colloca l’installazione “Qui la vita non è altrove”, realizzata con Mimmo Paladino e accompagnata dalla voce di Toni Servillo.
Il Festival il 19 luglio ricorderà il magistrato Paolo Borsellino con “Felicissima”, spettacolo dedicato a Felicia Impastato, con Federica D’Amore e la regia di Claudio Zappalà. Tra i ritorni più attesi figurano Antonio Rezza, che presenterà il nuovo spettacolo “Metadietro” il 24 luglio, e Marco Paolini, in scena il 25 luglio con “Antenati”, una riflessione sull’evoluzione della specie umana.
Come da tradizione, le Orestiadi si concluderanno al tramonto nel suggestivo scenario del Cretto di Burri.
A chiudere il Festival, il 2 agosto, sarà Antonio Dimartino con un concerto in solo per voce e chitarra.
«Le Orestiadi testimoniano ancora una volta un teatro che non si ferma alla denuncia ma rilancia nuove riflessioni adatte ai tempi e rinnova i sogni», afferma Francesca Maria Corrao, presidente della Fondazione Istituto di Alta Cultura Orestiadi.
In un anno cruciale per la storia di Gibellina, il Festival si conferma così come un laboratorio permanente di idee, memoria e contemporaneità, capace ancora di trasformare l’arte in strumento di rinascita collettiva.
Viola Pulvirenti 11/06/2026



