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#Rubik a The Unexpected Happening: l’inaspettato rumore della fotografia

Cos’hanno in comune la musica e le immagini? Una protesta, oggi più che mai.
E lo conferma tanto lo street-artist Blu, che nei giorni scorsi ha ricoperto le sue opere naturalmente esposte sui muri bolognesi, quanto il gruppo Pollock Project. Per il loro ultimo album hanno infatti stretto un profondo sodalizio con i fotografi del New Era Museum, l’unico museo al mondo che accoglie tra le sue pareti virtuali sia professionisti che emergenti, prendendosi per mano nell’unico e inevitabile punto d’incontro: l’arte.
Figli della stessa purissima madre, hanno dato vita a The Unexpected Happening, un otre in grado di contenere e mescolare musica e fotografia, suono ed immagini. E se non fosse che i Pink Floyd –che subito rievocano il sovversivo Escher- o Andy Warhol o David Bowie si raccolsero già sotto il labaro di un’arte trasversale più di cinquant’anni fa, penseremmo che il format, composto da quattro momenti differenti e ideato dal compositore Marco Testoni e dal fotografo Andrea Bigiarini, si muova in territori vergini.
Con queste premesse, i Pollock Project, sabato 12 marzo, hanno presentato, nel meraviglioso panorama dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, i dieci brani che compongono AH!, il loro ultimo album dedicato allo stupore. Capaci di meravigliarci con un esotico free jazz che si intreccia tanto con l’elettronica, quanto con la pentafonia orientale e con la musica tribale dell’Africa più nera, hanno permesso al nostro orecchio di lasciarsi disorientare. Le percussioni di Marco Testoni, la voce pura e intrigante di Elisabetta Antonini e i fiati virtuosi di Simone Salza hanno lottato e dialogato tutta sera con le fotografie concepite per loro dal NEM, plasmando uno spettacolo che ubriaca per la sua bellezza.
Lo scoppio finale che ci ha acceso di entusiasmo è stato innescato dagli iphoneografi che, armati di macchine fotografiche e mobile, hanno dato vita ad un set fotografico estemporaneo del quale tanto il pubblico in sala, quanto i musicisti sul palco hanno rappresentato i soggetti vivi immortalati dalla loro ricerca di umanità. Impossible Humans è infatti il titolo della mostra che, tra le avanguardistiche mura di Galleria Lancellotti (dall’11 al 26 marzo), indaga quell’universo privato racchiuso dentro ad ogni persona: il germe più puro e profondo dell’arte. Così i fondatori del NEM hanno deciso di esporre oltre alle loro opere - nella sezione Jury’s Eye- gli scatti dei fotografi provenienti da tutto il mondo, vincitori del contest da loro indetto e al quale Impossible Humans – Awards è dedicato.
Ecco quindi che il grido lanciato per la prima volta dai dadaisti riverbera nei quattro momenti che compongono The Unexpected Happening: l’arte non è altro che un sublime esercizio per l’anima.
Partecipi della stessa comunione d’intenti riteniamo che fare la storia voglia dire guardare all’oggi, pensando avanti. Perché la Mobile Art è figlia dei nostri giorni, è qualcosa di democratico che strappa dalle nicchie dei saccenti la meraviglia che parla e appartiene ad un solo padrone, l’umanità.
Ringraziandoli, siamo convinti di aver preso parte a una storia che si è fatta davanti ai nostri occhi e che, come loro auspicavano, ha dischiuso le nostre bocche in un AH!

Per #Rubik, Elena Pelloni 16/03/2016

clicca qui per visitare il sito di Galleria Lancellotti

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