I puritani, ultimo capolavoro di Vincenzo Bellini, è in scena al Teatro Regio di Torino da mercoledì 6 maggio 2026 alle ore 19.30 per sei recite fino al 17 maggio, nell’ambito della Stagione d’Opera e di Balletto 2025/2026.
Sul podio dell’Orchestra e del Coro del Regio torna Francesco Lanzillotta, già apprezzato nella Norma e ne La rondine di Puccini; il Coro è preparato da Gea Garatti Ansini. In scena protagonisti fuoriclasse come John Osborn, Gilda Fiume, Nicola Ulivieri, Andrea Pellegrini, Chiara Tirotta, Saverio Fiore e Simone Del Savio. Ad anticipare il debutto sarà l’Anteprima Giovani, dedicata al pubblico under 30, in programma giovedì 30 aprile alle ore 19.30.
Il nuovo allestimento è firmato da Pierre-Emmanuel Rousseau, che torna al Regio per raccontare a modo suo la storia di Elvira e Arturo nel tempo sospeso della guerra civile inglese: un conflitto tra amore e dovere, tra fedeltà privata e responsabilità pubblica. Elvira, figlia del governatore puritano, ama il cavaliere Arturo, sostenitore degli Stuart, suscitando la gelosia di Riccardo. Il giorno delle nozze, Arturo sceglie di salvare la regina Enrichetta di Francia, prigioniera dei puritani, fuggendo con lei e compromettendo il proprio destino. Convinta di essere stata tradita, Elvira sprofonda nella follia, mentre Arturo viene condannato a morte. Solo il loro ricongiungimento e l’amnistia proclamata dal vittorioso Cromwell scioglieranno il conflitto, restituendo ai due amanti la speranza e la felicità. «I puritani è la storia di questa donna, preda della follia», racconta il regista.
Lo spettacolo si inserisce nel percorso artistico di Rousseau, che dopo aver inaugurato la Stagione 2023 con Il barbiere di Siviglia e aver firmato La rondine nel 2024 porta a Torino una nuova creazione di cui firma regia, scene e costumi. Le luci sono di Gilles Gentner, la coreografia di Carlo d’Abramo, con Achille Jourdain assistente alla regia e Guillemine Burin des Roziers assistente alle scene.
Anche Francesco Lanzillotta torna al Regio e rinnova il sodalizio artistico con Rousseau. Romano, diplomato in direzione d’orchestra al Conservatorio Santa Cecilia, è considerato oggi uno dei più interessanti direttori del panorama italiano. È stato direttore musicale del Macerata Opera Festival dal 2017 al 2021 e ha diretto nei principali teatri italiani ed europei; dopo il debutto nel 2021 al Théâtre de la Monnaie di Bruxelles, è tornato nel 2023 per Bastarda, progetto donizettiano che lo ha visto impegnato anche come compositore.
In questa nuova produzione, la dimensione drammaturgica si intreccia con una forte resa visuale del tempo e della memoria: durante i tre atti, le scenografie si trasformano progressivamente in rovine dal sapore romantico, mentre i costumi si fanno via via più consunti, simboleggiano il logorarsi delle certezze e delle identità. Anche il colore rosso diventa simbolo di passione, follia e resistenza.
Composti nel 1834 su libretto di Carlo Pepoli (dal dramma storico Têtes rondes et Cavaliers di Jacques-François Ancelot e Joseph-Xavier Boniface “Saintine”) e rappresentati per la prima volta a Parigi nel 1835, I puritani rappresentano la quintessenza del linguaggio belliniano: una partitura di estrema raffinatezza, costruita su equilibri sottilissimi tra voce e orchestra, in cui tensione e abbandono, estasi e tormento si fondono.
Viola Pulvirenti 16/04/2026



