Dal 21 maggio arriva al cinema Don’t let the sun, il primo film di finzione della regista svizzera Jacqueline Zünd. Al centro del lungometraggio, c’è una riflessione sul nostro futuro imminente, segnato dal cambiamento climatico e da un profondo deterioramento delle relazioni umane.
In un mondo in cui le persone vivono di notte perché le temperature di giorno si sono alzate al punto da essere insostenibili, le relazioni umane si sono raffreddate e i legami personali disciolti. Per lavoro, Jonah (Levan Gelbakhiani), 28 anni, fornisce relazioni umane su richiesta, un servizio a pagamento pensato per colmare vuoti affettivi ed evitare delusioni. Gli riesce più facile essere qualcun altro che dare spazio alla propria vera emotività. Ma, quando sarà assunto per interpretare il ruolo di padre per Nika (Maria Pia Pepe, per la prima volta sullo schermo), una bimba di 9 anni, Jonah entrerà in crisi e si troverà a confrontarsi con i suoi sentimenti rimasti troppo a lungo sepolti.
Co-prodotto dall’italiana Casa delle Visioni e dalla svizzera Lomotion, Don’t let the sun non cerca risposte, ma pone delle domande – perché non riusciamo più a permetterci qualcosa che tutti desideriamo? È sbagliato colmare il vuoto dell’intimità con una sua versione “sostitutiva”? – che toccano il cuore delle nostre fragilità.
Il film è, in versione originale, in lingua inglese ed è stato girato prevalentemente a Milano e a Genova, rispettivamente nel complesso residenziale “Monte Amiata” del quartiere Gallaratese e nei palazzi popolari noti come “Le Lavatrici" di Pra’, due luoghi scelti per la loro marcata impronta di modernità architettonica che evoca un mondo distopico ma non così lontano dal nostro.
Emanuela Macci 20/05/2026



